tre stelle michelin Hélène Darroze

Guida Michelin. È valanga rosa: 3 stelle a Hélène Darroze e Clare Smyth

Due ristoranti tristellati nella Guida Michelin 2021 Gran Bretagna e Irlanda con Hélène Darroze e Clare Smyth. E tre nuovi due stelle

Ristoranti

Il 2021 è l’anno di Hélène Darroze. La chef di Mont-de-Marsan ha conquistato una settimana fa le due stelle Michelin nella Guida Francia con il ristorante di Parigi. E ora, bissa, andando a cogliere le tre stelle per il suo ristorante Hèlene Darroze al Connaught Hotel nella Guida 2021 dedicata a Gran Bretagna e Irlanda.

Un successo tutto in rosa coronato dall’altro nuovo tre stelle. La terza stella infatti è andata anche a Clare Smyth, inglese, per il ristorante Core a Notting Hill.

Una valanga rosa con due nuove tristellate che innanzitutto impone di aggiornare il tabellino delle chef a tre stelle nel mondo che da 5 passano a sette.

Eccole.

Le chef donna tre stelle con Hélène Darroze e Clare Smyth

Annie Feolde
  1. Anne-Sophie Pic a Valencia
  2. Elena Arzak a Saint-Sébastien
  3. Annie Féolde a Firenze
  4. Nadia Santini a Canneto Sull’Oglio
  5. Dominique Crenn a San Francisco
  6. Hélène Darroze a Londra Mayfair
  7. Clare Smyth a Notting Hill

“Le donne non sono una categoria a parte nella Michelin e non è questione di quote. Si ricompensa il talento”, ha detto Gwendall Poullennec, Direttore Internazionale delle Guide Michelin, quasi a spegnere il fuoco di possibili retroscena.

Se non fossimo sul palcoscenico della Michelin, ma sul set di un talent si potrebbe dire che la combinazione dei riconoscimenti della Rossa in queste settimane sembrerebbero frutto di una regia di show.

E prima di iniziare a picchiettare sulla tastiera, ascoltate la nuova tristellata. Hélène Darroze mette in fila non solo le 3 + 2 stelle, ma anche la sua nazionalità francese in terra straniera. “Sto ancora tremando… è incredibile. Non me l’aspettavo. Sembrava che ci fossero molte ispezioni, soprattutto nelle ultime due settimane di apertura. Ma per me era irraggiungibile, ho sempre pensato di non avere abbastanza precisione. Non so come farò a crederci”. Lo ha detto a Le Monde che ha buoni motivi nazionalistici per celebrare questa affermazione.

Ma la valanga è davvero rosa. Basta pensare per un attimo che dei 119 chef tristellati nel mondo (esclusi California e Singapore) solo 7 (ora) sono donne. Non è da meno Clare Smyth a confermare l’incredulità. Che ormai è segno distintivo degli show di presentazione della Michelin: “Non ho mai osato sognare che questo potesse accadere a me. Ho lavorato in un tre stelle, so che livello di capacità richiede. Il mio obiettivo è sempre stato quello di lavorare per dare il meglio possibile”.

I nuovi due stelle

La notizia delle nuove tristellate rischia di coprire tutti gli altri risultati elencati per “dovere di cronaca”. Un successo delle due donne e dei loro colleghi che sono riuscite in un’impresa epica. Tra l’altro in un anno pandemico in cui già il resistere è un traguardo.

Ed è sempre Gwendall Poullennec a sottolineare il momento. “È stato un anno estremamente difficile per il settore della ristorazione e il nostro pensiero va a tutti coloro che hanno sofferto della pandemia e delle misure restrittive messe in atto. Molti chef ci hanno contattato durante l’anno per chiederci se la Guida sarebbe stata ancora pubblicata insieme ai premi annuali. La Guida Michelin è più di un semplice riconoscimento per coloro che sono al top della loro professione. È anche uno sforzo per promuovere l’intero settore. Nell’ambiente di oggi, più che mai, abbiamo voluto evidenziare il lavoro, la tenacia e l’impegno degli chef e delle loro squadre”.

E lo hanno fatto assegnando anche due stelle a tre ristoranti.

Da Terra, a Bethnal Green, che ha conquistato la sua prima stella nel 2020.

Story, a Southwark, che offre una cucina creativa e visivamente accattivante.

A. Wong, a Victoria, il primo ristorante cinese del Regno Unito ad essere premiato con due stelle grazie alla cucina del suo chef Andrew Wong.

17 i nuovi ristoranti con la prima stella Michelin

Diciassette ristoranti sono stati premiati con una stella Michelin.

A Londra, ci sono Cornerstone e Casa Fofō, entrambi situati ad Hackney. SO|LA a Soho, Davies and Brook a Mayfair, Muse a Belgravia e Behind a London Fields. Il ristorante Benares ha riconquistato la sua stella.

In Scozia, Cail Bruich, a Glasgow, si unisce al firmamento degli stellati.

In Irlanda, la cucina turca contemporanea del dede di Baltimora ha guadagnato la sua prima stella con lo chef Ahmet Dede.

Merlin Labron-Johnson si è trasferito a Bruton, dove ha aperto Osip, mentre hide & fox accende i riflettori sulla scena culinaria del Kent.

Il ristorante Outlaw’s New Road a Port Isaac riceve la prima stella e una brezza dalla Svezia sembra soffiare sul Vallo di Adriano con Hjem. A York, Roots è il nuovo ristorante stellato dello chef Tommy Banks. Due castelli ricevono una stella: Shaun Rankin a Grantley Hall e Latymer a Pennyhill Park.

Per quanto riguarda Pea Porridge, la sua impresa è emblematica. Lo chef e proprietario Justin Sharp ha approfittato del lockdown per rinnovare il suo approccio culinario.

Le stelle verdi e i Bib Gorumand in Inghilterra e Irlanda

Guida Michelin stella verde

23 le nuove stelle verdi per altrettanti ristoranti che esaltano il concetto di sostenibilità della cucina.

16, invece, i nuovi ristoranti Bib Gourmand. Sono le insegne che offrono una cucina di qualità a prezzi accessibili e portano a 126 il totale del Regno Unito e dell’Irlanda. Tra questi, Peckham Cellars et Fallow a Londra, Noto a Edimburgo, Spitalfields a Dublino e Volpe Nera a Blackrock.

Il quadro complessivo

  • 7 ristoranti 3 stelle di cui 2 nuovi
  • 20 ristoranti 2 stelle di cui 3 nuovi
  • 158 ristoranti 1 stella di cui 17 nuovi
  • 126 ristoranti Bib Gourmand di cui 16 nuovi
  • 23 ristoranti con la nuova Stella Verde Michelin

I premi

Il premio “Young Chef of the Year” è andato a Kray Treadwell del ristorante 670 Grams di Birmingham.

Mentre il premio “Chef Mentor” è andato a Ross Lewis di Chapter One (Dublino).

Saul McConnell di The Noble (Holywood) si aggiudica il premio per la Sala.

Il premio Sommelier va a Karine Canevet di Maison Bleue (Bury St Edmunds).