Zona arancione o gialla, “a Roma e in Lazio riapriremo i ristoranti sabato”

Insubordinazione in salsa laziale da parte delle associazioni di categoria dei ristoratori

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“I dati sulla diffusione del Covid permetteranno a Roma e alla regione Lazio di passare dalla zona arancione a quella gialla. Noi comunque riapriremo ristoranti e bar sabato, massimo domenica”.

Non sentono ragioni Confesercenti e Confcommercio. Le due principali associazioni di categoria della ristorazione sono allineate in questa specie di aut aut. Stop alle chiusure prolungate. “La capitale e la regione saranno gialle domenica? Noi ci muoveremo prima e comunque”.

Zona arancione o gialla: prefetto e assessore avvisati

dehors di Roma Per Me Giulio Terrinoni

Claudio Pica, presidente della Fiepet Confesercenti e Sergio Paolantoni, presidente della Fipe Confcomercio, hanno comunicato le loro bellicose intenzioni sia al prefetto di Roma che all’assessore regionale allo sviluppo economico.

Non solo riaperture: cambiamo gli orari

Zona arancione Roma

Ma la protesta non si limita alla riapertura. Fipe e Fiepet vogliono modificare gli orari di apertura. Basta chiudere alle 18, non ha senso.

La proposta è questa, nonostante l’eventuale revisione degli orari non rientri nelle competenze delle Regioni.

Le ragioni di questa specie di insubordinazione in salsa laziale sono note: “le spese corrono, i ristoranti e bar laziali che rischiano di andare in default non si contano”, affermano i due leader delle associazioni, ricordando che la ristorazione è stata di nuovo sospesa il 17 gennaio scorso, giorno in cui Roma e il Lazio sono entrate in zona arancione.

Una volta tornati in zona gialla, teniamo aperti i ristoranti a pranzo e a cena sulla base di due turni. A pranzo dalle 12 alle 15, a cena dalle 19 alle 21:30. Così si riesce a rispettare l’orario del coprifuoco fissato alle 22. E teniamo aperti i bar fino alle 20.

Le associazioni dei ristoranti non arretrano neanche se la regione Lazio dovesse restare in zona arancione. In questo caso propongono l’apertura di ristoranti e bar almeno fino alle 18. Secondo loro, è anche un modo migliore per gestire le regole del distanziamento fuori dai locali, rispetto a quanto avviene ora con l’asporto.

Numeri impietosi

Zona arancione Roma e Lazio

I numeri della Fipe sono impietosi. Da quando la regione si trova in zona arancione ristoranti e bar hanno perso 150 milioni di ricavi. Mentre dal primo lockdown le perdite hanno toccato i due miliardi di euro solo nel Lazio.

Se prefetti e Regioni vietassero il consumo di alcol sulla pubblica via, le due associazioni non avrebbero nulla da obbiettare. Concordano con il governo sulla necessità di scongiurare ogni assembramento.

Ma un weekend di aperture e orari rivisti in modo che tutti i locali possano lavorare anche a cena, sarebbe la boccata di ossigeno che tutta la categoria aspetta.

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