olio extravergine di oliva nuovo

Olio Nuovo. Perché parliamo di questo extravergine di oliva

Olio extravergine di oliva è un tema attuale. Non solo per olio nuovo ma anche per cucina, menu, talenti, turismi, arte, architettura, design

Cibo

C’è l’Olio Nuovo, in quest’epoca dell’anno. Ma non è il solo motivo per parlare dell’argomento. Anche perché il tema olio extravergine di oliva (e non scocciatevi se viene chiamato EVO, è troppo un comodo acronimo) si allarga sempre più fluidamente a cucina, menu, talenti, turismi, arte, scienza, architettura, design.

L’olio è super attuale. Ma il fatto è che quando un tema piace, entrano in scena anche tanti esperti improvvisati che sospirano “Adoooro l’olio” senza nemmeno provare a capirlo. O post sui social pieni di parole-chiave che sono un digest di nozioni copiate. O assaggi di oliacci mascherati da buon pane.

Olive per olio evo

E anche se l’olio si celebrava il 26 novembre (ma poi servono davvero tutte queste Giornate Mondiali?) io voglio invece occuparmene tutto l’anno. Ecco perché mi è umilmente venuta voglia di condividere alcuni spunti in ordine sparso per chi invece vuole saperne di più. Sì, perché sull’olio non si finisce mai di imparare.

Lodo e l’olio nuovo per la stampa

Lodo è l’evoluzione, la versione reloaded del più storico concorso oleario, l’Orciolo D’Oro. Premia l’olio in senso lato: produttivo, poetico, musicale, di design. E oltre alle giurie professionali necessarie, da sempre dà peso e voce anche a una giuria di giornalisti. Ne ho fatto parte già due volte.

La giuria-stampa restituisce il polso della stampa. Che a cascata influisce sul pubblico dei lettori. Il vincitore dell’olio extravergine nuovo di quest’anno è un olio veneto splendido, rassicurante, senza picchi di amaro e piccante. Rassicurante come gli oli nati per piacere.

Cosa penso? Che i miei saggi colleghi siano ancora molto mainstream. E che sarebbe bellissimo abbracciare anche nel mondo giornalistico una formazione all’analisi sensoriale dell’olio.

L’Oleoturismo. Un tema che fa molto Olio Nuovo

Provate a googlare “oleoturismo”: il motore vi restituirà una massa di notizie iniziative, accordi, firme, movimenti attivi. E il decreto attuativo sull’oleoturismo da poco approvato, che ufficializza l’olio come valore, vettore e volano economico per il territorio.

Tra questi quello dedicato all’Olio Nuovo. Sono i Frantoi Aperti dell’Umbria. Un format che fa testo e che anche quest’anno ha coperto l’interno mese di novembre. Con approcci a temi come l’accoglienza, la sostenibilità e la salvaguardia delle biodiversità, tenendo conto dei ritmi e dei comportamenti e delle cautele dettate dalla pandemia.

Frantoi Aperti assaggiando olio sul pane

La 2^ edizione del Concorso Nazionale Turismo dell’Olio, che vede affiancati AIRO e l’Associazione Nazionale Città dell’Olio– II edizione nell’intento di fare emergere le migliori pratiche del turismo legato all’olio, con 6 categorie da premiare. Eccole.

  1. Oleoteche
  2. Musei dedicati all’olio
  3. Ristoranti/Osterie/Pizzerie
  4. Frantoi/Aziende e Cooperative olivicole
  5. Hotel/B&B/Agriturismi/ Dimore Storiche
  6. Tour operator/Agenzie di viaggio/DMC (Destination Management Companies)/Pro Loco.

Il concorso per Il frantoio più bello, lanciato da Luigi Caricato aka Olio Officina.

Gli interventi al BTO di Firenze – Be travel Online – dove si fa il punto sui turismi (il plurale è voluto) a tema enogastronomico.

Olio Nuovo a colazione in Toscana

La Toscana ha l’Olio Nuovo in bocca. Al mattino, sì. E vale oro, sì. Che cosa significa? Che il primo pasto consumato al risveglio come ospiti in un albergo è anche un primo incontro con un territorio e i suoi sapori. Lo è intuitivamente, lo è statisticamente – parlano i dati.

Basta allora con i buffet identici ovunque. Viva una colazione ricca di prodotti locali. Stagionali. Tradizionali. Su questa scorta, Toscana Promozione Turistica e Federalberghi Toscana hanno stretto da poche settimane un accordo “per offrire ai visitatori un’esperienza autentica e all’insegna della tipicità”. Vetrina Toscana è il concetto-ombrello che include un patrimonio di ricette e prodotti regionali.

Viaggiando in Toscana sarà bello trovare una rotazione dolce e salata di affettati rurali, pecorini, necci con ricotta, buccellati, castagnacci, torta co’ becchi (dolce di pastafrolla con un ripieno a base di zucchini e il bordo seghettato), cantucci, croccanti. E magari quelli che prendono solo un tè col miele troveranno mieli locali e chissà il raro miele di spiaggia.

E l’Olio Nuovo? – direte. Beh, pane e olio novo (scritto così, à la Dante) non è forse una colazione divina?

Extracuoca. L’Olio, il talento e il fattore donna

Quanto sono protagoniste le donne in cucina? Quanto sono valorizzate? Mai abbastanza. Extracuoca è il primo corso-concorso che ha legato il talento delle donne all’eccellenza degli extravergini, reclutando ricette da parte di chef e patronnes in tutta Italia e offendo loro una serie di webinar dedicati, esclusivi e specifici.

A quest’idea dell’Associazione Nazionale Donne dell’Olio ha subito creduto l’Ercole Olivario, che è un’enorme e lungimirante macchina organizzativa. Ne abbiamo parlato anche qui su Scatti.

E ora che il 6 dicembre a Perugia ci sarà la premiazione finale, siamo curiosi. E pronti a raccontare una seconda edizione ancora più internazionale con l’Olio Nuovo.

Il menu esemplare di Monika Filipinska

A proposito di fattore donna, Dievole offre un bellissimo esempio di olio valorizzato da una cuoca. Adagiata nelle colline senesi, Dievole è tante cose. Una grande tenuta. Una cantina rinomata. Un produttore di olio. Un ristorante raffinato. Un resort di lusso, che materializza il sogno toscano per una clientela soprattutto straniera di tutte le età, amante del buon vivere.

Gli oli firmati Dievole sono cinque: ne ha cura, con amore e competenza Matteo Giusti. Ma li valorizza nel menu la resident chef Monika Filipinska, origini polacche e formazione culinaria toscana.

Nel suo menu degustazione, per ogni piatto è presente, in forma scritta e in maniera limpida, l’olio utilizzato. E il vino in abbinamento. Ecco che ogni boccone, dove l’Olio Nuovo è un vero ingrediente, acquista ulteriore spessore. Anche in sala sono preparatissimi in proposito (bravi, inutile dirlo). Il piatto oleofilo che ho più amato? L’amuse-bouche, un cappellaccio con funghi porcini e l’olio novo sopra, bello generoso.

Autentico e I Frantoi. Quando l’olio è premium

L’olio eccellente è un regalo prezioso. L’hanno capito molto bene gli ideatori di Autentico, un concept enogastronomico che non è solo un negozio di specialità con saletta degustazione davanti a Santa Maria delle Grazie a Milano.

Autentico è più una sorta di agenzia viaggi, l’avamposto dei territori di cui i prodotti sono espressione. Non è il solo, ma sicuramente uno dei più completi e convincenti.

Allora ben venga l’Olio Nuovo. Ben vengano la selezione del prodotto di frantoi pazzeschi, come il Dolce Agogia di Centumbrie che ho adocchiato sugli scaffali. E i kit di assaggio. Ben venga il dono oleario come un gesto di gusto. Con l’unica accortezza che un olio-gioiello non è una bottiglia da invecchiamento. L’olio va consumato presto: dura solo 18 mesi! Ecco perché si parla tanto di Olio Nuovo.

L’olio è un bene di valore, che deve ruotare. L’Oleoteca I Frantoi, pioniere esempio milanese, ha scommesso in modo addirittura monotematico sull’olio. Scommessa vinta.

Narrazioni in Italia e all’estero

olio extravergine di oliva e olive

Quello che mi colpisce da sempre dell’olio è l’infinito potenziale narrativo.

Un esempio: Antonio Arrighi, viticoltore sull’Isola d’Elba e produttore di Nesos, vino nato dalla macerazione dell’uva Ansonica in acqua di mare. Mi parla della sua produzione olearia e di come in quest’olio insulare, dagli echi salini nel fruttato, il mare sia servito come uno specchio per gli ulivi e le olive, un dirottatore di sole e di luce. Affascinante.

Un altro esempio, Gregor Christiaans, importatore olandese di evo, premiato quest’anno dalla Camera di Commercio del’Umbria in memoria di Giorgio Phellas. Gregor è una sorta di evangelista dell’extravergine e produce in patria corsi di assaggio e degustazioni, si filma mentre gira l’Italia in cerca di produzioni eccellenti e sta lanciando per il prossimo anno AIOOC (Amsterdam International Olive Oil Competition), il primo contest oleario in Olanda.

E ancora, evo che sconfina nelle cucine di altri territori. L’esperienza più recente con la cucina creativa giapponese del MU fish. Un’ispirazione da estendere ad altri oli, ad altre cucine.

Last but not least, “Il grande libro dell’olio” che Luigi Caricato ha pubblicato da poco e messo in mano a molti amici e intenditori, in una staffetta promozionale sui social. Interessante un aggettivo nel sottotitolo, che spiega tutto: “Guida ragionevole ai migliori extra vergini del mondo in commercio”. Ragionevole, non ragionata, regionale, raziocinante o ragionieristica. Ragionevole, perché è di senso della misura che abbiamo bisogno.

[Immagini: Mareefe per Pexels; iPhone di Daniela; ufficio stampa Lodo; Autentico]




Di Daniela Ferrando

Milanese, trent’anni di copywriting e comunicazione aziendale. Le piace che il cibo abbia le parole che merita: è cultura. Parlando molto e mangiando poco, non si applica nel suo caso il “parla come mangi”.