Ristorante Grappasonni Tartare

Ristorante Grappasonni a Roma, una storia da mangiare subito

Il Ristorante Grappasonni a Roma ha una storia da raccontare ma anche da assaggiare con i piatti della tradizione e la pizza scrocchiarella

Ristoranti

Questo articolo forse potrà sembrare più una pagina di diario che un pezzo giornalistico, ma il Ristorante Grappasonni me l’ha praticamente strappata di mano, e ha iniziato a scriverla da solo. No, non è solo una frase romantica.

Non è stata una cena stampa, nè una cena di curiosità, è stato uno scontro-incontro fortuito con questo posto, quasi nascosto nello scorrere veloce di Via Appia a Roma, all’altezza del Quarto Miglio.

Lì dove la città inizia a spegnersi per concedere spazio alla natura, alle fonti d’acqua, alle bellezze in lontananza dell’Appia Antica e dei vecchi acquedotti, si incontra questo posto di sosta obbligata.

Andiamo da Grappasonni? Cos’è? Un ristorante

Ristorante Grappasonni Interno

Scopro nuovi ristoranti in continuazione, partecipo spesso a nuove aperture, cambi di menu. Quello che in realtà però amo di più è ricevere un invito, magari da qualcuno a cui voglio bene, e lanciarmi nel vuoto, sapendo anche di potermi fare male, ma stavolta io ho planato.

Così, sono entrata per la prima volta al Ristorante Grappasonni. Se dall’Appia appare come uno dei tanti posti (tra locali, osterie e ristoranti) che si sviluppano sulla via, dentro è un’altra storia. Un giardino da fare invidia ai vivai romani, e un ambiente interno che ti lascia senza fiato. Il primo impatto, non scherzo, è stato come una botta in testa.

L’inizio del Ristorante Grappasonni

Foto storica

Questo ristorante risale al 1908, quando Giovanni Grappassonni decide di dare vita, tra tante altre attività, a un nuovo posto di ristoro. Insieme a lui la moglie e i 4 figli con famiglia. All’epoca il Quarto Miglio di Via Appia Nuova non pullulava certamente di ristoranti, per cui questo antico casale, nominato Trattoria Uva di Roma da Grappasonni (nome che richiamava le vigne che dominavano la zona), era un punto di ritrovo e di felicità. Era un ristorante che faceva soprattutto banchetti, come si soleva all’epoca: matrimoni, cerimonie varie, battesimi, cresime.

Qui mangiò addirittura la Regina Margherita il 17 ottobre del 1908.

L’attività è poi passata ai 4 figli ed è stata presa in mano dai genitori dell’attuale proprietaria Elisabetta, Ernesto Grappasonni e la moglie Liliana che al ristorante hanno dedicato la loro vita, fino al 1991 quando è stato dato in gestione.

Riprendiamoci quello che è nostro, direbbe qualcuno

Ristorante Grappasonni visuale esterna

È il 2015 quando Elisabetta, su consiglio e desiderio del figlio Gianmarco, decide di dare nuova vita a Grappasonni. Riapre i battenti e si immerge di nuovo in quei ricordi di cucina, quando lei non arrivava quasi al tavolo, ma aveva già un destino segnato.

Con Gianmarco quindi la quarta generazione si è affacciata alla porta di un nuovo percorso. Elisabetta lascia il suo posto fisso per aiutarlo a portare avanti quel sogno che possa dargli la possibilità di raccontare e non dimenticare la storia della sua famiglia. Chi meglio di lei poteva guidarlo un percorso così ambizioso? La lei bambina che ascoltava, guardava i nonni e i genitori, che con l’orecchio carpiva i segreti e con gli occhi la genuinità di quello che dentro a quelle mura si viveva.

E lui ci mette l’anima in questo locale, sin da giovanissimo dedica al suo sogno anima e corpo, per portarlo proprio dove è ora.

È una questione d’amore dice Elisabetta.

La location

Ristorante Grappasonni Giardino

Le sale del Ristorante Grappasonni hanno le luci caldissime, l’arredamento minuzioso, antico ed elegantissimo. Si cammina tra vecchissimi libri, credenze, oggetti vissuti in un’altra epoca che tornano a vivere ora. Il nostro tavolo è nella sala in fondo, costeggiata da vetrate che danno sulla strada. Accanto una libreria piena di storia, di emozioni. Si percepisce subito una mano sensibile, una passione espressa e consapevole. Sono le mani di Elisabetta e Gianmarco che arrivano al nostro tavolo per darci il benvenuto. Un sorriso che nasce dagli occhi, un’energia viva di chi è in ballo dalla mattina per arrivare ad un perfetto servizio serale. All’esterno un giardino romantico, diviso in due parti di livello diverso, una cura minuziosa delle piante, dei tavolini, che se ci fosse possibilità chiederebbero anche alla luna di splendere un po’ di più o un po’ di meno.

Cosa si mangia al Ristorante Grappasonni

Primo piatto

Al Ristorante Grappasonni si trovano piatti della tradizione romana e non, risotti, ottimi frittini e secondi.

In menu, oltre ai classici troviamo le fettuccine al tartufo e salsa verde, il risotto dello Chef (con burro e crema di parmigiano 30 mesi). E ancora tartare di fassona con pomodorini, salsa alle alici, robiola e nocciola tostata, un fish and chips davvero singolare di baccalà mantecato e patate in doppia consistenza. Secondi sia di carne che di pesce e dolci fatti in casa freschissimi e piacevolmente delicati.

La carta cambia a seconda della stagionalità ed è sempre disponibile una bella carta del giorno coi fuori menu. Adoro i fuori menu, perché mi danno sempre delle possibilità che non avevo considerato. Mi regalano sorprese, mi spiazzano e, se mi piacciono, mi rendono una persona migliore (almeno per il tempo della cena).

Elisabetta e Gianmarco sono un mix davvero vincente, lei è un’amante della tradizione, lui ha un occhio proiettato all’innovazione e per questo hanno inserito in carta anche piatti rivisitati e apprezzatissimi.

Il ristorante ha anche un angolo dedicato alla pizza. Parliamo di un impasto sottile alla romana (tirata al matterello), anche se non la definirei classica romana, risulta infatti ancora più sottile e scrocchiarella.

I prezzi e il personale

I prezzi indicativamente vanno dagli 8 ai 26 € per gli antipasti (in questo caso un tagliere misto per due persone). Dai 13,50 ai 17 € per i primi e dai 18 ai 25 € per i secondi.

Troviamo anche un’ottima carta dei vini, essenziale e ben pensata, indispensabile per un ristorante che richiede un giusto abbinamento tra ciò che si mangia e ciò che si beve.

In cucina, a tenere un timone così pesante, troviamo ben due chef: Flavio Gentili, il responsabile di cucina, che arriva dalle cucine di Cracco, Locatelli e Marchesi, per dirne alcuni, accompagnato dallo chef Angelo Guerriero proveniente dalla cucina della Stella Michelin Davide Cannella e di Cincinnato, un bimbo prodigio di scuola Artusiana, che a 17 anni è stato incoronato come miglior giovane cuoco del Lazio da Slow Food. In pizzeria abbiamo invece Hassan, che dall’Egitto ci ha portato una grande cultura di panificazione.

Per concludere

Il Ristorante Grappassonni è in conclusione un non posto. Lì dove non posto significa la possibilità di essere tutto ciò che vogliamo. Per me è il porto sicuro (vi assicuro che prima di azzardare e scriverne ci sono tornata almeno 5 volte), un po’ comfort e un po’ evasione. Un po’ quella casa sospesa tra cielo e terra, dove i pensieri fanno fatica a raggiungerti ovunque si trovino. Dove la luce del tramonto regala colore se è bella stagione, e col freddo ci si sente riparati tra le mura e le luci calde e le coccole che Elisabetta lascia in giro, il sorriso di Gianmarco che sempre ti accoglie.

Il Ristorante Grappasonni è il calore che si percepisce in ogni singolo piatto, nella serata storta magari (che ancora non ho beccato), nell’attesa giusta, nell’aperitivo di benvenuto, nell’amaro a terminare il pasto.

Da Grappasonni insomma si entra, si esce ma soprattutto si torna. Perché, si sa, si torna sempre dove si è stati bene.

Ristorante Grappasonni dal 1908. Via Appia Nuova 858. Roma. Tel. +39067188701. Facebook