Errori da sistema informatico. È la spiegazione ufficiale che Enzo Vizzari, direttore della Guida Ristoranti (e vini in essa assorbita) dell’Espresso, offre come risposta alle richieste di chiarimento di Marco Ambrosino, chef del ristorante 28 Posti a Milano.

Nell’edizione 2019 appena uscita perde un cappello, da due a uno, nonostante la scheda illustri un ristorante che ha le carte in regola o comunque senza fare menzione dei motivi del downgrade.

Una punta di amaro, ma soprattutto il desiderio dello chef di comprendere i motivi reali della retrocessione a prescindere dalle belle parole confezionate dall’anonimo ispettore.

“Nella Guida presentata ieri ci sono, ahinoi, almeno tre gravi errori imputabili alla decodifica dei voti da parte del sistema editoriale: l’Argine a Vencò di Dolegna (Antonia Klugmann) ha “3 cappelli”, non 2; Bros (Floriano Pellegrino) di Lecce ha “3 cappelli”, non 2; 28 Posti (Marco Ambrosino) ha “2 cappelli”, non 1. Le nostre scuse, innanzitutto, ai ristoratori cui provochiamo un danno, e naturalmente ai lettori tutti. Tenteremo di recuperare con tutti i mezzi a nostra disposizione. Enzo Vizzari”.

Questione finita. Il colpevole è un bug e non la mancanza di inchiostro per mancanza di fondi ventilata da qualche commentatore social.

[Link: Reporter Gourmet]

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