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Più che della opera di Luiza P, artista venticinquenne brasiliana che vive in Germania, intitolata Eatphabet e realizzata trasformando il cibo in lettere si ragionava del tempo e del flusso che corre in rete. Troppo presto – troppo tardi è diventato il refrain della pubblicazione di notizie e post sulla rete. Eliminati i tempi tecnici di stampa e messa in onda, il click “si stampi”, “pubblica”, “condividi” e assimilati sembra sempre più un grilletto in mano a chi scrive. Contenuti originali, contenuti scopiazzati, foto rubate, citazioni, link diventano un gran frullato in cui immergere anche le fruste gastronomiche. Nessuno ne è esente e non vale allungare il dito accusatore su chi lo fa e chi non lo fa (dice). Vanno fuori tempo massimo anche i miei idoli di repubblica.it con “L’alfabeto del cibo”, appunto. Foto pubblicata dall’artista il 12 marzo 2009 su flickr. Ma a me piace il tabellone. Io lo pubblico e metto anche il link al sito di Luiza 🙂

cinese

Ah dimenticavo. Ma voi la “i” di indiano del vostro alfabeto delle elementari la sostituireste con la “i” di indivia? (adesso è periodo e mi attualizza la notizia, cavoli…)

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Vincenzo Pagano

Vincenzo Pagano

Fulminato sulla strada dei ristoranti, delle pizze, dei gelati, degli hamburger, apre Scatti di Gusto e da allora non ha mai smesso di curiosare tra cucine, forni e tavole.

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