Dal livello spiaggia al piano 1, il ristorante Palazzo Petrucci affacciato sulla baia e sul mare di Posillipo a Napoli cambia completamente. Edoardo Trotta ha deciso di rivedere il layout del palazzo gastronomico con panorama imperdibile sul Golfo di Napoli. Via i toni di grigio e di nero per sbarcare letteralmente sul mare. Sale di livello andando al piano 1 con una nuova e suggestiva ambientazione firmata dall’architetto Beniamino Di Fusco.

Il pavimento in doghe di legno ricorda subito la tolda di una nave e proietta i commensali verso il mare. Con una vista decisamente migliore e con un occhio alle regate della Coppa America. Da questa postazione Palazzo Petrucci diventa la migliore tribuna per assistere alle regate di vela che animeranno Napoli da qui al 2027.

Felice intuizione che si lega all’altra sostanziale modifica. Il piano 1 era riservato agli eventi privati con a servizio una cucina di supporto. Con questo trasferimento, è stata completamente rifatta la cucina nella parte chiusa. Quella a vista al piano spiaggia sarà a servizio delle prime lavorazioni e della nuova pizzeria che aprirà a breve. Ma la vera novità è la cucina non semplicemente a vista ma proprio in sala.
Il ponte di comando – sempre affidato all’inossidabile Lino Scarallo – chiude il lato con panorama via Caracciolo e Vesuvio regalando un bancone per il tête à tête di 5 commensali con lo chef. Si entra dunque in cucina pur stando in sala e godendo del panorama su Capri e Palazzo Donn’Anna.
Cosa volere di più? Mangiare bene, ovviamente.
La nuova cucina di Palazzo Petrucci

E Lino Scarallo lo fa da assoluto protagonista della cucina partenopea in questa anteprima del nuovo Palazzo Petrucci che vuole salire di livello in tutti i piani. A partire dalla pizzeria per finire alla lounge che continuerà ad accogliere gli ospiti del ristorante con l’aperitivo e i drink. Cocktail bar che potrà essere vissuto anche a prescindere dal ristorante. Un altro bonus per gli appassionati di vela. E i cocktail saranno anche in pizzeria in questa rivoluzione di Palazzo Petrucci.
Sale di livello anche il ristorante inteso come piatti? Lino Scarallo ci ha abituati da tempo a una cucina che riesce a fondere la tradizione partenopea con guizzi creativi. E continua a farlo con convinzione e nostra soddisfazione. Qualche battuta d’arresto dell’ultimo – dovute anche ai progetti di trasformazione – non gli hanno impedito di riprendere con nuovo slancio questa terza/quarta vita di Palazzo Petrucci.

Il lardo di totano con anguria e indivia marinata e cremoso al rafano è il benvenuto frizzante che serve per raffreddare serate di caldo intenso.

Sale di livello lo chef di Palazzo Petrucci con la tartare di tonno obeso e wagyu con salsa al parmigiano reggiano e zucchine alla scapece. Non c’è specie marina che tenga alla tavola di Scarallo e la combo mare monti con la sferzata delle zucchine partenopee è da wow.
I piatti della tradizione salgono di livello a Palazzo Petrucci

Ancora Napoli con un piatto tradizionale – la zuppa di lenticchie – che a Palazzo Petrucci sale di livello con le ostriche in un inaspettato miseria e nobiltà (ma di lenticchie in abbinamento al pesce ne avevamo già sentito parlare).

Lo spaghetto alle vongole a Palazzo Petrucci cambia con un altro piatto che è un instant classic di Lino Scarallo. Il tagliolino di calamari mantecato a mo’ di spaghetto in padella con aglio, olio e vongole veraci. Sempre da richiedere anche se si sceglie il menù al buio.

Il riso è in realtà pasta di Gragnano. Qui alla Caprese mantecato con pomodoro e mozzarella. Semplicemente goloso.

Lo spaghetto – non può mancare alla tavola del livello superiore di Palazzo Petrucci – è cotto in acqua di pomodoro ed è abbinato al kefir e agli sconcigli (le “ostriche” degli scugnizzi) preparate all’arrabbiata. Si mescola e si assapora il mare della tradizione povera partenopea.

La triglia di scoglio è in panure di erbe mediterranee con topinambur e crème fraîche. Un po’ di Senna e tanto Mediterraneo in un piatto con bella interpretazione della triglia. Che sta a Napoli come a Parigi sta il foie gras.
Il solito bonbon al passion fruit resetta il palato per andare in zona dolci.

Mousse di cioccolato fondente al 70% con ananas e zenzero per sferzare le papille.

E ciambella di cremoso al formaggio con assoluto di lamponi.
Lino Scarallo è salito di livello passando al piano 1 di Palazzo Petrucci, ma resta con i piedi per terra e promette di entrare in competizione con le vele della Coppa America. In combo con la nuova pizzeria che aprirà con la guida di Davide Ruotolo e il cocktail bar a trazione Fabrizio Scudieri, Palazzo Petrucci Posillipo lancia una nuova sfida.
I prezzi

3 i menù degustazione al buio “Lino fai tu”. Si parte con il mangiafoglie con 5 portate vegetariane a 100 euro. Egual prezzo con le 5 portate a mano libera di pesce e di carne. 7 portate sempre a mano libera costano 150 euro.
Classico il menù Parthenope Terra in 5 portate (100 euro) in cui spicca il timpano di paccheri all’impiedi con ragù napoletano e cacioricotta.
Nel menù Posillipo da 6 portate a 150 euro trovate le lenticchie con le ostriche e le candele con riduzione di genovese, tartare di dentice e fonduta di provola. Altro classico di Scarallo.
La sua cucina può essere anche esplorata con il menù Signature da 5 portate (a 120 euro) che raccoglie piatti famosi come la lasagnetta di mozzarella e gamberi o, appunto, il tagliolino di calamari.
Palazzo Petrucci. Via Posillipo, 16 C, 80123 Napoli NA. Telefono: 081 575 7538. Instagram









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