Il 4 luglio 2025, lo chef Paolo Cappuccio aveva pubblicato sui social un annuncio di ricerca di personale che escludeva gay, comunisti, e altre categorie. Immediato il ricorso presentato dalla Cgil del Trentino, assistita dagli avvocati Giovanni Guarini e Alberto Guariso. Il tribunale di Trento, presieduto dalla giudice Giuseppina Passarelli, ha condannato Cappuccio a risarcire la CGIL con 6.000 euro, oltre alle spese legali.

La sentenza ha riconosciuto che i requisiti indicati dallo chef per entrare nella sua brigata – niente persone con posizioni politiche comuniste, scarsa propensione alle rivendicazioni sindacali e nessun “problema” legato all’orientamento sessuale – configurano una selezione basata su criteri discriminatori.

La giudice ha disposto inoltre la pubblicazione della sentenza, a spese dello chef, su una testata nazionale tra cui Corriere della Sera, Repubblica, Il Sole 24 Ore, La Stampa o Il Fatto Quotidiano, per garantirne la massima diffusione.

Le scuse di Cappuccio prima di essere condannato

L’annuncio di Cappuccio riguardava un hotel 4 stelle di nuova apertura in Val di Fassa, in Trentino, che cercava uno chef, tre capo partita e un pasticcere. Annuncio peraltro prontamente rimosso da Paolo Cappuccio. Anche se lo chef aveva ribadito il contenuto in diverse interviste a La Zanzara e a Il Giornale.

Lo chef, in seguito alle polemiche, aveva rilasciato delle dichiarazioni al Corriere del Trentino per precisare la sua posizione.  A febbraio di quest’anno, sette mesi dopo il post social, lo chef era ritornato sulle sue posizioni scusandosi.

Dopo essersi dichiarato deluso dalle ricerche di personale precedenti, faceva capire che la sua è una posizione politica più che professionale. “C’è un perbenismo di sinistra, per cui se uno dice ciò che vorrebbe della propria cucina scoppia un pandemonio.”

“Mi rendo conto, alla luce delle reazioni che vi sono state, che posso aver manifestato in maniera non chiarissima il mio pensiero e mi scuso pertanto con tutti coloro che si sono sentiti in qualsiasi misura offesi dalle mie affermazioni.”

il contro annuncio a quello dello chef Cappuccio ora condannato

Non erano mancate le reazioni al post del luglio 2025, sia nei commenti social.

Come il controannuncio di un ristorante pugliese, Le Macàre, di Alezio, in provincia di Lecce. La titolare, Daniela Montinaro, volge in positivo tutti i requisiti negativi che lo chef Paolo Cappuccio aveva elencato. 

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Emanuele Bonati

Emanuele Bonati

"Esco, vedo gente, mangio cose" Lavora nell'editoria da quasi 50 anni. Legge compulsivamente da sessant'anni. Mangia anche da oltre 60 anni – e da una quindicina degusta e racconta quello che mangia, e il perché e il percome, online e non. Tuttavia, verrà ricordato (forse) per aver fatto la foto della pizza di Cracco.

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