Slow a Roma, recensione della nuova bakery con buoni lievitati

In Corso Vittorio Emanuele II 73 a Roma ha aperto Slow, nuova bakery pronta a inondare Largo di Torre Argentina con burro, sfogliati, profumo di caffè specialty. Lo trovate all’interno del boutique hotel Trame, ma è uno spazio autonomo, con ingresso direttamente su strada pronto a intercettare chi vuole fare colazione, una pausa caffè, il brunch o un light lunch.
Slow è la sorella minore di un altro locale, Love, e si affaccia su uno dei crocevia più trafficati del centro storico. La nuova apertura si deve a Pier Antonio Siragusa ed Elisa Ruscino alla guida proprio di Love in zona Trionfale nel quadrante dove c’è il Panificio di Gabriele Bonci.
Slow a Roma, progetto gemello di Love, ma non identico

Aperto tutti i giorni dalle 8 alle 16, il locale dispone di circa 30 sedute, in uno stile urban scandinavo, essenziale ma luminoso. Le vetrine che affacciano sul Corso hanno la cura di una gioielleria. Due vetrate dedicate, come per gli anelli o orologi di lusso, a mostrare gli sfogliati come pezzi da osservare prima ancora che da scegliere.

Se Love dialoga con un quartiere essenzialmente residenziale, Slow nasce con un’identità più contemplativa. Qui la lentezza non è solo una parola nel nome del locale, ma una scelta che si riflette nello spazio e nel servizio. Qui non c’è il bancone per il consumo veloce in stile bar. Dovete per forza sedervi.

Il mondo delle bakery sta evolvendo, verso un’idea diversa di colazione: non più semplice carburante per iniziare la giornata, ma gesto cercato e consapevole. Scegliere un dolce insolito, provare una particolare miscela di caffè che difficilmente si proverebbe, diventa un nuovo modo di volersi bene e di prendersi cura di sé.
Vediamo se è vero.
Come si mangia da Slow a Roma: buoni lievitati, pizzetta da rivedere


La prova del nove è il pain au chocolat (3,50 €): all’interno due barre di cioccolato bagai fondente 72% dell’Ecuador, caratterizzato da una lunga persistenza e una leggera acidità. Il cioccolato non è completamente fuso ma resiste alla masticazione. La sfoglia appare ben alveolata, croccante e dorata all’esterno.


Quando ti trovi davanti un croissant con crema al cioccolato (4 euro), è difficile rinunciare. Qui la forma è più compatta, tendente al pain au chocolat più che alla classica mezzaluna. Il ripieno invade la sfoglia, con una consistenza budinosa che rende il morso fresco e scioglievole.


Da provare lo Slow Nest: croissant farcito con crema al pistacchio, ganache al cioccolato bianco e pralinato al pistacchio (5 euro). I sapori molto delicati entrano in contrasto con la croccantezza dei pistacchi e della frolla. Il cioccolato bianco e le note burrose, ma al tempo stesso amarognole del pistacchio, rendono il gusto finale molto meno stucchevole e food porn di quanto possa sembrare.


Per la parte salata, ecco la pizzetta rossa con pomodoro fresco e origano (3 euro). Al centro una fetta di pomodoro fresco, incorniciata da bordi alti, che rende spugnoso l’impasto – un po’ ammassato – nel punto di contatto. La temperatura di servizio potrebbe essere più alta: servita ben calda, forse sarebbe migliore.

E il caffè di Slow a Roma? In tazza, il Sítio Niquinho brasiliano, lavorazione natural, con sentori di nocciola e liquirizia, è coerente con l’idea di una colazione da assaporare senza fretta (2,50 euro, solo espresso).
Il menu e i prezzi di Slow

Oltre alle proposte classiche, Slow inserisce uno speciale sia settimanale sia mensile (entrambi a 6 euro). Quello di gennaio è un impasto tricolore con frangipane alle mandorle e datteri, ganache al cioccolato 70% e anacardi pralinati.
Completano l’offerta la veneziana alla crema con vaniglia del Madagascar (3,50 €), il croissant semplice (al prezzo di 2,50 €), il fruit danish con frutta proveniente dal mercato Trionfale (5 euro) e il fagottino alla mela (3,50 €).

Nel menu è presente anche il cinnamon roll (4,50 euro), nella sua versione alveolata e croccante. A Roma la girella alla cannella sta vivendo una vera ascesa. Da Slow a Roma spesso finisce sold out nelle prime ore di apertura, quindi se siete fan di questo dolce, l’invito è, soprattutto nel weekend, a presentarsi il prima possibile.
Sì, perché pur la recentissima apertura (3 gennaio 2026), Slow registra già una consistente coda, complice anche la curiosità che attira i meno aggiornati a fermarsi. Anche solo per capire perché, in mezzo al traffico di Corso Vittorio, ci siano persone disposte a mettersi in coda per un dolce.
Il salato e il brunch
Non mancano le proposte salate da Slow a Roma. Come detto, si va dalla pizzetta rossa alle girelle fino al fagottino ham & cheese (5,50 euro) che utilizza lo stesso impasto del croissant. Farcito però con prosciutto cotto Pork & Roll del Mercato Trionfale e provola di Beppe e i suoi formaggi.
Il menu brunch include toast e piatti a base di uova (anche in versione veg), oltre a yogurt e granola, con prezzi compresi tra i 10 e i 15 euro.
Monoporzioni e specialty coffee

Le monoporzioni di Slow a Roma, cinque in totale, richiamano l’estetica di Cédric Grolet e sono tutte proposte a 9 euro.
Sul fronte specialty coffee, Slow propone oltre al Brasile anche Etiopia e Colombia con un prezzo di 5 euro per l’espresso e 6 euro per il Filtro (5,50 euro il cappuccino).
Tra le bevande, nettari e succhi, forniti da Marco Colzani, un prodotto senza additivi né aromi artificiali.
Quanto costa Slow a Roma Centro

Un colazione completa per due – due sfogliati, un prodotto salato e bevande– ha un prezzo medio di 10 euro a persona.




