Pizza (in) Urbana e Bonci. Il partito du pilu gozzoviglia a Roma da Tricolore Monti

Ho seguito il primo corso della pizza tenuto da Gabriele Bonci nel nuovissimo laboratorio di cucina Tricolore in Via Urbana 126.  Lo dico subito. Un solo Bonci non mi è bastato, causa l’effetto Parodi richiamato da Vincenzo, e ho preso a volo l’ultimo posto disponibile a fine marzo. Non avrete possibilità se non siete già prenotati perchè a febbraio e a marzo Gabriele Bonci ha fatto di nuovo sold out, tutto esaurito. Moda, isteria collettiva? Non saprei, come non saprei se consigliare di seguire questo corso. Ma come, direte voi, hai prenotato per un ripasso e non lo consigli?

Il corso è bello e comprende l’istruzione e la degustazione abbondante in tutte e due le giornate. Con 170 €, questo il costo, impari a fare l’impasto il primo giorno e il secondo realizzi la tua pizza. Inoltre, con attenta mossa, ognuno dei partecipanti ha realizzato una pizza ed una focaccia con un impasto già preparato. Il risultato è che mangi benissimo, soprattutto la seconda serata in cui sono state sfornate ben 20 pizze e focacce. Per giunta abbiamo potuto portare anche un po’ di lavoro a casa riponendo la pizza in scatole take away.

Tutto bene allora! No, non proprio. Il corso di Bonci tradisce l’aspetto più importante e cioè quello della didattica. Faccio un bis sottraendo un posto a qualcuno che dovrà avere la pazienza di attendere un nuovo calendario e di sopportare l’ondata di post, blog e articoli sul tema (ho già scritto su ParlaFood, lo hanno fatto Kitty’s Kitchen e Elizabeth Minchilli) per un semplice motivo. E’ difficilissimo seguire una lezione se tra te e il professore ci sono schiere adoranti di future pizzaiole (e pizzaioli) che vanno in delirio ad ogni parola e ti fanno scivolare in quarta (quarta!) fila. A tacer delle macchine fotografiche e di chi seguiva il corso solo per riportarlo su un blog che ha dispensato gomitate (io ne ho prese un paio e forse qualcuna l’ho data a mia volta).

E sorvolando sull’operatrice delle riprese televisive che non ha legato i lunghi capelli che alla fine sono riusciti ad entrare come ingrediente insieme alla mortadella (e spero che la quota che mi è spettata non sia stata proprio quella….). Ieri sera eravamo in 18 persone (e abbiamo toccato punte ben più elevate) in uno spazio che a rigor di logica potrebbe ospitarne solo 8-10 per consentire di seguire con calma e chiarezza tutti i passaggi e prendere appunti mentre Gabriele Bonci spiega. Lo spazio a disposizione è troppo angusto per un numero maggiore di persone e come cliente pagante per giunta con una limitata esperienza nella realizzazione della pizza mi sono sentita a disagio parecchie volte. Assilata proprio da quella quarta fila che non mi permetteva di seguire le spiegazioni. E ritengo che, a fronte di un costo di 170 €, Tricolore non offra una prestazione adeguata sia per chi viene da lontano (a questo corso erano presenti due mie amiche cui avevo suggerito il corso: la chef turca Semsa Denizsel, arrivata da Istanbul, e Judy Witts Francini, personaggio noto della gastronomia e della didattica culinaria, arrivata dalla Toscana) sia per chi viene da dietro l’angolo di Monti come me. Insomma il successo di una scuola non si può giudicare solo dal nome di grido, altrimenti si finisce solo a show. Ma il Grande Fratello è un’altra cosa (e meglio non approfondire il partito du pilu).

Ho dovuto fare un gran lavorio per mettere da parte qualche nozione utile. Riguardarmi alla fine della prima giornata tutte le puntate della prova del cuoco e gli appunti per cercare di aver un quadro più chiaro. E alla fine del corso ho completato i miei appunti per stendere la ricetta della vera pizza made in Bonci (che vi proporrò in un articolo successivo).

Ecco perché seguirò per la seconda volta il corso di Pizza Urbana di Gabriele Bonci a Tricolore. Anzi, come ha commentato Vincenzo, in-urbana, molto “in”, parecchio trendy ma purtroppo alla fine un po’ troppo scostumata per le folle adulanti che si raccolgono intorno a Gabriele Bonci al grido di più pizza per tutti!!! (e abbasso il pilu nei piatti)

Foto: Katie Parla, Elisia Menduni



71 commenti su “Pizza (in) Urbana e Bonci. Il partito du pilu gozzoviglia a Roma da Tricolore Monti

  1. Ammazza, 340€ per imparare a fare la pizza! Speriamo che katie le faccia poi bene.
    Del pilu non mi preoccuperei, quello della mortadella avrà assorbito i grassi in eccesso (ma delle belle cuffiette no visto che si gioca a fare i cuochi?)

    Comunque qualche giorno fa mi sono allungato dalla stazione e ho assaggiato un panino. molto buono. fortunati quelli che hanno l’ufficio lì vicino

  2. Grande Katie, vero salmone che va controcorrente…!
    Hai fotograto in maniera perfetta quello che succede quando a Roma (la Roma magnona de Dagospia) decide di fare un corso da pizzaiolo dilettante a prezzo notevole e con comodità a dir poco scarse (ovvero: pago un boato per dire che sono stato lì, e faccio anche le foto casomai non mi credessero!).
    Purtroppo la deriva mediatica della pizza di Gabriele (chi mi conosce sa che je vojo bene come un fratello, ma giova comunque ricordarlo) porta a queste cose, e i gastrofanatici e gastroblogghisti e gastroscrittori dovrebbero forse ragionare obiettivamente un secondo prima di scrivere o recensire.
    Ripeto: non discuto sulla maestria di Gabriele e sulla sua onesta’ anche intellettuale, ma una visione d’insieme sarebbe sempre meglio ricercarla…

  3. Molto divertente l’articololo katie, bravissima!
    Speriamo che i prossimi corsi siano più sgomberi di bloggaroli-gastroadulanti e più ricchi di “studenti modello”, altrimenti rischia di diventare l’ennesima esemplificazione di una realtà chiusa ed autoreferenziale…

  4. bellissimo pezzo, la domanda è mi si nota di più se non vado? se vado e sto in un’angolo? o se mi porto telecamera e macchinetta e magari domani scrivo ‘na cosa? 😀
    SPQR (Sono Pazzi Questi Romani)

  5. ahò a me sto Bonci me pare una mezza sola… tanto a parlà de territorio, de bestie, de ormoni e poi se ne va zitto zitto ar Bunga Bunga televisivo della Clerici… Boh, forse nun ce capisco gnente, ma me sembra un mondo de matti quello che racconta Katie

  6. Forse ci vorrebbero un paio di dispense. E poi quelli che fotografavano stavano li aggratis? Katie potrebbe richiedere un parziale rimborso! Value for money

  7. ha risposto a chefgiovà: chefgiovà ti invito a moderare i giudizi… Di Gabriele si può dire tutto, ma sicuramente non che è mezzasola, è un grande… anzi grandissimo

  8. Io sto aspettando che scenda un po’ il clamore. essere trs i primi partecipanti è fondamentale per chi è alla ricerca della notorietà o non ha mai avuto la fortuna di essere presente in altre occasioni.
    Conoscendo Bonci da anni e avendolo riempito di domande sempre nel corso di questi anni e avendo avuto la fortuna di fare i corsi con lui al gambero, preferisco lasciare i primi posti agli altri.
    poi con il tempo più avanti ci torno anche io.

    Grandissimo Bonci!!!!

  9. @Gennaro speriamo che questa spesa mi aiuti ad imparare qualcosa. ma alla fine bisogna fare tanta pratica, imparare la tecnica, le particolarita’ del forno, prendere confidenza con la maualita’ e la stesura, ecc. questo corso e’ solo il primo passo. per fare la pizza buona ci vuole tempo!

    hai ragione sono molto buoni i panini di tricolore ma come ho scritto precedentemente i prezzi sono assurdi. con 13 euro me ne vado da pizzarium e mangio 2-3 volte.

    fra quelli che fotografavano, c’erano dei corsisti (che hanno pagato sicuramente) ed altre persone che sono venute per fare le riprese. non partecipavano nel corso come noi e non so se hanno pagato per starci. per ulteriori dettagli su questo devi rivolgerti alle proprietarie di tricolore. ma queste persone in piu’ hanno assolutamente occupato spazio nell’aula

    @Alberto proprio ma come dici tu, la maestria e l’onesta’ di bonci non e’ in discussione. ma riflettere sul formato del corso, lo spazio poco adeguato, e l’atmosfera del gastrofighettismo bisogna farlo.

    @Andrea speriamo! se l’ambiente rimane chiuso con sempre le stesse persone, la cultura gastronomica di roma non migliorera’ mai e rimarra’ autoreferenziale, proprio com’e’ adesso.

    @Alessandro basta che non porti qwerty che lui sara’ subito schiacciato sotto i piedi dei corsisti

    @chefgiovà è sicuramente il mondo dei matti!

    ma bonci una sola? assolutamente no. ci sono dei miei colleghi a roma che chiedono €140 a capoccia ai turisti per le lezione di cucina che durano 4 ore. un’esperienza come quella di fare la pizza con bonci (2 serate di seguito, poi) si deve pagare. giustamente. quello che non e’ giusto e’ riempire un buco di cucina con 18 persone e levarli €170. secondo me, bisogna aumentare il prezzo del corso, drasticamente diminuendo il numero di partecipanti.

    @Daniela si’ aspetta un’altro po ma ho dei dubbi che il clamore e la richiesta di seguire lui diminuisca!

  10. ha risposto a Katie Parla:

    non sò d’accordo soloo su un punto: stesso prezzo e rispettare la gente che paga diminuendo i partecipanti.

    mangià un panino buono o un’ottiima pizza non può essere privilegio per pochi visto che parliamo di cibo da strada e popolare.

  11. ha risposto a andrea petrini: pieno accordo con Petrini. Forse basterebbe evitare (o limitare di molto) “persone esterne” lì solo a fare riprese e foto. E’ un interessante format ma è anche agli esordi…magari le proprietarie di Tricolore terranno conto di suggerimenti e critiche…brava Katie!

  12. Leggo i commenti, cosi’, distrattamente…ma dico io, cosa ve ne frega se Bonci si fa fotografare durante le sue lezioni? cosa vi interessa se ai corsi ci va un blogger, un appassionato o un amante della gastronomia? e tutte queste foto? mica son vietate….
    Bonci va dalla Clerici, saranno anche affari suoi, no? C’é gente che é attratta dal risalto mediatico della cosa? E allora? C’é qualcosa di male o di bene?
    A me tutti questi giudi e tribunali dietro l’angolo non mi affascinano proprio!
    Ciao
    Nic

  13. Io sono perplesso, non da Bonci, che fa il suo alla grande da anno, ma da Tricolore. Non e’ che tanti vani , quattro buoni contatti e un po’ di caciara possano sancire il successo di un posto! 170 sono una briscola da qualunque angolo lo si guardi. E poi non ho capito se Tricolore sia una scuola, un take away un caterer o un poco tutto e niente. Spero di sbagliarmi ma sono perplesso!?!?!?

  14. ha risposto a Jovica Todorovic: È un posto ed un modo per sfilare soldi (tanti) a qualche fesso gastrofanaticoblogghermediatico con i soldi(tanti) che ama apparire 🙂
    ma quanto è meglio Urbana47….proprio li vicino 😉

  15. ha risposto a Lorenzo:

    Nonostante il nome non mi trovo propriamente d’accordo, chiunque abbia assaggiato il pane di Tricolore e ne caspita un minimo di lievitazione può comprendere quanto sia fatto a regola d’arte, per non parlare dei panini. Io lo compro appena posso, si conserva tantissimo rimanendo quasi inalterato (purtroppo dura poco a casa! XD) e non mi ritengo fesso o gastrofighetto per questo. Piuttosto una persona che ama mangiare bene, di qualità, e quello che propongono da tricolore ha tutti i requisiti… I prezzi sono come al solito relativi alla materia prima e alla manodopera, ma non mi soffermo come al solito su questo punto visto che pochi sono d’accordo con me 🙂
    Le ragazze lavorano sodo, Franco Palermo è un mito e Tricolore è il luogo che mancava nella capitale chenon c’entra in nessun modo con urbana 47…purtroppo a volte risulta più facile andare “controtendenza” e criticare le novità a prescindere piuttosto che godere ed apprezzare le cose belle ed innovative… Ad ogni modo… De gustibus… Il pane e i croissant di Tricolore sono da svenimento, lievitazione e pasta madre si sentono e pago volentieri di più! Fiero di essere fesso ed impaccato di soldi (con un padre cassaintegrato) 🙂

  16. Mi sembra che ci sia un po’ di confusione e al solito ci si divida inutilmente.
    L’articolo di katie non mi sembra che metta in dubbio le capacità di Bonci o la qualità dei panini di tricolore (sarebbe difficile). Qui si parla di una persona che ha speso 170€ per imparare a fare la pizza (e non mi pare poco) e si è trovata dalla descrizione in un girone dantesco. A mio parere o non è vero oppure se è vero: Houston abbiamo un problema!

  17. ha risposto a Lorenzo Linguini:

    Non sono contro le novità che anzi, mi stimolano parecchio, non voglio andare controcorrente per forza di cose, e non voglio nemmeno insinuare che chi lavora lì, sia un incompetente o cos’altro. Il fatto che sia costoso…vabbè, pace per chi vuole andare…ogni persona spende ciò che vuole come meglio crede. Sta di fatto che ritengo il posto un pò sopravvalutato. Rimane un mio parere, a quanto pare poi, da quello che se ne desume dal post, non sono nemmeno molto organizzati per tenere corsi, affollando le sale oltre modo…più gente più incasso.
    Bon, passero a mangiare un cornetto 😉

  18. Rileggendo l’articolo attentamente, e non distrattamente come scritto ieri sera, vorrei spiegarmi meglio.
    Il mio é stato un commento d’istinto!
    Il problema é che da lontano, nel mio caso dal Brasile, ogni volta che apro un sito, blog o rivista online che sia, e vedo le foto dei soliti noti, in particolar modo, dei soliti locali romani intorno ai quali si é deciso di puntare le fotocamere ed aprire discussioni infinite, ho come un senso di rigetto!
    Sorry Katie, il tuo é un servizio equilibrato ed obiettivo!
    ciao
    nic

  19. Croissant ottimi, pane molto buono…. E valgono ampiamente quello che costano. I corsi pare siano parecchio affollati a prescindere da chi possa essere li a fare foto. Come tutti i corsi ‘amatoriali’ ti fanno vedere come si fanno le cose e ti seguono per la tua prima realizzazione,dopo di che… pedala…. Pedala…pedala… Se ci volessero trecento euro per imparare un mestiere, e fare la pizza e’ un mestiere, Roma sarebbe piena di bonci, e così non e’. Bonci ha insegnato anche a dei professionisti che non sono diventati dei boncini.
    Per quanto riguarda i panini e i prezzi dei panini, ho forte difficoltà mangiare qualcosa senza farne il food costing automatico… Ecco non credo che in quel negozio si punti a vendere panini più di tanto.

  20. ha risposto a Alberto: Sono d’accordo con alberto: una visione d’insieme non guasterebbe. Bonci a mio parere è molto sopravvalutato. Ma che è ‘sta roba? La star della pizza? Ma di che parliamo? 340 euro per stare in quarta fila a causa delle fan di Bonci che devono ammiccare con le loro tette ammiccanti? Divertentissimo questo post di Katie, complimenti! Scusate non sono maschilista ma sono stato anch’io a un corso di cucina e lo chef grazioso interessava le partecipanti molto più delle sue ricette. Io mi sono annoiato a morte e ho buttato via tempo e danaro. E a tutt’oggi non so cucinare una mazza!

  21. ha risposto a nicola massa: Chapeau! Mi piacciono quelli che si scusano e credo che spesso si leggano i post troppo velocemente, magari perchè apriamo i blog dal Black Berry o dall’i phone. Katie ha centrato con la giusta ironia il problema. Peraltro dalle sue parole non leggo certo spregio confronti di Bonci. Solo annotazioni divertenti e ben scritte dal punto di vista di una persona attenta che ha preso parte al corso.

  22. ha risposto a chefgiovà: Il fatto che Bonci vada dalla Clerici non mi sembra il problema centrale. In un suo momento di grande visibilità, visto che viviamo più o meno tutti del nostro lavoro, non vedo perchè rinunciare ad un’apparizione televisiva che gli offre l’opportunità di arrivare più rapidamente al popolo, cioè ai suoi clienti. Trasmissione nazional popolare, quindi trovo più che corretto vi partecipi un bravo chef o maestro di pizze. No?

  23. Nessuno mette in discussione Bonci, io nutro, personalmente, dei forti dubbi su Tricolore. Non vorrei che queste specie di concept store con scuola di cucina possano diventare dei percorsi senza ostacoli per ottenere licenze laddove sArebbe estremamente difficile ottenerle. Ci sono scuole serie e con qualche anno sulle spalle che chiedono dei gettoni molto meno esosi. Per chi ci e’ stato e bazzica un poco il mondo della gastronomia sa che quella struttura non si puo’ reggere ne sui panini ne sui corsi per quanto cari possano essere. Continuo ad essere perplesso.

  24. @Jovica Todorovic

    mi presento…sono veronica una delle proprietarie di tricolore ed anche la chef…non parlo per tricolore, che probabilmente si dissocerà per maggioranza da questo commento…ma tengo particolarmente a sapere da te (ancora più di tutti gli altri che hanno scritto cattiverie) cosa intendi dire con le tue allusioni…

    aspetto una risposta, se puoi darla…a meno (come invece credo e spero) che tu non abbia fatto affermazioni così importanti/pesanti solo per entrare di PESO nel calderone che si è creato dopo questo pezzo.

    grazie e sono a disposizione per qualsiasi chiarimento su tricolore e sulla passione che ci spinge a portare avanti il nostro progetto in questo paese dove bisognerebbe incentivare i giovani e le iniziative faticosamente di spessore come la nostra.

  25. ha risposto a Cristiana Lauro: Brava Cri! Tanto per essere chiari, la mia scusa era diretta a Katie nel caso avesse interpretato il mio brusco intervento offensivo nei suoi confronti.
    Volevo chiarire che mi riferivo ai commenti dei lettori che si sono subito schierati pro o contro! Continuo a pensare che ci sia un eccessivo accanimento mediatico intorno ad alcuni locali romani. La cosa piu’ noiosa poi é che la storia si ripete ciclicamente. Come se ci fosse, e mi sembra ci sia, esigenza di avere qualcuno di cui parlare. Parliamone, ma con giudizio e non sparando a zero. Non voglio prendere le difese di Tricolore, ma magari le titolari hanno bisogno anche loro di un periodo di rodaggio!
    Io so’ che una delle tre titolari é uscita da poco da un corso del Gambero Rosso. Insomma non é una chef di lungo corso, é alla sua prima esperienza e le concederei un po’ di tempo.
    Katie ha fatto un ottimo articolo di servizio, raccontando la sua esperienza. Son convinto che racconterà con la stessa obiettività anche la prossima lezione da Tricolore. Nei commenti del post invece si é subito iniziati a parlare di quanto é caro il corso, a criticare gli iscritti insinuando che sono li solo per farsi vedere, insomma sciocchezze inutili arrivando sino all’immancabile bunga bunga!!!
    ciao
    nic

  26. ha risposto a nicola massa: Nicola rispondo a te per rispondere ai molti… Hai ragione la mania di parlare sempre e comunque è talvolta irritante, ma è anche irritante il pensare che non si possano dare giudizi. I locali pubblici (e un ristorante, una scuola di cucina, un panettiere, un alimentari lo sono) hanno a che fare con il mercato ed è normale che i clienti come Katie o altri diano il loro giudizio, che può essere buono, mediocre o anche cattivo. È inevitabile e accade in qualsiasi blog o spazio di discussione senza necessariamente ogni volta tirare in campo illazioni o cattiverie varie…

  27. soldi-capelli-meriti-demeriti-si fa così-non si fa così-sono bravi non sono bravi…….ridiamo significato al confronto e allontaniamoci dal giudizio, questi spazi dovrebbero più liberi…e la libertà non è sempre poter dire sempre quello che si pensa…ci sono persone, progetti, sacrifici, vite, notti insonni…non è bello così!!!
    solidarietà!!!!

  28. Oh mamma, e io che pensavo di farmi il corso di baldassarre – anche se lo trovo molto caro. Beh forse li non c’è l’effetto Parodi. Certo i luoghi non sono “abbondanti” ma non è detto che sia un male. Se però mi trovo davanti un non-pagante con telecamera, scatta la richiesta di risarcimento ;o)
    Bel post, brava Katie.

  29. No, la domanda invece mi pare sia:

    Mi si nota di più
    1- se non vado
    2- se vado e poi rivomito fuori tutto sotto forma di acido (non so se fenico ma di sicuro acido) e poi
    3- nel dubbio che non mi si sia notato abbastanza, ci ritorno pure?

  30. ha risposto a veronica: Buonasera Veronica, io non ho fatto alcuna allusione. Ho espresso delle perplessita’ circa lo spazio Tricolore. Credo di poterlo fare. Non lancio accuse ne cerco di convincere le persone della bonta’ delle mi parole, esprimo pareri. Sono rimasto incuriosito dal progetto che mi sembra innovativo e vincente e sono anche venuto ad assaggiare la colazione buonissima. Ho anche detto che se mi sbagli e lo spero faro’ ammenda. Spero di aver chiarito le mie intenzioni e gli interventi che hanno preceduto il tuo

  31. @ Jovica Todorovic

    le parole hanno un loro peso e quelle scritte in qualche modo anche di più!

    di seguito ti posto il tuo commento e ti sottolineo quelle che ritengo PIù CHE DELLE SEMPLICI ALLUSIONI:

    Nessuno mette in discussione Bonci, io nutro, personalmente, dei forti dubbi su Tricolore. Non vorrei che queste specie di concept store con scuola di cucina POSSANO DIVENTARE DEI PERCORSI SENZA OSTACOLI PER OTTENERE LICENZE LADDOVE SAREBBE ESTREMAMENTE DIFFICILE OTTENERLE . Ci sono scuole serie e con qualche anno sulle spalle che chiedono dei gettoni molto meno esosi. Per chi ci e’ stato e bazzica un poco il mondo della gastronomia SA CHE QUELLA STRUTTURA NON SI PUò REGGERE NE SUI PANINI NE SUI CORSI per quanto cari possano essere. Continuo ad essere perplesso.

    ORA TI CHIEDO
    RIFLETTIAMO!

  32. ha risposto a veronica: è chiaro che quanto scritto sulle licenze è uno sparare ad alto zero che a nulla porta.
    E se è vero, come dice Paolo Villaggio, che se Hitler avesse avuto la Garzantina non avrebbe mai pensato di invadere la Russia, qui dico che basta una semplice calcolatrice per capire come i corsi siano un polmone economico legittimo per qualsiasi attività come Tricolore.
    Basta fare (scusa Veronica, ti faccio i conti in tasca ma è il mio lavoro) 170 x 18 partecipanti per capire che per avere lo stesso incasso debbo vendere 2.040 cornetti a 1,5 euro l’uno…
    Ho visto Gabriele fare un corso di pizza in un locale da 80 metri quadri con un banco da 15, e gli stava stretto, perchè è istrione, geniale, coinvolgente, “tanto”!
    Poi però rimango convinto che la ragione l’avete voi di Tricolore perchè se propongo un corso del genere e creo una coda e una montagna di aspettative… ho ragione per forza!
    Apprezzo però la critica anche se quella apodittica – senza riferimenti alcuni – è decisamente gratuita e inutile.

  33. La dietrologia è sempre un’arma sbagliata.
    Non capisco cosa si voglia dire con le allusioni alla licenza o altre amenità che spostano il discorso dal vero tema di questo articolo.

    Qui c’è una discente che ha fatto una valutazione su un’esperienza didattica non esattamente soddisfacente. Ma è talmente convinta della capacità dell’insegnante da prenotarsi per un secondo corso.

    Sono valutazioni che la proprietà dovrebbe tenere in conto perchè è il core business dell’azienda tricolore: insegnare la buona gastronomia. Capisco le ragioni di Veronica, ma secondo me fa un errore: non ammette che per seguire una lezione a Tricolore occorre che ci siano meno persone in aula.

    Non sarei nemmeno troppo draconiano pensando a misure tipo vietate le foto. D’altronde il momento promozionale tricolore mi sembra lo abbia vissuto con l’inaugurazione cui hanno partecipato molte persone e anche katie. Che si chiede se è finito quel momento promozionale. Forse bisogna risponderle di no perchè ci sono state persone che erano lì solo per fotografare.

    O no?

  34. @Alessandro quando vuoi! Credo che sia uscita la mia pizza e, da quanto so io, nessuno si e’ ammalato dopo averla assagiato…ma ora che ci penso, il fatto che gli altri corsisti non si sono fatti sentire qui nei commenti mi fa venire il dubbio;)

    @Andrea Petrini hai completamente ragione. mangia’ un panino o un pezzo di pizza (ma anche compra’ le materie prime di qualita’) non dovrebbe essere mai un privilegio per pochi. Se queste cose non sono raggiungibili per tutti, c’e’ un vero rischio che le cose economiche di scarsa qualita’ diventeranno ancora piu’ presenti.

    @jovica capisco la perplessita’. Non e’ chiarissimo cosa sia Tricolore se non ci vai di persona per chiedere. Forse perche fanno tante cose e’ difficile capire al volo tutto cio che fanno. Per fortuna, le ragazze sono molto disponibili se ci vai a chiedere.

    @Lorenzo ma Urbana47 e’ un altra cosa completamente. Per quanto riguardono i prezzi del pane ed i crossaint, sono giustissimi. Le loro qualita’ e’, come dice Lorenzo Linguini, e’ ottimo. Vai a provarli!

    @nicola massa grazie del chiarimento!

    @ilcobranonèunserpente @cristiana lauro grazie!! Sono contenta che il pezzo vi e’ piaciuto!

    @vincenzo mancino persone, progetti, sacrifici, vite, e notti insonni sono presenti in tutti I nostri lavori. E a volte anche i capelli (legati!).

    @Fabrizio aka Arteteca se il corso di baldassarre lo decidi a seguire, facci sapere che ne pensi!

    @Alberto credo che c’erano solo 14 partecipanti ufficiali. il numero di persone presenti, pero, era di piu.

  35. Buonasera, fare i conti in tasca alle ragazze mi sembra un pò eccessivo e fuori luogo, ma visto che ci siamo mi sento di fare una precisazione sulla scuola di cucina di tricolore che mi ha visto partecipare già a due interessantissimi e ben fatti corsi, infatti il numero massimo di partecipanti è di 14 persone e non 18 come ho più volte letto in questa pagina.
    In più ogni partecipante lavora (a differenza di molte scuole) singolarmente nella sua postazione composta da un piano ad induzione, un forno e un lavandino, per non parlare poi di tutto il materiale da cucina di prima qualità che viene messo a disposizione di ogni corsista.

    Il mio parere è assolutamente positivo e non mi trovo affatto in linea con quello che katie ha scritto, forse il caos nella cucina di tricolore è stato creato dalla folla di blogger (e dalle loro macchine fotografiche) impazziti per il Bonci corso? Un eccessivo interesse per il fenomeno Bonci?

    La cucina è tutt’altro che questo, che una folla impazzita in lotta per lo scatto migliore da mettere sul blog più seguito!

    E poi vi siete mai chiesti quanto possa farsi pagare da tricolore il Bonci Bo per un corso come quello?

    NON CREDO SIA SOLO TRICOLORE AD ATTINGERE DAL VOSTRO PORTAFOGLIO!

    p.s. facciamo che quei cornetti di cui parlava alberto sono almeno la metà

    Marta

  36. ha risposto a Marina Massa: eh no, non ci sto, scusa! I conti in tasca qui si fanno – e Veronica mi perdonerà perchè qui li faccio accademicamente e non certo da questurino – esattamente come si indica il prezzo di un ristorante in una recensione.
    Svincolare la bontà del corso dall’aspetto economico è decisamente buonista: 170 euro non sono pochi e quindi chi li chiede si espone – rectius si deve esporre – anche alla critica (per di più garbata) di una partecipante un pò perplessa.
    Se i partecipanti son stati 14 arriviamo a circa 1580 cornetti al lordo Bonci. E’ poco? E’ tanto? Quanto costa Gabriele nei confronti dei 2380 euro incassati? Ma, in fondo, il costo di Gabriele è argomento del Grande Capo Estiqaatsi di Greg e Lillo. Son fatti suoi e di Tricolore.
    Il concetto è quello del value for money e credo che Katie, americana e quindi molto laica in questo tipo di valutazioni, abbia centrato il problema. Forse Tricolore comprenderà lo spirito della critica, e tutto sarà semplice.
    Quanto alla presenze di blogger al corso: Marina, ma è la stampa, bellezza! Non mi sempre che Tricoloro o Gabriele abbiano mai scansato sdegnosi la pubblicità: sarebbero dei folli a farlo! Parliamo di pizza e pane, se non li pubblicizzi di che campi? Quindi lo sai, e sai che ci possono essere alcune persone che per diletto personale o lavoro o pseudolavoro scattano foto alle manone di BonciBo. E, quindi, ti organizzi di conseguenza per far stare tutti, anche quelli che non sono interessati ai blog ma solo al lievito, nel modo più comodo possibile…
    Mi son dilungato, chiedo venia!

  37. ha risposto a Marina Massa:

    devo rispondere…PORCACCIALAMISERIA.
    …E NU ME VA’

    Mi prendo tutte le responsabbbilita’ delle giuste critiche fatte da Katie (sacrosante) chiedendo scusa a lei e alle ragazze di TRICOLORE che se stanno a collà tutte le responsabbbilità.

    LORO NON MI HANNO CHIESTO NULLA.

    IO PRENDO LE AULE …come dire in afffittto?

    Ho degli amici che mi aiutano a gestire.

    E abbbiamo sbagliato.

    MA TRICOLORE NON C’ENTRA NIENTE.
    PRENDO LE AULE E TUTTE LE SPESE DI MATERIALE DALLE TEGLIE ALL OLIO ALLA FARINA AL POMODORO AI FORMAGGGI ALLA
    PORCHETTA ALLE VERDURE ,al lievito ai canavacci, AL SALE, ALLA MOZZARELLA, ai semi ecc…eccc…

    IO HO CHIESTO LORO L OPPORTUNITA’ DI FARE DEI CORSI.

    LORO ME L HANNO DATA.

    due conti in tasca per i loro panini ve li faccio io …

    se volete spendere sotto i 10 euro prendete panino con culatelllo spigaroli ( a loro oltre i 100 al kg) e nel panino ce ne sono 60 gr lo paghi 8 euro.

    Questa è una cosa che chiedo anche hai miei clienti.
    La mia pizza classica margherita patate rossa costa circa il 10% in più delle pizzerie di zona quindi 10 20 centesimi di più l ‘etto.

    MANGIATE CON LA MARGHERITA E ASSSAGGGIATE LE ALTRE.

    I corsi non sono cari.
    nelle altre scuole dove ci sono DOCENTI PROFESSSIONISTI E NO CASALINGHE AD INSEGNARE il costo di un giorno non è sotto i 90 euro un giorno, per circa 2 ore.

    CMQ IO RINGRAZIO KATIE PER AVERMI DATO L OPPPORTUNITA’ DI CHIARIRE UNA VOLTA PER TUTTTTE E INVITO LA SUA AMICA DA ISTAMBUL per un corso al pizzzarium.
    LEI è UNA PROFESSIONISTA NON PUO’ FARE CORSI PER AMATORI.

    GRAZIE KATIE.

    UN ABBBBRACCCCIO
    GABRIELE

  38. @ Gennaro Maglione

    Gennaro buonasera,
    non ho voluto affrontare qui il discorso delle problematiche del corso perchè tricolore molto spesso osserva, legge da lontano e cerca di carpire positivamente tutti i consigli e le critiche cercando sempre di migliorare quando queste si rivelano costruttive ed adeguatamente affrontate.

    quindi, perdonami, ma non trovo corretto dire che non ho ammesso che i partecipanti erano troppi, semplicemente non mi sono pronunciata al riguardo perchè per correttezza nei confronti delle mie socie preferivo fosse tricolore (quindi tutte e tre) a farlo, quando e come ritenesse più giusto.

    io personalmente (e l’ho specificato) mi sono inserita nei commenti di scattidigusto quando ho letto allusioni pesanti che a mio avviso sono fuori luogo, assolutamente ingiuste, ovviamente sbagliate ed evidentemente sottovalutate da chi ha pensato di scriverle.

    per il resto come ti dicevo siamo qui per rendere il nostro servizio al meglio e ben vengano le critiche costruttive.

    a questo punto ci tengo a fare delle precisazioni, infatti il numero massimo di partecipanti è di 14 persone e non 18.

    quello di bonci non è il primo corso di tricolore e posso assicurarti che in tutti gli altri (anche quando pieni) nessuno si è mai lamentato. quindi non ci siamo mai trovate davanti a questo problema prima d’ora, ma se ce ne fosse REALMENTE bisogno saremo sicuramente pronte ad affrontarlo

    la nostra cucina anche se piccola è stata progettata al meglio per ospitare 14 e non più persone…il problema, durante i corsi di bonci, credo sia stato causato da questo accanimento fotografico che mi ha sinceramente lasciato perplessa e a dirti la verità il mio primo pensiero dopo aver letto il pezzo di katie è stato come dicevi anche tu quello di vietare le foto d’ora in avanti.

    noi non ci siamo ingenuamente preoccupate di farlo prima perchè non conoscevamo assolutamente ancora una realtà come quella del seguito di bonci (io ho avuto come l’impressione che ci fosse una battaglia interna tra fotografi, compresa katie che non me ne voglia) e credimi non abbiamo mai pensato potesse essere utile per la nostra promozione, per noi il primo interesse è che il corso lasci i partecipanti soddisfatti e con una piccola esperienza costruttiva in più sulle spalle è questa la nostra PROMOZIONE!

    solitamente i nostri corsisti sono persone che vengono da noi per imparare e per passare una serata diversa dalle altre in un buon clima e con l’aggiunta di buon cibo e il fatto che tornino ad un altro corso o a prendere del pane è per noi sicuramente un segno positivo….le foto al massimo le facciamo noi semplicemente per la nostra pagina facebook o loro si fanno una semplice foto ricordo con il cellulare…niente a che vedere con l’atmosfera dell’altra sera!

    resto sempre a disposizione per qualsiasi chiarimento

    veronica

  39. @ veronica
    Diciamo che la mia perplessità sulla licenza non è legata a Tricolore, ti chiedo di aspettare qualche tempo e ne riparleremo dopo la nascita di posti che sulla scia de vostro indiscutibile successo vorranno fare altrettanto! Chi mi conosce sa che tendo a riflettere e che, non essendo pazzo e firmando con nome e cognome, conosco il peso delle affermazioni che faccio e non intendevo certo dire che non foste a posto con le licenze. Le mie perplessità sul concetto di Tricolore sono legate al fatto che è palese un sforzo economico notevole per realizzare il vostro sogno e spero per voi e per la piazza che possa continuare il più a lungo possibile! A presto

  40. il vero problema secondo me.
    è che dai corsi non si pretende più il sapere,
    ma il vedere!!!
    una volta si usavano carta e penna,ora videofonini eccc…. e poi giù di blog…..vi lascio con una considerazione di Veronelli “il primo atto di sensibilità planetaria/ribellle è stato quello di interrogare il rapporto tra saperi e sapori” un rapporto che rischia, come tante altre cose della nostra esistenza, di scivolare nel laboratorio di marketing…….”

  41. ha risposto a vincenzo mancino: infatti vincenzo credo che hai centrato il problema (come altri), la prima cosa di buonsenso che mi viene in mente è proibire le foto e le riprese nel agli iscritti… Mi sembra però di capire che oltre gli iscritti ci fossero anche altri… é il villaggio globale, baby…
    ciao A
    Ps onore al merito di Gabriele che una volta in più si dimostra persona intelligente e precisa

  42. ha risposto a Alessandro Bocchetti: Alessandro, credo che invece la cosa di buon senso sia far stare 14 persone se 14 ce ne vanno e non 24. Vedrai quelle 14 come si trovano bene nel fare le foto e cucinare contemporaneamente.
    Del resto mi pare che Bonci se ne assuma le responsabilità, quindi, tirata fuori dalla querelle la gestione di Monti (anche se dovrebbero un minimo supervisionare, visto che ci mettono la faccia), sono sicuro che la cosa non si ripeterà.
    Del resto l’esposizione mediatica ti fa salire alle stelle, ma ti fa anche cadere rapidamente, se sbagli.
    Come dici tu “è il villaggio globale, baby”

  43. ha risposto a Fabrizio aka Artèteca: Fabrizio mi hai convinto, anche se io mi riferivo più che altro alla necessità di non far coesistere nello stesso momento lezione e comunicazione… Insomma in un corso di successo e affollato sarebbe bene non far fare anche riprese video e foto per la comunicazione… cosa diversa sono le fotine che ognuno si fa per appunti 😉

  44. Buongiorno,
    in base al prezioso articolo di Katie e sopratutto ai commenti degli interessati sono un oggetto del partito du pilu, una gozzovigliante, una gastroadulante una “fan” di Bonci ammiccante con tette ammiccanti presente al corso del 20 e 21 us.
    Può essere interessante per chi legge precisare che non sono una blogghettara e non traggo benefici di target, o di altro genere, dallo scrivere.

    Stante le descrizioni che mi sono piovute in testa da non so chi (oltre a Katie, chi ha partecipato al corso della scorsa settimana?), posso solo confermare la possibilità di posto per tutti nella location di Tricolore, di prendere appunti ed imparare a fare la pizza e la focaccia, di interagire con Bonci e con tutti i partecipanti.

    Mi pare evidente che le difficoltà, laddove ve ne siano state, siano completamente imputabili a “staripamenti” nelle riprese e negli scatti: parliamo del bon ton dei partecipanti e non di organizzazione.

    Riguardo il prezzo non ritengo di aver pagato un “boato”, qualora avessi ritenuto tale la richiesta me ne sarei rimasta a casa. Anche i portafogli sono soggettivi ed il fatto che un cibo sia “popolare e di strada” non vuol dire che lo debba pagare obbligatoriamente poco. Sono disposta a pagare per la qualità che mi viene offerta e che giudico in assoluta autonomia senza dipendere da bloggherini di pseudo-giornalisti gastronomici repressi.
    Leggo con piacere blog di gente conosciuta e non con cui ho sempre il piacere di scambiare opinioni e punti di vista.

  45. Io sono d’accordo con Gabriele, che è un grande, con ciò che ha scritto linguini, il corso lo farò anche io prossimamente Tricolore ci vado spesso ed è tutto molto buono : pane, panini, croissant.
    Gabriele però ti posso fare la correttrice di bozze? Ai miei clienti con con l’acca nun se pò legge.
    Scherzo! Saluti
    angelina

  46. ha risposto a Elisabetta: Quoto Giovagnoli e aggiungo: manda le foto delle tette adulanti così che tutti si possano rendere conto quale parte del corpo abbia partecipato con successo alla lezione di bonci. Katie non mi sembra abbia fatto riferimento a questo particolare anatomico quanto piuttosto ai capelli! Suvvia cara Elisabetta, se parla di bon ton dei partecipanti lei si dipinge come il prototipo della tribù del bunga bunga e francamente non ci credo….

  47. ha risposto a Gennaro Maglione:

    Come dice Carlo sicuramente non sono capace di “scrivere con il pennino tra ambrosia e veleno” ma non era questa la mia intenzione, non miravo a tanto.
    Ho voluto esprimere il mio punto di vista su 2 divertenti serate trascorse a casa Tricolore.

    Riguardo le “tette adulanti”, il riferimento non era assolutamente a quanto scritto da Katie ma al post di “ilcobranonèunserpente”.

  48. ha risposto a Carlo Giovagnoli:

    H è verbo avere e possssesssione familiare per i miei clienti

    H è PERMESSSSO PER AFFFFETTTTO

    l ” ho” “h”anno fattto diversi filosofi del 900
    e io

    adooooooooooooooorooooooooooo
    “filosofia contemporanea”

  49. ha risposto a ANGELINA IOPPOLO: H è verbo avere e possssesssione familiare per i miei clienti

    H è PERMESSSSO PER AFFFFETTTTO

    l ” ho” “h”anno fattto diversi filosofi del 900
    e io

    adooooooooooooooorooooooooooo
    “filosofia contemporanea”

  50. ha risposto a Elisabetta: Ma io parlavo in generale di tette adulanti, mica delle tue. Non so neanche se ce le hai le tette e poi chissenefrega, era un modo di dire. Non vorrai mica farmi la predica da femminista-femminuccia offesa! Che noia!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.