Scatta l’ora dell’etilometro per i ristoranti. Consumi al ribasso?

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Scatta stasera l’obbligo di munirsi dell’etilometro per i locali che somministrano alcolici e chiudono dopo la mezzanotte. Ristoranti, agriturismi, chioschi, pub, enoteche, alberghi, circoli privati, campeggi, fiere e sagre dovranno mettere un etilometro a disposizione dei clienti che vorranno rilevare il loro tasso alcolemico. Il dispositivo dovrà essere posizionato almeno presso un’uscita del locale. Le sanzioni, in caso di inadempienza, vanno da 300 a 1.200 euro di multa ma pene più pesanti sono previste in caso di inadempienza recidiva. Potranno essere utilizzati dispositivi monouso, del costo di 1-2 euro, oppure elettronici, decisamente più costosi (da 50-60 fino a 5-6000 euro).

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Una battaglia di civiltà o l’ennesimo provvedimento inefficace?  Quanto servirà costringere i ristoratori a dotarsi di un dispositivo il cui utilizzo resta volontario (e non poteva essere altrimenti) e il cui responso non può avere i crismi dell’ufficialità (solo quello delle Forse dell’Ordine ce l’ha)? “Bar e ristoranti sono pronti alle regole” e da oggi offrono “un servizio in più”, ha fatto sapere la Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi). A tre mesi di distanza dall’entrata in vigore della legge che riforma il Codice della Strada le polemiche cedono il passo al fair play ma i dubbi sull’efficacia del provvedimento restano. Insieme all’idea che forse, sulla strada dell’informazione e della prevenzione, si poteva fare di meglio. Magari come in Francia dove l’invito a bere con moderazione è contenuto in tutte le pubblicità e rientra in una logica salutistica che coinvolge anche il cibo e la gastronomia. A New York la guida in stato ubriachezza si combatte, dal 15 agosto, con una misura tanto repressiva quanto efficace: i cittadini che hanno subito una condanna per guida in stato di ebbrezza dovranno applicare nella loro auto un dispositivo che ne impedirà l’accensione in caso di rilevazione di una presenza eccessiva di alcol (oltre 0,25 grammi per litro di sangue).

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L’obbligo di dotarsi di un etilometro nel locale è l’ultima delle misure contenute nella legge 120/2010 ad entrare in vigore (il legislatore ha concesso tre mesi ai ristoratori per mettersi in regola). Ma c’è un’altra novità. L’articolo 54 impone ai pubblici esercizi che non effettuano intrattenimento (per i locali da ballo e discoteche l’obbligo è già stato introdotto nel 2008) anche di esporre tabelle alcolemiche e manifesti contenenti informazioni sui sintomi correlati ai vati livelli di assunzione di bevande alcoliche (le tabelle sono scaricabili  dal sito dell’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi). I due cartelli dovranno essere esposti in triplice versione (all’ingresso, all’uscita e all’interno del locale).

L’obbligo dell’etilometro e delle tabelle si aggiunge al divieto, già contenuto nelle misure di contrasto alla guida in stato di ebbrezza entrate in vigore il 13 agosto scorso, di somministrare e vendere bevande alcoliche e superalcoliche dalle 3 alle 6 in tutti i pubblici esercizi e di vendere per asporto bevande alcoliche e superalcoliche da parte degli esercizi commerciali di vicinato dalle 24 alle 6. La legge vieta inoltre, nelle aree di servizio lungo le autostrade, la vendita di bevande superalcoliche dalle 22 alle 6 e la somministrazione di bevande alcoliche (dalle 2 alle 6) e superalcoliche (in qualsiasi ora).

Per i consumatori, sempre dal 13 agosto, la  normativa impone un limite massimo di tasso alcolico di 0,5 grammi per litro di sangue. Secondo i calcoli della Fipe il tetto massimo corrisponde a 3/4 bicchieri per una donna di 60 chili a stomaco pieno e poco meno di mezzo litro per un uomo di 80 chili. La legge sanziona con una multa dai 500 ai 2000 euro chi viene trovato con un tasso alcolico compreso fra 0,5 e 0,8 grammi (l’arresto fino a 6 mesi, la sospensione della patente e una sanzione da 800 a 3200 euro per chi viene sorpreso con un tasso alcolemico tra 0,8 e 1,5). Se il valore è superiore a 1,5 scatta la sospensione della patente fino a 2 anni  e una multa fino a 6000 euro. Tolleranza zero per i minori di 21 anni, per chi ha preso la patente da meno di 3 anni e per gli autisti di camion, taxi e autobus. Per loro il divieto di mettersi alla guida dopo aver assunto alcol è assoluto e nei casi di inadempienza grave la legge prevede la revoca della patente, la confisca del mezzo e la possibilità di licenziare per giusta causa il lavoratore alla guida.

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Foto: Sassofest.it, winesurf.it, blogmotori.com

2 Commenti

  1. Un’altra responsabilitá appioppata al ristoratore. Non discuto l’efficacia o meno del provvedimento (ma, mi chiedo, creare un altro business con macchinette a monetine in mezzo alla strada no? tanto comunque sono facoltativi), ma perché affibiarla ai ristoratori? L’Italia é la regina delle deresponsabilizzazioni, e anche in questo caso, non ha fallito nel dimostrarlo.

  2. Ora sarebbe interessante vedere quanti clienti faranno uso di questo “servizio in più”. Sarà questa la cartina di tornasole sull’utilità di una misura obiettivamente onerosa per i ristoratori. Staremo a vedere.

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