Almanacco della settimana. Bloggaroli, ma la vogliamo finire con le risse virtuali?

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La settimana appena trascorsa vede l’invito di Antonio Paolini a deporre le armi rivolto a tutto il mondo enogastronomico in rete. Antonio scrive della manifestazione organizzata da Luca Maroni a Roma. Lo ribadisce dal prestigioso palco di Identità Golose, che vede la squadra di scattidigusto impegnata in una tre giorni di diretta, nella presentazione dei tre piatti di Gennaro Esposito. Sarà possibile? Ci sono riusciti gli chef fondando i Cavalieri, perché dovrebbe essere impossibile per la rete trattandosi sempre di orti? Probabile che il senso di potere che sembra offrire un foglio di carta (elettronica) sia il vero ostacolo alla realizzazione di una strategia comune. Nulla di nuovo sotto questo cielo e infatti trascorre pochissimo tempo per aver la prova della difficoltà da una testata che gioca a fare il blog. Occorre fare qualche passo in avanti.

La settimana vede tra i protagonisti anche Tricolore con i suoi corsi e i suoi panini. Il marziano Qwerty va con Lorenzo e Andrea e si lascia coinvolgere dall’insostenibile piacevolezza dei panini. Gabriele Bonci manda in visibilio “tricolorette” e “tricoloretti” e non potrebbe essere diversamente.

Due indirizzi da mettere in carniere. Paolo Mazzola suggerisce un tempio della birra: il Mastro Titta a Roma. Alessandro Bocchetti e Vincenzo Pagano (in ordine alfabetico) indicano Villa Maiella della famiglia Tinari a Guardiagrele.

PS Il titolo non significa che bisogna iniziare a darsele dal vero (meglio specificare, non si sa mai…)

16 Commenti

  1. Rinunciare alla rissa e prestarsi a sforzi in sinergia mi sembra un grande segno di maturità.
    I benefici sarebbero enormi. Per tutti.
    Il mondo del food italiano è piano di personaggi e personalità terrificanti che, unite sotto la luce del cammino comune, potrebbero davvero dimostrare al mondo che il cibo italiano e i loro rappresentanti sono una forza indistruttibile. In Italia, in ogni settore, è ormai consetudine riunirsi in caste massoniche blindate e forse, dico forse, succede anche nel mondo dell’enogastronomia.
    Il cambiamento è possibile ma ho due domande: Da dove cominciare e soprattutto chi può iniziare la nuova corrente?

  2. ha risposto a Gianfranco Lo Cascio: per quanto mi riguarda incominciare è semplice, basta cominciare e deporre le armi unilateralmente, io cerco di farlo… Bisogna predisporsi ad ingoiare molta m….a, ad essere considerato male, talvolta anche fesso! ma ce la se po’ fà 😉
    Gianfranco hai ragione è la sola strada possibile per costruire qualcosa… Proviamoci!

  3. @ Bocchetti e Lo Cascio, come dire una fetta del web… Ma siete sicuri che una rete poco rissosa e pacata interesserebbe a qualcuno? Che il lettore medio non vada in alcuni luoghi cercando e sperando la rissa, con quel piacere perverso che ci fa guardare il GP sperando nell’incidente rocambolesco?

  4. ha risposto a Carlo Giovagnoli:
    Il problema non è la rissa; possiamo argomentare, anche animatamente e prendendoci a manate (virtuali) in faccia ma abbiamo l’obbligo intellettuale di cercare, con il senno di poi, di costruire qualcosa. Un dialogo, anche feroce, PUO’ essere costruttivo se le parti lo vogliono davvero. Sono pronto a scommettere che teste pensanti sapranno sempre imparare dagli errori e dalle guerre. Tutti possono scrivere qualcosa su un blog ma dovrebbero avere uno scopo chiaro e non solo sensazionalismi “fuffa” come amo definirli. Costruisci qualcosa, accumula credibilità lascia un valore a chi ti legge; i blogger hanno senso se hanno audience. L’audience vuole qualcosa in cambio del tempo che ti dedica. In questi termini ognuno ottiene ciò che vuole e post dopo post si cresce e si fa squadra.

    Date un’ occhiata a questo, forse rende meglio il senso delle mie parole:

  5. ha risposto a Gianfranco Lo Cascio: boh, Gianfranco… mi sbaglierò, ma a me mi sembra che questo progetto non sia poi così chiaro e che spesso si inseguono i numeri e basta, come mezzo per arrivare ad altro… Io so che ci perdo un poco di tempo sul web e quello che cerco sono sostanzialmente due cose: informazioni e conoscenza, pensi che non siano sufficientI?

  6. ha risposto a Carlo Giovagnoli: Fai bene a dire che cerchi “informazioni e conoscenza”. Sarai quindi d’accordo sul fatto che le risse e la fuffa non servono a nessuno?
    Informazioni e conoscenza richiedono il giusto connubio tra filosofia e scienza; la buona notizia è che mentre la prima si interpreta, la seconda si può e si deve dimostrare.

    Dici che si inseguono i numeri per arrivare ad altro. Io dico che non c’è niente di male a “guadagnarsi la pagnotta” se lo si fa con rigore. Ognuno di noi necessita di moltissimi servizi utili, spesso irrinunciabili e per questo paghiamo. Il business non è peccato.
    Tutti mangiamo.
    Tutti abbiamo bisogno di soldi per vivere.
    Tutti siamo disposti a pagare per avere servizi che ci sono effettivamente utili.
    Concordi?

  7. ha risposto a Gianfranco Lo Cascio: figurati il buisness non è un male assolutamente, ma la parte economica deve essere un mezzo non un fine… Non per un fatto moralistico, come dici tu non c’è niente di male “a guadagnarsi la pagnotta” ma se si insegue solo lo share, si corre il rischio di fare esattamente come la TV…

  8. ha risposto a Carlo Giovagnoli: nella vita faccio l’imprenditore e ho (ovviamente) un grande rispetto del denaro. ma ha ragione Carlo, non può (deve) essere un fine ultimo, ma la via per far quadrate il progetto… Vedete quando alzo la saracinesca de La Reserve, il tassametro inizia a girare, si iniziano a spendere soldini. stipendi, utenze, magazzino, strigliature, ristrutturazioni ecc. tutta robetta che costa… Ma se il mio pensiero, e quello di quanti lavorano con me, diventasse unicamente quello, state certi che il servizio che offro ne risentirebbe, anche molto, e alla fine i conti (anche economici) non tornerebbero 😉

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