Vuoi far conoscere gratis il tuo ristorante? Almeno traduci il menu in inglese!

Tempo di lettura: 4 minuti

Mi soprende sempre di più quanto poco i ristoranti e le piccole imprese gastronomiche in Italia utilizzino Internet per promuovere la loro attività. Vivo in Italia e osservo il modo in cui tanti ristoranti si fanno conoscere: passaparola, guide e, almeno per i gastrofanatici, partecipazione a forum di discussione.

Ma mentre le grandi aziende sfruttano i più moderni mezzi elettronici per promuoversi e omogenizzare le richieste dei consumatori, le piccole realtà, pur avendoli a disposizione, non li utilizzano. Vi offro qualche consiglio, già testato e diffuso all’estero che ha portato al successo vero e proprio di attività gastronomiche.

Sito Internet

Sembra ovvio, no? Ma (in genere) i siti Internet di ristoranti e negozi (quando esistono) fanno ridere. Il sito internet è il nuovo biglietto da visita. Ma voi mandereste in giro un biglietto da visita con le informazione vecchie o sbagliate?  Eppure questo succede spesso. Facendo ricerche ho perso conto dei numeri di telefono scritti male, di indirizzi email inesistenti (se non hai intenzione di controllare l’email del sito almeno una volta al giorno, meglio non metterla prorio) e delle notizie vecchie. Senza parlare dell’orario di apertura che è fondamentale ma troppo spesso non è corretto. Con le informazioni giuste e aggiornate l’azienda si guadagnerà una percezione superiore della sua attività.

Spesso quando chiedo perché un sito non è aggiornato mi si risponde: “Ci pensa il webmaster”. Signori, non siamo piu negli anni ’90! Ci vuole poco ad aprire un sito e a mantenerlo da soli! WordPress offre tante template e web hosting. Con pochi soldi ogni anno e con un control panel facile da aggiornare, il ristorante o negozio può avere un biglietto da visita di cui essere orgogliosi.

Sito/menu bilingue

Ogni anno arrivano in Italia milioni di visitatori la cui lingua franca è l’inglese. Non dico che a tutti i turisti interessi mangiare bene e neanche che tutte le attività debbano per forza avere un sito bilingue. Ma se mettete la versione inglese del sito o del menù, lasciate perdere Google Translate. E’ bruttissimo vedere un menù tradotto male oppure dalla grammatica incomprensibile. Gli anglofoni sono ovunque, meglio pagare per una traduzione decente. E’ già tanto difficile girare Roma come turisti, almeno che siano in grado di capire che cosa stanno ordinando!

Facebook

Oltre la pagina personale dello chef o del proprietario, l’azienda o ristorante dovrebbero aprire una pagina dedicata alla propria attività, corredata di indirizzo, di un link al sito web e, particolare molto importante, l’orario di apertura. Mettete video di youtube sulla pagina personale e le foto del cibo su quella del ristorante, le foto dei piatti nuovi, un link al pastificio utilizzato, le foto del macellaio o del fruttivendolo dai quali ci si rifornisce. Sono tutte informazioni che danno modo di coinvolgere clienti e ‘amici’ con i commenti ma anche di farsi ‘scoprire’ dai potenziali clienti.

Twitter

Aprite un account su Twitter e aggiornatelo spesso. Ci sono milioni di persone su twitter ed è un servizio completamente gratuito. A Roma, per quello che ne so, ci sono solo un paio di attività su twitter: L’Asino d’Oro e DOL (se ce ne sono altri fateci sapere e poi seguitemi su @katieparla!) che gestiscono account su Twitter. Scegliete un nome breve e simile al nome dell’attività, prendendo in considerazione che comunicando su Twitter si possono utilizzare solo 140 caratteri per ogni messaggio, comprese le lettere nell’username. Aprite anche un account twitpic o un application adatta in modo da condividere le foto dello smartphone direttamente su Twitter. Oltre a permettervi di fare la pubblicità gratis, Twitter vi metterà anche in contatto con persone che dividono le stesse idee sul cibo, vi farà conoscere colleghi e scoprire nuovi fornitori.

Foursquare

Attenti ristoratori e titolari di negozi del cibo! C’e’ gente che parla di voi e non lo sapete! Foursquare è un’applicazione web e mobile che permette agli utenti registrati di connettersi con gli amici e aggiornare la loro posizione. I punti sono assegnati per il “check-in”, presso le sedi. Gli utenti possono scegliere di avere il loro check-in pubblicato sul loro account su Twitter, Facebook o entrambi. Gli utenti possono anche guadagnare distintivi di check-in (Badges) in luoghi con determinati tag, per il check-in frequenza o per altri motivi quali l’ora del check-in. Ci sono 6 milioni di utenti e sono in molti a lasciare consigli e commenti sui posti che frequentano.

Foodspotting

Un’altra applicazione web e mobile che permette agli utenti registrati di consigliare piatti e locali scaricando le foto sul sito e creando itinerari fotografici dei loro viaggi che poi seguono altri utenti. E’ abbastanza nuova ma si sta crescendo ed è utilizzata da tanti gastrofanatici all’estero.

Ecco qualche suggerimento per aumentare i guadagni in un’economia difficile, condividere le esperienze con gli altri, conoscere qualche ‘simile’ e sopratutto entrare in un sistema di comunicazione che milioni di colleghi di tutto il mondo hanno già scoperto e sfruttato.

Foto: chow.com, liopellegrini.it, cynapse.com

10 Commenti

  1. Katie, sottolinerei che è meglio spendere qualche soldo per realizzare un sito o avere un posto dove è facile prendere il telefono con un cellulare senza dover copiare numeri che spesso diventa una cosa difficilissima!

  2. Diciamo che tra l’America e l’Italia c’è un Oceano e pure il Mediterraneo! E visti da là dobbiamo essere proprio strani! Però devo dire che anche l’ipertecnologia può essere una forzatura. Vedi tutto come da uno schermo, non c’è esperienza che non si senta voglia di fotografare e di condividere.
    Però ti do ragione. Questi ristoratori dovrebbero darsi una mossa!

  3. La foto di foodspotting raffigura il gelato di Bi-Rite Creamery a Frisco… gelateria già nota: vedi Magn to Magn 😉

  4. ha risposto a Gennaro Maglione: Ah si’ i problemi con il telefono non ho neanche considerato. Giusto l’altro ieri ho chiamato un locale per prenotare, trovando il numero sul loro sito. Dopo ha suonato 2 volte mi dava il segnale del fax. Poi lasciamo perdere che sul sito le pagine “in inglese” erano invece in italiano! Ma non si capisce…

  5. ha risposto a Grandenero: Si’ infatti c’e’ molto differenze fra l’Italia e l’America..understatement! 🙂 E vengo in contatto spesso con gli americani che arrivano in italia quasi esclusivamente per mangiare e bere. Si trovano spesso in difficolta’ quando vogliono prenotare e nessuno risponde alla loro email (prenotando elettronicamente ormai e’ diventata il norm da noi). Spesso non riescono a capire il giorno di chiusura di un locale (spesso scritto fuori la porta ma poche volte sul sito!). Insomma, hai ragione, visti da questo punto da vista, siete proprio strani!

    Ma in realta’ non pensavo solo dei miei paesani quando ho scritto questo pezzo. Anzi pensavo piu’ all’Europa ed Asia. E sopratutto il modo in cui i ristoratori e artigiani del cibo nell’Inghilterra e nella Turchia utilizzano i mezzi moderni di comunicazione per promuoversi. Una mossa anche in italia bisogna fa’ 🙂

  6. ha risposto a Katie Parla: Praticamente un mondo di pazzi! E’ divertente guardarci un po’ con lo sguardo ‘straniero’. Però lo so che questo mondo ti sta anche simpatico! 🙂

  7. La verità secondo me è che sostanzialmente viviamo in un paese di ignoranti e sono davvero pochi (purtroppo) quelli che hanno colto il vero senso del web e la sua ENORME importanza nella ristorazione. Il futuro è li, il mercato non è più locale ormai, ma è GLOBALE e dobbiamo semplicemente utilizzare al meglio gli strumenti di informazione. L’ipertecnologia non è una forzatura, è solo opportunità… cmq Katie sei trooppo brava… 🙂

  8. ha risposto a goffredo: Grazie Goffredo!!

    E’ proprio come dici tu: L’ipertecnologia non è una forzatura, è solo opportunità. Visto che il successo di un ristorante deve tanto alla passaparola, bisogna riconoscere che la passaparola virtuale ha tanto peso, e sopratutto per i viaggiatori che ormai mangiano nei posti che trovano consigliati sull’internet (come evitano i locali con hanno preso la stroncatura!).

  9. “BrewEat” Risto Birreria Artigianale & Cocktail Bar
    nuova apertura a Roma

    Monteverde il quartiere a ovest di Roma, a due passi dal Vaticano e dalla centralissima Trastevere, in Circonvallazione Gianicolense 374 è aperto “BrewEat”, il nuovo locale per bere birra rigorosamente artigianale, mangiare di qualità e per trascorrere una serata in compagnia di amici ascoltando buona musica di sottofondo.
    Primi piatti, hamburgheria, griglieria e fritti artigianali è il menu del locale, inoltre impianto artigianale con 9 birre alla spina, che variano ogni settimana, e 40 stili e marchi di birre in bottiglia, dalle tradizionali lager fino alle prestigiose e complesse lambic.
    Musica e video su maxi schermo e circuito TV per allietare la permanenza al BrewEat, e per stare ancora più “rilassati” si consiglia di accomodarsi all’angolo “vintage” per scambiare quattro chiacchiere su comodissime sedie e poltrone.
    I Cocktails con liquori di qualità sono un’altra chicca del BrewEat, miscelati e shakerati da Francesco “Tristàn” appassionatissimo bartender con preparazione ed esperienza Internazionale.
    Per gli appassionati di calcio, tutti gli avvenimenti sportivi, il campionato di serie A, Champions League ed Europa League su maxi schermo e circuito tv.
    BrewEat: C.ne Gianicolense 374 – Roma 0658201553
    Pagina facebook
    https://www.facebook.com/BrewEat-Roma-1704851499755543/?fref=ts

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