Il Ma che siete venuti a fà, il tempio della birra di Trastevere di Manuele Colonna scende in campo, ops, in strada e si oppone al decreto anti alcol del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Sull’onda dell’irritazione dovuta all’episodio del turista inglese che, ubriaco, si è spogliato ed è stato malmenato, Alemanno, che nella sua campagna elettorale aveva accelerato sul pedale della sicurezza in città, ha predisposto un’ordinanza: dal 1 aprile divieto di vendita di alcolici per l’asporto o il consumo al di fuori del locale dalle ore 23 fino alla chiusura degli esercizi.

Risultato, i commercianti sono preoccupati per gli effetti che il provvedimento comporterà. Inoltre, a molti è sembrato colpire in maniera indistinta quanti avranno voglia di farsi una birretta a spasso nelle serate romane. A prendere posizione, come riporta un’intervista sul Tempo, è Manuele Colonna del Ma che siete venuti a fà che ha organizzato la raccolta di firme per un ricorso al Tar. Il birraio più famoso di Roma ha già annunciato la disobbedienza al provvedimento sottolineando che le eventuali multe che riceverà saranno appese in bella mostra sulla porta. Il suo ragionamento è che mancano i controlli e non i divieti indifferenziati. “Avevamo chiesto l’installazione di telecamere”, ha commentato Colonna. Ecco, le telecamere, un altro dei cavalli di battaglia dell’amministrazione Alemanno che voleva disseminare l’intera città di occhi iniziando dalle stazioni della metro e delle ferrovie urbane (sull’onda del delitto della signora Reggiani). Solo che sembra più semplice “tagliare” i comportamenti.

Come se ubriacarsi e diventare pericolosi per se stessi e gli altri avesse come discrimine l’interno di un locale piuttosto che l’aria aperta. Senza contare gli effetti collaterali, anche esilaranti, esemplificati da Fabio Spada del Glass Hostaria: “Ultimamente si sta diffondendo l’abitudine civilissima di portarsi a casa la bottiglia di vino se non è terminata. Lo si fa nei ristoranti di tutto il mondo e significa consumare il vino in maniera più razionale. Ora come farò a spiegare a un turista americano che non può portarsi la bottiglia che ha pagato? Gli dico che è un’ordinanza del sindaco? Figuriamoci”.

Meglio anche di mettersi alla guida dopo aver bevuto un’intera bottiglia perché sono scoccate le 23. O no?

[Fonte: iltempo.it, gay.it]

5 Commenti

  1. Io mi schiero con Manuele Colonna. D’accordo anche con Fabio Spada di Glass. A me piace l’idea che ci si porti a casa la bottiglia di vino se non finita a tavola. Quindi, credo che i sistemi per arginare gli episodi di follia qui riportati, debbano essere studiati più a fondo. Sono personalmente contraria a qualsiasi forma di proibizionismo che, fuor di dubbio, non risolve, promette, illude e per poco tempo. Gli esempi si sprecano.

  2. sottoscrivo anche la disobbedienza che andrò a firmare personalmente dal sig. Colonna. Sono fuggita un anno fa da Trastevere dopo dieci anni, abitavo proprio vicino al locale di Manuele e credo che l’unico problema (guaio!) sia la totale assenza di controlli. Totale!!! Trastevere e Campo dei Fiori sono un disastro per mancanza assoluta di controlli, a danno dei residenti e degli esercenti.

  3. Il problema di base sono i controlli, nel nostro settore di lavoro, per strada…Siamo stati abituati a fare come ci pare, senza due sani scappellotti sul collo…Sarebbe bastato un decimo della polizia ieri presente a piazza Trilussa per scongiurare l’episodio ridicolo di Campo de Fiori, basterebbero un pò di controlli per tanare chi nel nostro settore abbevera ubriachi e minorenni o apre a oltranza…offrendo ceres a 2 euro fino alle 4 di mattina

  4. QUESTA ORDINANZA PORTA SOLO DANNO ECONOMICO AI PICCOLI COMMERCIANTI COME PANINOTECHE, INTANTO I RAGAZZI BEVONO NEI PUB NEI BAR E NELLE DISCOTECHE OPPURE SI NASCONDONO LE BOTTIGLIE PORTATE DA CASE. CONSIGLIEREI SOLO PIù CONTROLLO SUGLI AUTOMOBILISTI CHE ESCONO DAI LUOGHI DELLA MOVIDA O DALLE DISCOTECHE E PIU EDUCAZIONE SULL’ALCOOL DA PARTE DELLE SCUOLE E DEI GENITORI. PER QUANTO RIGUARDA LA PAURA DELLE BOTTIGLIE DI VETRO RICORDO CHE ANCHE UN SASSO RACCOLTO PER STRADA PUO DIVENTARE UN’ARMA. IL PROBLEMA NON SONO I COMMERCIANTI MA LA MALEDUCAZIONE DI ALCUNI RAGAZZI. QUESTE ORDINANZE SERVONO SOLO A DANNEGGIARE IL COMMERCIO, GIA MOLTO IN DISCESA, IN UNA BELLA CITTA COME ROMA.

  5. L’ORARIO PER CESSARE LA VENDITA DELL’ALCOOL DEVESSERE UGUALE PER TUTTI SIA PER CHI PUO VENDERE SOLO IN BOTTIGLIA E SIA PER CHI PUO SOMMINISTRARE!

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