Prova bikini | Siete in tempo con seitan, polpette e pilates

Tempo di lettura: 3 minuti

Questa settimana ho pensato a voi e alla prova costume.
Non solo per cercare di combattere la legge di gravità che inesorabilmente ci porta le ciccie mollicce verso il basso, ma anche insistendo nella mia crociata salutistica.
Nelle mie ricerche e sperimentazioni personali sto cercando di espandere la mia alimentazione includendo tutti i tipi di proteine.
Recentemente ho deciso di togliere dalla mia dieta il latte, relegandolo al misero compito di macchiare appena l’unico caffè che prendo al giorno.
Contestualmente ho diminuito drasticamente la quantita di latticini, fino quasi ad eliminarli completamente… alle volte…
Noi adulti col passare degli anni diminuiamo drasticamente la quantità di lattasi, che sarebbe l’enzima che ci aiuta a digerire il lattosio.
Insomma meno se ne consuma e più il corpo dimentica come digerirlo, perciò ho deciso di non privarmene del tutto.
In breve, l’esigenza che si è palesata è quella di sopperire a una minor ingestione di proteine (mannaggia , proprio ora che mi farei il bagno nella caprese!!!) e dover quindi compensare con altro alimento.
Sono andata così in avanscoperta.
Rifiutando a prescindere di utilizzare il tofu (l’unico fattibile è quello fresco, quasi artigianale, ma raro da noi.. e utilizzato SOLO in pietanze giapponesi) , ho provato , anche se con un po’ di riluttanza a preparare da me il seitan.
Lo so, ho storto anche io la bocca…. è inguardabile sottovuoto nei banchi frigo dei negozi bio!!!
Tuttavia lo avevo assaggiato sotto forma di cotoletta a casa di un’amica supermacrobiotica e mi era piaciuto.
Ok… mi sono lanciata.
Il seitan altro non è che la parte glutinosa del frumento, si ricava cioè utilizzando una farina molto forte, tipo manitoba, ricca di glutine e si sciacqua sotto l’acqua corrente finchè non rimane una palla gelatinosa.
Io ho saltato questo passaggio…. ed ho trovato un fantastico composto di farina già selezionata, che si agglutina subito con l’aggiunta di acqua.
Non ho seguito però le indicazioni scritte sull’etichetta, ma ho cercato di essere più accurata e fantasiosa.

Cotoletta di seitan con panatura di farina di mandorle

Ingredienti
3 cucchiai di INSTANT SEITAN (glutine per la preparazione del seitan) da agricoltura bio
acqua q.b. ( ne prende solo un tot…. quella in eccesso rimarra sul fondo)
un cucchiaio di Tamari
pezzetto di alga Kombu
un cucchiaino di zenzero in polvere
1 uovo
farina di mandorle
olio per friggere

Preparazione
Ho fatto rinvenire la farina finché non ha smesso di “bere” acqua.
Ho lasciato che il composto si rapprendesse e assumesse una consistenza non troppo molle.
A parte ho messo a bollire acqua con il cucchiaio di tamari, lo zenzero e l’alga.
Ho messo il seitan in una bustina per alimenti e l’ho fatto cuocere in immersione per quasi un’ora.
Poi l’ho liberato nel brodo e l’ho lasciato freddare.
A parte ho preparato l’uovo sbattuto con un po’ di sale ed il piatto con la farina di mandorla.
Ho imbevuto nell’olio, impanato 2 volte e poi cotto nell’olio bollente.
La panatura viene molto asciutta e profumata e per nulla grassa.

Lo so… siete sbalorditi, la scorsa settimana vi ho fritto le bucce di patata, e questa, addirittura una cotoletta!!!!
Sapete che alcuni nutrizionisti mettono il fritto obbligatorio ogni 10-15 gg per consentire al fegato di mettere il turbo?

Adesso al lavoro. Dobbiamo far lavorare il corpo

Flex Band Legs

Sdraiati e metti le punte dei piedi al centro dell’elastico.
Le punte devono essere distanti tra di loro per circa 4 dita, i talloni invece devono toccarsi.
Impugna l’elastico all’estremità.
Cerca di mantenere i gomiti appoggiati.

Espirando estendi le gambe in una diagonale di circa 45° rispetto al corpo.

Controlla: schiena ben in appoggio.
Addominali risucchiati al massimo mentre spingo con le gambe.
Glutei contratti per permettermi di mantenere fermo il bacino, ma anche per tonificarsi.

Il movimento deve essere compiuto spingendo bene le punte dei piedi nell’elastico, mantenendo ben esteso il dorso del piede (come se avessimo un tacco 12).
Ripetiamo per 10 volte.
Se non ne avessimo abbastanza, possiamo farne altre 2 serie da 10, ma accorciando l’escursione del movimento e rendendola più rapida… Guai a mollare glutei e “tacchi”.

Cosa si deve fare per reggere un tacco e potersi mangiare una fritturina!!!!

8 Commenti

  1. Il VERO tofu è prodotto a Roma da una signora giapponese in quantità limitate. Volendo si può fare in casa.
    L a differenza con quello industriale è notevole sia come sapore che come genuinità perchè viene fatto con un caglio che rende meno ma è più salutare.

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