Un marziano a Roma/45 Un Sorpasso con troppo poco sprint

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Quando è successo che sono diventato vecchio e non me ne sono accorto? Su Alfa Centauri si diventa vecchi molto più tardi, visto che Qwerty ha duecentotrenta anni e ancora l’entusiasmo e l’appetito di un bimbo. Per fortuna c’è Sponzilli che è giovane e mi aiuta a spupazzarlo. Così ieri appena atterrato il disco sul terrazzo di casa ho chiamato Andrea.

“Ciao Andrè, che fai a pranzo? È arrivato il marzianino e c’ha fame…”

Appuntamento in Prati, il locale è nuovo, di quelli che cambiano volto nell’arco della giornata: aperitivi, spuntini, pranzo, cena, anche a tard’ora. Tutto giusto e alla moda. Quel tocco di vintage caldo, qualche tavolino sulla via, un bancone mescita e appena entrati sulla destra una cabina con salumi firmati al taglio in bella mostra. L’ambiente è caldo, tavole di legno, tovagliette di carta paglia: persino uno scenografico lucernaio al centro della stanza principale. Andrea mi informa che è aperto da poco ed è filiazione diretta di un famoso wine bar di Prati: il Passaguai.

Ci sediamo all’esterno, la temperatura ancora mite lo consente e ci portano il menù. Il clima è assai piacevole e fresco, il servizio piacevolmente dilettantesco, ma molto garbato e cortese. Guardiamo il menù, salumi e formaggi di vaglia e molti piatti cucinati.

Cominciamo da un affettato di prosciutto brado: debbo dire che era assai buono, con un grasso spaziale e intenso che si scioglieva in bocca.

Purtroppo molto più convenzionale il tomino con lardo e radicchio. Comunque Qwerty si è spazzolato in un battibaleno una porzione casalinga e generosa, quindi non doveva essere proprio malaccio.

I problemi iniziano con il cucinato, non sempre all’altezza del locale. Buona ed efficace la parmigiana di melanzane arrostite, senza troppe smancerie, peccato fosse leggermente fredda.

Piacevole la tartare calda di manzo, praticamente un Hamburger.

Un disastro i paccheri con le sarde, confusi e sbilanciati, fin troppo ricchi di sapori senza trovare mai un’armonia.

Cattivo anche il pollastro al vino rosso: la carne si sfilacciava e il vino non aveva perso il suo afrore di alcool.

Buona e varia la selezione di formaggi, soprattutto un caprino fresco laziale da urlo: si vede che sono scelti con passione e attenzione. La chiacchierata con uno dei titolari ci conferma una coinvolgente passione per il prodotto e ricerca.

Si chiude con un cannolo siciliano riempito al momento molto ben fatto.

Interessante l’offerta della cantina che tradisce le origini del locale. Noi con l’omino verde abbiamo viaggiato a birra.

Nel complesso un posto fresco, ma ancora da registrare. Grande voglia di fare e una cucina da mettere a fuoco per un localino alla moda e non troppo banale. Se a questo aggiungi l’apertura prolungata e la possibilità di mangiare sino a tardi, il bilancio è positivo. Ci torneremo, magari anche solo per un bicchiere e per i salumi e i formaggi.

Ristorante Il Sorpasso. Via Properzio 31-33. Roma. Tel. +39 06.89024554

(Big Picture: le foto possono essere ingrandite cliccando sull’immagine preferita. Si attiva anche la galleria con le freccette)

Foto: Andrea Sponzilli

7 Commenti

  1. Ci sono stato a cena un paio di sabati fa, visto che sono un aficionado da anni del Passaguai. Ecco, il Sorpasso ha osmoticamente assorbito i medesimi pregi e difetti: ambiente molto trendy, ma accogliente; pessima acustica; buoni i formaggi e punte di eccellenza per alcuni salumi; mediocri i piatti cucinati, anche se quella sera la cacio&pepe era veramente ben fatta. Il servizio invece va registrato: saranno anche andati in tilt, ma sono stati veramente…”informali”, ad usare un eufemismo. Prenotiamo per 4, arriviamo e il gestore ci indica un tavolo da 5. Dopo qualche minuto arriva una cameriera e ci apostrofa, mezza scherzosa e mezza scocciatissima: “Insomma, siete entrati e vi siete seduti. Ma chi vi ha detto che questo è il vostro tavolo?” Noi restiamo basiti e le diciamo che mai avremmo occupato posti senza che ci fossero assegnati. Va via sbuffando, poco convinta e senza chiedere scusa, e poco dopo torna e ci dice che ci dobbiamo spostare, perchè c’è stato un errore. Ci offrono un dito di prosecco per scusarsi, ma poi arriva un’altra cameriera a prendere le ordinazioni. Le spieghiamo che, causa lo spostamento, non abbiamo avuto ancora il tempo di scegliere. Sbuffa, va via, torna dopo due minuti e fa “Allora, ce l’abbiamo fatta?”.
    Beh…mi dispiace: a 20 anni potevo anche ammettere che in una pizzeria di S.Lorenzo mi si rivolgessero in questo modo. Alla mia veneranda età, non più. Se avete notizie di miglioramenti dell’umore del personale, mi raccomando, fatecelo sapere… 😎

  2. ha risposto a Riccardo I.: io ci sono stato qualche volta, è vero si mangia male 😉 ma il posto funziona e anche il servizio è sbrigativo ma piacevole, del resto in linea con il locale… se voglio un servizio in chicchere e piattini vado alla pergola 😛

  3. ha risposto a Alessandro Bocchetti: credo esista una sana e civile via di mezzo fra un servizio affettato ed uno talmente easy da sconfinare in confidenze che nessuno ha concesso. Comunque tendo a considerare il tutto un semplice episodio di nervosismo generale indotto dalla confusione del sabato sera, e non di maleducazione, visto che la prima cameriera la conosco da anni perchè lavora anche al Passaguai, ed è sempre stato gentilissima, sorridente e cortese. Càpita, la serata di luna storta…
    Aspetterò serenamente che si assestino. 🙂

  4. Beh!! ho visto anche io un proprietario o gestore essere molto schizzato e/o irritato. Credo che siano molto maleducati, si sentono molto gradassi e i due proprietari e molestano le loro clienti, in particolare uno che credo sia anche sposato che di frequente appoggia le mani sul sedere delle clienti. Soprattutto quando alza il gomito. Ho assistito ad uno spettacolo indecente!!!…

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