L’oro di Napoli/14 Abraxas, purtroppo il tempo scorre per tutti

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“Ciuciù, scétat’ song’ ‘e ‘nnove! Ciuciù, Ciuciù, scétat’ song’ ‘e nnove! Ciuciù,t’ vuo’ piglia’ ‘o café!”
Adesso, a parte che le nove erano per il mio fisico provato le otto, visto quel colpo mortale alla felicità che è l’ora legale, ma qualcuno mi dice cosa ci faceva Sofia alle nove, ma fossero state pure le dieci, di domenica mattina a casa mia?!
“Ciuciù, iamm’ bell’ ia, ch’ song’ ‘e nnove!”
“Senti Sofia ma che ti sei messa in testa di fare Natale in casa Cupiello a casa mia? Ma tu fossi asciuta pazza? Ma ti rendi conto che sono le nove?”
“Uh Gesù, certo che me ne rendo conto, Ciuciù, è mezz’ora che te lo dico!”
Davanti alla logica di Sofia non posso fare altro che recedere.
Ingollo il suo caffé – che poi lei è la reginetta della pizza, ma il caffé non è proprio arte sua – e la guardo sperando che mi dica cosa ha in mente.
Uè Ciuciù, ma che ti guardi, so bellella, eh? La verità è che sto facendo un po’ di attività fisica, così mi tengo in forma…”
“No, Sofia cara, ti sto guardando perché mi chiedevo che cosa ci facessi di domenica mattina a casa mia…”

“Come di sei fatta amara… ti volevo proporre un pranzetto fuori, ho pensato che prima ci potevamo fare una passeggiatina per la zona flegrea con questo bel tempo, ma se non ti va…”

Mi armo di santa pazienza e ritorno, come sempre, bambola nelle mani della mia mefistofelica amica.

Dopo svariate ore di contemplative passeggiate, è già il momento del pranzo e lì tra Cuma, l’arco di Arcofelice e Pozzuoli dove andare se non da Abraxas?

Abraxas è la creatura di Nando Salemme che negli anni è riuscito ad imporsi nel panorama dei ristoranti della zona flegrea, nella massa un po’ troppo tradizionali e statici per i gusti della nostra volitiva Sofia.

Con uno scatto felino, la nostra sale la scala per andare al piano di sopra; si affaccia contenta al terrazzo da cui si gode un panorama incantevole e dove, quando, fa appena un po’ più caldo si può anche mangiare; occhieggia interessata il romantico tavolino per due nella saletta più interna della cantina, che stia pensando già a chi portarci?

“Ciuciù, mi raccomando ricordati che sto a dieta”, mi fa mentre controllo il menu, mi sembrano molto le ultime parole famose le sue.

“Beh se stai a dieta, niente vino e un solo antipasto in due”, la provoco.

“Vada per l’antipasto, ma almeno un bicchiere me lo devi!”

L’accontento. La cantina di Abraxas è molto fornita e i ricarichi davvero minimi; c’è la possibilità di scegliere al bicchiere e così ci buttiamo su un bel Montepulciano.

Arriva l’antipasto, un po’ il marchio di fabbrica di Abraxas: una serie di piccoli assaggi che quest’oggi consistono in una bruschetta con pomodoro del piennolo (una sicurezza); verza con salsiccia e castagne (molto buona davvero); polenta al ragù di maiale; bocconcino di pasta phyllo e zucca (simpatico); crepe con salsa di gorgonzola e un tortino di patate e friarielli su crema di fagiolo.

L’ambiente è rustico e piacevole; i piatti delle belle ceramiche di Vietri; il cestino del pane o meglio il pane, beh, domanda di scorta?

La dieta di Sofia iniziata con l’antipasto finisce al primo e si lascia irretire dai paccheri cacio, pepe e pancetta. Ora io capisco la pasta al dente, ma questi paccheri mi sembravano davvero rigidini rigidini. Sughetto un po’ useless.

Sofia scuote la testa e agguanta il mio piatto, decisamente più fortunata come scelta: spaghetti con noci, olive e pinoli con broccoli neri. Forse un po’ troppo oleosi ma senza dubbio goduriosi.

Per restare leggeri un filettino di Angus con contorno di patate al forno. La carne alla griglia è cotta sapientemente ed al sangue; buono il taglio anche se all’apparire del piatto non si sarebbe detto.

La dieta prepasquale si arena definitivamente sul semifreddo all’amaretto gustoso, spumoso e fresco.

E sul croccante con crema chantilly e amarena, che di croccante, ahimé aveva ben poco.

Alla fine del pranzo, osserverei che qualcosa non è andato per il verso giusto, considerando che negli anni avevo di Abraxas una memoria decisamente migliore: complici forse le troppe tavolate?

I prezzi si sono mantenuti ad un livello ben più che accettabile: si viaggia intorno ai 30/35 € a persona. Eppure l’impressione che qualcosa sia cambiato – e non in meglio – in cucina mi rimane.

Ciuciù, muoviti, jà, mo’ con quello che mi hai fatto mangiare, dobbiamo andare come minimo a piedi alla Solfatara!”

Prevedo ancora una lunga domenica per me, ma ricordatevi che vi ho voluto bene.

Osteria Abraxas. Via Scalandrone n° 15 – Pozzuoli – Lucrino (Napoli). Tel. +39 081.8549347

(Foto: Renato Bevilacqua)

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