Primi assaggi al nuovo Romeo. Pane e Gentilini di Bowerman, ad esempio

Ancora qualche giorno e Romeo, il gastro-bistrot del trio Bowerman-Roscioli-Spada a Roma sarà pronto ad accogliere i gastrofanatici capitolini

Locali

Ancora qualche giorno e, dopo un rodaggio velocissimo, Romeo, il gastro-bistrôt bistrot del trio Bowerman-Roscioli2-Spada sarà pronto ad accogliere le truppe dei gastro-fanatici, dei gastro-fichetti e non solo. Già perché sin dalle prime battute, il locale pensato dai dinamici 4 e realizzato a colpi di architettura contemporanea da Andrea Lupacchini si è dimostrato trasversale. Gironzolano gli abitanti e i frequentatori del quartiere Prati (siamo a un tiro di schioppo dal Tribunale e da numerosi attrattori di flussi, compresa la metropolitana A) e chiedono cosa si farà qui dentro. Spiegazioni, un bello stupore e l’omaggio di un assaggio di pane che occuperà la prima postazione appena si entra dalla rampa trasformata in scalinata. Un’officina del fare con il bancone lungo e la fuga prospettica sotto i lampadari radice e i bozzoli di illuminazione che attira (“E’ anche una discoteca?”, chiede un’avventrice) che mette insieme panetteria, gastronomia, pausa pranzo, ristorante e c’è anche un piccolo privé che verrà buono per tante idee legate al cibo.

Ma cosa si mangia al Romeo. I primi beta test chiariscono subito che si tratta di qualcosa di diverso sia da Glass Hostaria (e qui c’erano pochi dubbi considerate le continue affermazioni che Romeo non sarebbe stato un Glass 2 nè tantomeno un Roscioli 2 o 3). La consegna del silenzio ci impone di pixelare il piatto che ci è piaciuto subito e che mostra come la filosofia “glassiana” possa trovare nuovi spunti in un territorio franco dal ristorante tout court (e, perché no, da qualche tensione stellare) per approdare a un genere di tradizione che dire rivisitata è poco e travisante. Piatti nuovi, snelli, contemporanei, in linea con l’architettura.

Vi dico solo che prima dell’officina Alfa Romeo qui c’era un luogo dove di vendevano i Gentilini rotti, i biscotti che il confezionamento danneggiava ma che erano lo stesso buonissimi nel latte. Ordinatelo questo piatto, appena lo vedrete in menu. Ha conquistato anche Paolo Gentilini che sarà qui all’apertura.

E allora vi dico del pane. Buono, buonissimo e per giunta nato da questo laboratorio di scambio tra uno dei campioni del lievitato romano, Roscioli appunto, e dalla voglia di sperimentare di Cristina Bowerman. Risultato, un pane cereale profumato con il croccante e il morbido che trovi lì dove lo vorresti. Come d’altronde nell’usuale kamut biologico. E se proprio avete voglia di sprofondare nelle coccole, pane al formaggio.

E ancora, i pomodori e le melanzane sott’olio che portano impresso il logo Romeo (a proposito, il lettering equidistanziale è un altro simbolo di contemporaneità) e sono preparati dalla De Carlo. La selezione di formaggi e di chicche anche dall’estero che monta nei banchi e sugli scaffali. Le alici del Cantabrico piuttosto che il salmone (che sarà anche anni ’80 ma è buonissimo per le feste) e via via gli assortimenti, compresi il vino, che iniziano ad affollare gli spazi.

L’impronta che esce chiara in questo work in progress è quella della qualità, come la prima spesa conferma. Ma di questo pochi dubitavano, altrimenti che senso avrebbero 18 mesi di lavori e messa a punto?

Di Vincenzo Pagano

Fulminato sulla strada dei ristoranti, delle pizze, dei gelati, degli hamburger, apre Scatti di Gusto e da allora non ha mai smesso di curiosare tra cucine, forni e tavole.