New York Times. La pizza di Sorbillo tra le cose da fare a Napoli in 36 ore

Pizzerie

Se avete compilato la lista dei piatti, dei ristoranti e del cibo in genere che nel 2013 farà faville nel 2013 e non avete inserito la pizza napoletana siete ancora in tempo a rettificare. I risultati della pizza made in Napoli nelle sue varianti contemporanee proposte dal “senatore” Starita a NYC e inscritta nella Top 10 di Chow e quella un po’ romana di Eataly Roma che ha conquistato la Top 100 di Saveur stanno a dimostrarlo. E se volete la completa ortodossia della tradizione recandovi a Napoli non avete che da mettervi sul tablet il post scritto da Ingrid Williams per il New York Times.

Con 36 ore disponibili a Napoli, il tempo di un weekend, potete, anzi, dovete fare 11 cose. Godervi il lungomare liberato, passare da Marinella per le sue cravatte, of course, andare a cena il venerdì sera da Mario Avallone alla Stanza del Gusto e sedervi alla tavola della pizzeria Sorbillo in via Tribunali.

Impossibile visitare Napoli e non fare una sosta nella fucina della pizza quale che sia il periodo del viaggio. L’editor, che ricorda l’incendio e la rinascita, avverte di non lasciarsi spaventare dalla fila e di non cadere nella tentazione di entrare nell’altro Sorbillo a una manciata di passi dal numero 32 della strada. Sarete ricompensati da una Margherita tradizionale che viene via a soli 3,30 € e provoca l’inevitabile goduria della pizza a portafoglio. Ma queste cose, noi Italiani, già le sappiamo.

Di Vincenzo Pagano

Fulminato sulla strada dei ristoranti, delle pizze, dei gelati, degli hamburger, apre Scatti di Gusto e da allora non ha mai smesso di curiosare tra cucine, forni e tavole.