Spaghetti with meatballs, ricetta per vincere il contest da 14.000 € a Bologna

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Fino al 16 ottobre è aperto il concorso per disegnare il logo della città di Bologna. 14.000 € in palio per chi convince la giuria. Vi starete sicuramente chiedendo se tortellini e tagliatelle possono aspirare a diventare simbolo della città più della mortadella o delle Torri. Direi di sì, ma io punterei ancor di più sulla sauce bolognese come aveva ipotizzato Matteo Lepore, assessore al Marketing urbano del comune di Bologna. Vi rinfresco la memoria.

Un mese fa in un’intervista al Corriere aveva dichiarato a proposito della possibile nascita di Eataly World e del concorso per un logo virale e leggero.

All’estero avete due usurpatori gastronomici da combattere: l’americana “Bologna sausage” e l’internazionale “Bolognese sauce”.
Il sindaco ci ha sempre detto di essere pirati, quindi sfrutteremo i prodotti che di bolognese hanno ben poco per promuovere comunque il nome della città. A ottobre ci sarà il festival “Mortadella Bologna”, chiamato così proprio per insistere sul legame tra prodotto e città. Il sugo alla bolognese è una sfida (ride, ndr), ma bolognese sauce rappresenta bene il melting pot di questa città. Falso mito? Sì, ma meglio sfruttarlo. Potrebbe essere il marchio sotto cui unire gli ambasciatori di Bologna all’estero.

Ora prima che stramazziate al suolo per l’evocazione degli “spaghetti alla bolognese” che farebbero inorridire chiunque sia un po’ più su della preparazione di cucina nota come “apro-una-scatoletta-di-tonno” (e forse non mi taglio), io sarei addirittura per la versione cattivissima “Spaghetti bolognese” with meatballs. Cosa c’è di più virale di una preparazione disconosciuta in Italia che va fortissimo in Europa e con la variazione polpette furoreggia negli States?

Se il ragù bolognese lo dobbiamo a un’invenzione di fine ‘700 a Imola, le polpette americane dovrebbero avere origini pugliesi. I pomodori in America erano grossi e fresconi, cioè acquosi ma poco gustosi. Le nostre donnine emigrate all’inizio del ‘900 iniziarono ad aggiungervi, per dar sapore al sugo, erbe aromatiche, concentrato, polpette utilizzando merce rara in Italia, come la carne. La pasta col sugo di polpette, da noi, era un piatto delle feste, e le polpette non avevano quel diametro. Il risultato era comunque un piatto robusto e rinvigorente. Se usiamo le nostre materie prime fresche di orto, poca carne scelta e olio extra vergine di oliva sarà perfetto anche per chi fa la conta delle calorie. E potrebbe fornirvi l’idea giusta per vincerli questi 14.000 € (e nel caso vi prego di rimettere provvigione!).

Italian spaghetti with meatballs

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Ingredienti

200 gr di carne bovina
Una fetta del MIO pane raffermo
1 uovo
3 pomodori secchi
1 spicchio d’aglio spremuto
grana
pangrattato
pepe
zenzero

500 g di pomodorini freschi (circa)
mezza cipolla
1 carota
160 g di vermicelli
ancora grana
pecorino

Procedimento

Ho messo in ammollo il pane e i pomodorini secchi. I secondi in acqua calda però.
Ho condito la carne ed ho cominciato ad impastarla.
Ho strizzato il pane e l’ho sbriciolato nella carne.
Mischiato ancora.
Ho ridotto a piccoli brandelli i pomodori secchi, li ho aggiunti all’impasto assieme all’uovo intero e al grana.
Ho lisciato l’impasto raggiungendo la giusta consistenza incorporando ancora pepe, zenzero grattato e poco pangrattato.
Forno scaldato, ho dato una rosolata alle polpettine grandi un po’ più di un’oliva verde, in forno al massimo.
Nel frattempo ho messo su un sughetto leggero coi pomodorini messi a freddo con cipolla, carota a julienne e olio evo.
Ho aggiunto le polpettine a fine cottura del sughetto e ho spento.
Messo su l’acqua e cotta la pasta.
Ho condito il tutto.

Pronti. Andate a chiamare Lilli e il Vagabondo, se vi va, e pensate al logo anche se siete contrari alle polpette con gli spaghetti.

7 Commenti

  1. Ma lo zenzero (che all’inizio pensavo fosse il peperoncino “declinato” alla toscana) che ci azzecca, visto che invece si tratta di quella squisita esotica radice che nella cucina italiana mai è entrata????

    • Non solo concordo stefan, ma rilancio. davvero, chi ha scritto la ricetta ha fatto una cosa troppo “fusion” per identificare la bolognesita’.
      Ora, i simboli della bolognesita’, se vogliamo dirla tutta, sono in primis gli UMARELL, ma questo non e’ tema gastronomico.
      Mentre se dobbiamo parlare di spezie, una sola parola si erge potente dalle Due Torri a tutto il legato pontificio:
      NOCEMOSCATA ziocane….
      provo a fare un disegnino: NOCE-MOSCATA-COME-SE-PIOVESSE
      Altro che zenzero, o altre esterofilie del genere. Buone, per carita’, non sto dicendo che non sia una ricetta valida, quella con lo zenzero. Ma capite che siete arrivati a Bologna solo in due maniere.
      1) vedete il santuario di San Luca da lontano
      2) le polpette sanno indubitabilmente di noce moscata.
      Claro? Mi sono capito? NOCE MOSCATA! 🙂

  2. Dunque , dunque….
    Non c’è nessuna volontà di fare nulla di tradizionale, chi legge la mia rubrica da circa 3 anni sa che io “rileggo” ricette in chiave Fornelli in forma. L’accostamento alla diatriba sugli spaghetti alla bolognose era una provocazione per tirare in ballo la questione del logo di Bologna.
    MA COMUNQUE……………… Lo zenzero nelle polpette è da urlo, io lo metto sempre. Gli dona un retrogusto quasi limonoso e profumato.
    Ad esempio io la noce moscata non la sposo con il pomodoro, mi piace sentirla nel puré , nei finocchi gratinati.. etc…
    Ma è solo questione di gusti 😉

    • Claudia, chiedo scusa per l’equivoco, e ripeto qualcosa che gia’ compare: davvero nessuna remora per lo zenzero.
      Quello che (ridacchiando, te lo confesso), volevo sottolineare era l’aspetto della bolognesita’, che e’ indubitabilmente e nettamente individuato dalla noce moscata. Non sono stato io a titolare “spaghetti con meatballs” riferito ad un marchio per Bologna…
      Ma perbacco, chi osa mettere in dubbio la bonta’ dello zenzero?
      Anzi, un segreto, ma non dirlo a nessuno: mai provato nella moka, per aromatizzare il caffe’? Pero’ non dirlo a nessuno…

      • Grazie per la risposta…. Ce ho già precisato non c’era nessuna intenzione di profanare la tradizione. Io sono una sperimentatrice imbratta pentole e la mia “missione” è cercare di mangiar sano e mediamente dietetico senza stare a petto di pollo e insalata una vita. Trovo che rileggere le tradizioni italiane per cercare ispirazione sia illuminante. In più mi appartiene per provenienza familiare. L’accostamento con la bolognesità è stato fatto per richiamare l’attualità…. Ma nell’intento della ricetta non era stato assolutamente pensato.

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