Beach food, ovvero i 10 migliori cibi da spiaggia al 100% italiani

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Il dilemma della “pausa-pranzo” si ripropone anche fuori dalle mura dell’ufficio. In spiaggia, affannati dalla calura e infastiditi dalla salsedine che sulle labbra insinua quella perenne sensazione di arsura, scegliere cosa mangiare diventa a volte difficile. Tralasciando i pranzi in spiaggia che richiedono una digestione  degna del cenone di Natale, in cui si è avuto il coraggio di mettere in un tupperware anche una generosissima porzione di pasta al forno e di gattò di patate, le coste italiane offrono davvero una scelta da far invidia. Soprattutto ce n’è davvero per tutti i gusti: per chi preferisce non mollare mai l’ombrellone e chi invece non rinuncia al pranzo a tavola. Elyse Pasquale ne ha fatto una fotografia sul suo blog con occhio dall’estero e io, spudorata, attingo a piene mani con qualche variazione.

Grattachecca

Grattachecca

In cima ai desideri degli stranieri, o almeno della nostra Elyse, c’è la grattacchecca. Versione romana della granita che affascina i turisti per la modalità di servizio, condita con sciroppi diversi. Che siano chioschetti itineranti direttamente in spiaggia  che giungono a regalare sollievo sotto il sole di mezzogiorno, isole nel deserto cittadino, o bar, la granita alla romana maniera è decisamente un must dell’estate all’italiana. Sulle spiagge capita ancora di incrociare qualche semovente con sciroppo e ghiaccio.

Granita

bar_da_alfredo_granita-salina bar da Alfredo Salina

Restando in tema, chi quest’anno godrà delle coste siciliane non può certo farsi scappare la granita. Favolosa a colazione in connubio con una brioche, ma un peccato di gola per pranzo non ha mai fatto male a nessuno. Quella di gelsi è una chicca da non perdere ma la varietà è così ampia da poterne assaggiare una al giorno, una in ogni posto. Un indirizzo vale per tutti: Bar da Alfredo a Salina.

Pizza al taglio

pizza-pomodorini-Gabriele-Bonci

Passiamo al take away. Pizza, rigorosamente al taglio per la spiaggia. Il bello è sicuramente la possibilità di variare gusti e grandezze dei tranci. Certo, se vi date ai topping corposi, tenete in conto la sbrodolata. Visti gli ultimi episodi, attenzione a chi la pizza ve la serve al tavolo pur essendo identificato come laboratorio al taglio. Qui non ci possiamo sbagliare: Pizzarium di Gabriele Bonci alle prese con le proposte vegetariane fino al 30 luglio e, udite udite, quelle vegane ad agosto. Da via della Meloria non è un attimo raggiungere Ostia, ma la pizza di Bonci resiste anche alla metropolitana (forse voi no).

Mozzarella di bufala

mozzarella-di-bufala-aversana-Torricelle-Paestum

Lo so, non si può parlare propriamente di beach food, ma summertime fa inevitabilmente rima con mozzarella. Assoluta, nelle insalate, alla caprese con i pomodori,  la bufala è una successione di morsi che vorresti non finissero mai. Ad essere pignoli, andrebbe mangiata calda e soprattutto con le mani, in modo che il latte possa rigare il viso fino al collo. Qui avete l’imbarazzo della scelta.

Gelato

Magnum Chocolate vs Neve di Latte brioche-gabriele-vico-equense

C’è chi fa la dieta in spiaggia mangiando solo gelato. Non è facile. Dico, trovare il gelato giusto sulla spiaggia. E non si tratta di stabilire se è meglio il gelato alla frutta perché è più dissetante e fa più bene alla salute (che poi se ci chiudete un lauto pasto al massimo potrete far compagnia a Chef Rubio e alle sue lancette impazzite), ma se pendere su quello artigianale o industriale. Vi caviamo dall’imbarazzo e vi reinderizziamo alla Top 50, ben consci che dalla posizione n. 1 la spiaggia è sempre lontanuccia. Io mi “accontento” della cremeria Gabriele a Vico Equense anche se ciò mi costringe a mangiarlo lontano dalla spiaggia. Dopo il bagno, casomai con il rinforzino della brioche per rimettermi in forma dopo una lunga nuotata.

Fritto

fish-e-chips-Gianfranco-Pascucci Cartoccio-di-fritto-Cartoccio-di-fritto-Osteria del Gran Fritto

Ho detto Rubio e non posso non pensare al fritto. Resto sempre a Roma, anzi, meglio, Fiumicino dove potete allungarvi da Gianfranco Pascucci se state prendendo un aereo per destinazione esotica e chiedergli un solo piatto: fish&chips, ma de noantri. Leggerissimo, quasi una tempura. Da svenimento. Altrimenti, se vi sembra troppo impegnativo sedervi a tavola (ma la spiaggia è lì a un passo), vi suggerisco il cono del fritto dell’Osteria del Gran Fritto di Milano Marittima che è nel menu ma è anche da asporto o da passeggio (in pratica, una mezza porzione rispetto al tavolo).

Scampi

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Chi parla agli scampi lungo la penisola italiana? Sono tanti e un solo indirizzo non può bastare. Ma il pied dans l’eau lo ha lui, Luciano Zazzeri con la sua Capanna a Marina di Bibbona. In un sol tuffo siete alla sua tavola o in acqua. Scampi prima o dopo il bagno?

Olive all’ascolana

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Non avevo mai pensato alle olive all’ascolana come intrattenimento sotto all’ombrellone, ma possiamo dare credito a Elyse. La massima concentrazione, sottolinea, è tra la sabbia di Senigallia e Pesaro. Non un lunghissimo tratto di costa per cui vi fornisco di ricetta per evitare che entriate in crisi di astinenza. Per gli altri in zona, copioincollo i consigli di un pesarese doc che però vi spedisce ad Ascoli Piceno.

Chiaro che il famoso fritto di Migliori sta ben sopra la soglia di presentabilità, ma quello più ultimativo si compra in un negozietto di pasta fresca che sta a destra della chiesa dei frati nel quartiere Luciani, all’inizio di via Napoli. Si chiama La Madia. Dopo vi assillerà un pensiero unico, irremovibile, cristallino, contro tutte le previsioni vorrete tornare ad Ascoli. (L’oliva fritta della Madia va bene perfino il giorno dopo, perfino fredda. Ma voi che siete smart, cuocetela al forno).

Pasta ai frutti di mare

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Metto pasta perché tra spaghetti alle vongole bianche e rosse, paccheri allo scoglio, linguine, cozze e mille varianti ci vorrebbe un elenco telefonico. Potrei suggerire una variazione degli spaghetti con le vongole abbinate alle zucchine alla maniera del Don Alfonso che è diventato piatto nazionale.

Crudo di pesce

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Un altro piatto tricolore e la possibilità di incappare in un crudo non troppo fresco (o non abbattuto)  al pari degli scampi e dei crostacei che sanno di ammoniaca. Un indirizzo, però, lo voglio dare: Romano a Viareggio, il luogo che mi fa associare mare e villeggiatura anche se quest’ultima è parola ormai scomparsa.

E ora non resta che passare la parola a voi. Avete qualche altro piatto/ristorante/locale da associare al cibo da spiaggia?

[Immagini: Vie del gustoArte gastronomica, Laura Adani, nessundove, Vincenzo Pagano, Scatti di Gusto]

2 Commenti

  1. Una sana panzanella? il fritto in spiaggia lo eviterei, ma ci sta dopo una giornata di mare, all’imbrunire con un bicchiere di bianco gelato.

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