Giro d’Italia: le 15 migliori trattorie d’Italia in un piatto

Tempo di lettura: 4 minuti

ravioli di finanziera impiattamento

Quando si pensa alla guida del Gambero Rosso vengono subito in mente le Tre Forchette, traguardo che contraddistingue l’eccellenza per i ristoranti. Ma accanto ai ristoranti, si fanno largo le migliori trattorie, identificate con i Tre Gamberi che, però, non hanno voto. La festa alla Città del Gusto è l’occasione per mettere in fila gli indirizzi più interessanti delle eccellenze tipiche e tradizionali dell’Italia. Un confronto che, come la cena delle Tre Forchette, è basata su un solo piatto. Un solo colpo preciso e formidabile.

Tre differenti menu (rosso, giallo, marrone) composti nello stesso modo: due antipasti, un primo, un secondo e un dolce.

Un interessante “Giro d’Italia”, tra rivisitazioni di ricette classiche o portate che puntavano fondamentalmente sulla qualità delle materie prime. Noi abbiamo assaggiato tutti i 15 piatti e devo ammettere che è stato abbastanza facile decidere il podio della serata perché alcune proposte hanno spiccato il volo. Ma vi consiglio di annotare tutti gli indirizzi e cercare il piatto che più vi piace.

15. Pretzhof, Val di Vizze/Pfitsch (Bolzano)

Krapfen fritto

Krapfen fritto. L’abbiamo definito al tavolo un Krapfen “stanco”, perché ci aspettavamo una versione classica ed invece c’è stato presentato un raviolo di sfoglia il cui sapore era sovrastato da quello dell’olio.

14. Antichi Sapori, Andria

Sformato di orzo con patate

Sformato di orzo con patate, carciofi e sponsali su passata di zucca gialla. I carciofi sono l’elemento caratterizzante del piatto, per il resto molto semplice nei sapori.

13. La Locanda delle Grazie, Curtatone (Mantova)

Luccio in salsa con polenta

Luccio in salsa con polenta. Il piatto ha un po’ deluso per la polenta grumosa ed anche un po’ collosa e la prevalenza dei capperi sul luccio.

12. Osteria del Treno, Milano

Coppa con arancia e fichi

Coppa all’arancia con ripieno di fichi e pistacchi. Portata impegnativa, la carne farcita con i fichi deve esser necessariamente assaggiata con la verdura per mediare la componente grassa.

11. Osteria della Villetta dal 1900, Palazzolo sull’Oglio (Brescia)

Trippa alla bresciana

Trippa alla bresciana cioè una trippa presentata in versione zuppa, che ricorda un po’ quella romana, anche se in questo caso i sapori sono meno intensi pur restando piacevoli.

10. La Locandiera, Bernalda (Matera)

Focaccia dolce

Focaccia dolce con ricotta fresca e uva sultanina. Buon dolce, sapori classici che portano alla mente altre preparazioni della nostra tradizione.

9. Armando al Pantheon, Roma

Minestra di farro con guanciale

Minestra di farro con guanciale, salsiccia e pecorino romano. L’ignoranza” del nome lascia presagire un piatto molto deciso, invece tutto è equilibrato, forse anche troppo.

8. Vecchia Marina, Roseto degli Abruzzi (Teramo)

Pescatrice con pasticcio di bieta e patate

Pescatrice al vino bianco con pasticcio di bietole e patate. Mi è piaciuto il pasticcio, molto delicato e che ben si accompagna al pesce.

7. La Madia, Brione (Brescia)

Stracotto di pecora

Stracotto di pecora con finocchietto selvatico. Buona la carne, poco presente il sapore del finocchietto.

6. Angiolina, Pisciotta (Salerno)

Totanetti con ceci di Cicerale

Totanetti al rosmarino con ceci di Cicerale sono un buon antipasto con i totanetti forse cotti un po’ troppo ma con la crema di ceci davvero gustosa.

5. Locanda Al Gambero Rosso, Bagno di Romagna (Forlì-Cesena)

Baccalà fritto con purè di ceci rosa

Baccalà fritto con purè di ceci rosa. Ottima frittura, il baccalà ha il giusto grado di sapidità.

4. Caffè La Crepa, Isola Dovarese (Cremona)

Spalla cotta di S. Lorenzo

La Spalla cotta di S. Lorenzo con mostarda, salsa verde e giardiniera è una felice scelta di ingredienti di qualità: pochissima lavorazione, ma il mix di sapori è quello giusto.

3. Ai Cacciatori, Cavasso Nuovo (Pordenone)

Semifreddo di vaniglia

Semifreddo di vaniglia con zabaione caldo e cioccolato. Probabilmente se lo zabaione fosse stato leggermente più caldo questo dolce sarebbe stato per me il piatto della serata. Molto piacevole il semifreddo, vellutato, ottimo l’abbinamento con lo zabaione ed il cioccolato.

2. Tischi Toschi, Taormina (Messina)

Pecorino al cartoccioLuca Casablanca - Tischi Toschi

Il Pecorino al cartoccio è la semplicità al potere: un ottimo pecorino, poco stagionato, accompagnato dalle alici che rendono il piatto molto interessante insieme all’aroma di timo ed origano. Anche la presentazione ha riscosso particolare successo. In un ideale parallelo con la cena delle Tre Forchette ricorda il piatto di Cannavacciuolo, non nei sapori – ovvio – ma nell’idea: pochi ingredienti di qualità ben armonizzati.

1. Consorzio, Torino

Ravioli di finanzieraAndrea Gherra e Pietro Vergano - Consorzio

Ravioli di finanziera. Non è sempre facile metter d’accordo tutti i commensali, ma già al primo boccone questi ravioli avevano riscosso il consenso della sala. Il quinto quarto in una veste nuova, quasi elegante con un sapore deciso, importante ma lavorato con un maestria tale da poter risultare piacevole anche per chi non ama il genere.

Ora a voi: l’emozione di una serata e un solo piatto possono aver influito sulla classifica delle 15 migliori trattorie d’Italia?

[Luca Sessa. Immagini e collaborazione: Daniele Amato]

11 Commenti

    • Antonio,
      queste sono le 15 “migliori Osterie” secondo il Gambero Rosso, che le ha definite in questo modo. Alla cena organizzata ognuna di queste Osterie ha preparato un piatto, quindi abbiamo valutato solo quelle presenti alla serata.
      Ciao
      Luca

  1. Definire trattoria Pretzhof quando ci lasci ogni volta 70 € a persona per uscirne più affamato di quando sei entrato mi sembra oltremodo oltraggioso.

    Concordo invece sul Luccio della Locanda delle Grazie, ebbi la stessa impressione l’anno scorso.

    @Antonio: sono le quindici migliori trattorie secondo il Gambero Rosso e queste sono le foto dei piatti serviti alla cena di presentazione tenutasi alla Città del Gusto.

    • Credo tu abbia ragione, alcuni di questi locali hanno prezzi “importanti”; noi abbiamo però utilizzato la “definizione” assegnata loro dal Gambero Rosso che le ha valutate.
      Ciao
      Luxa

  2. Sono napoletano e per lessico e per carattere personale (insomma nessuno stereotipo…) non conosco la parola “rosicare”…forse con questo post “gastrolesivo” per la mia fame inizio a pensare di dover aggiornare quel vocabolario grammaticale ridotto che ho maturato sino ad ora…
    Ok, dicevamo R….Rosicare…atto dell’invidia e della logorazione personale dovuta ad un piatto che non si è assaggiato 😛 ehehheheheheh

  3. @Luca: condivido in pieno su Pretzhof…non capisco come mai lo abbiano mantenuto e come invece lo abbiano deciso di togliere Maso Cantanghel!

  4. “La Madia”, stupendo.
    Ancora più che la pecora, i primi. Io ho assaggiato gli gnudi, gli gnocchi ripieni di ricotta e i casoncelli: tutto sublime, ma dei casoncelli ho un ricordo che ancora mi insegue nei sogni.
    Poi: la loro selezione di formaggi. Come fate a menzionare la madia senza accennare ai loro splendidi formaggi?

    • EVK
      abbiamo valutato per ogni “Osteria” il singolo piatto preparato alla cena del Gambero Rosso. E’ chiaro che ognuno di questi locali ha piatti storici o selezioni di prodotti eccellenti, che cambierebbero la classifica.
      Ma il “gioco” consisteva soprattutto nel vedere chi riusciva con una sola proposta a dare il meglio.
      Ciao
      Luca

      • Mi offro per recensire i primi!!! :-p
        Io non sopporto la carne di pecora, scusatemi. Proprio è da quando son piccola…ci ho provato diverse volte, lo ammetto e lo assicuro, ma non ci riesco. Alla Madia mi son lasciata tentare dai primi e dai formaggi, visto che sono la mia passione, ma in effetti chi ci è stato ha detto benissimo del loro tipico cuz -si scrive così?- di provenienza locale. Mi pare che uno dei macellai fosse di Corteno, un paese in prov di BS vicino all’Aprica. Comunque osteria validissima, ci tornerò sicuramente.

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