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Le Hit rendono un’estate indimenticabile. O, almeno, identificabile.

Come una vacanza per un appassionato di gastronomia con i suoi inevitabili tormentoni.

In Cilento c’è la contrapposizione tra quantità e qualità come in ennemila altre località di vacanza. La costa invasa da villeggianti/vacanzieri detta legge con locali che puntano ai numeri e non prendono in considerazione la qualità.

Basta guardare alla mozzarella di bufala che molti si ostinano a chiamare cilentana. Difficilissimo trovare quella buona superata la linea maginot di Agropoli. Da Paestum non arriva se non in quantità ridotte e di pochissimi caseifici (in pratica, due). Bisognerà arrendersi a quella congelata che migliorerà la quantità non certo la qualità (e chissà se i caseifici buoni che la “esportano” oltre la Baia di Trentova saranno sempre due).

Cilento Vanity Fair

Ovviamente c’è un Cilento che migliora di giorno in giorno. Lo ha raccontato Vanity Fair, lo raccontiamo qui su Scatti di Gusto e provo a riassumerlo in 15 punti. Quindici eccellenze, come il ’15 dell’estate in corso, che indicheresti a chi vuole conoscere questo territorio attraverso il cibo.

Il Cilento in 15 eccellenze

Ciccimmaretati a Stio

1. C’è la sagra che ti fa amare la parola sagra. Non è una contraddizione per Ciccimaretati a Stio che finisce il 23 agosto nel castagneto. Si va per ceci, fagioli bianchi, cannellini, borlotti, lenticchie, grano, granturco, cicerchie e castagne.

gamberi

2. C’è la cucina d’autore e di territorio di Maria Rina al Ghiottone.

fior di latte mortella Cilento

3. C’è il fiordilatte nella mortella del caseificio Chirico.

pizza Delicata Franco Pepe

4. C’è la pizza di “importazione” di Nello Rossi che cura il temporary di Franco Pepe al Mister Marlin, lo stabilimento balneare a più alto tasso di gastronomia.

melanzane alla cilentana

5. C’è il cacioricotta dei Moresani.

impasto pizza da zero

6. C’è la pizza di Paolo De Simone a Vallo della Lucania.

alici fritte

7. C’è la cucina semplice e immediata di Pietro Schiavo al ristorante Boccaccio di Acciaroli che da più di 30 anni è il campione del mondo di turnazione dei tavoli (per dire, il 14 agosto a cena alle ore 21:30 erano stati già serviti 130 commensali…).

8. C’è la cucina domestica di generazioni diverse ma sempre attenta al territorio. Le melanzane mbuttunate di Negusina o la strepitosa zuppa di castagne e fagioli di Virna Luongo, moglie del sindaco di Cuccaro Vetere dove si è tenuto il Palio del Ciuccio.

olive ammaccate

9. Ci sono le olive ammaccate, presidio Slow Food, e come le fanno Gabriella Mazziotti del Sentiero a Galdo e Adele Petillo a casa (campionessa di marmellata di arancia e di limone) non le fa nessun altro.

Fiano

10. C’è il vino e visto che abbiamo citato Stio, per molti il borgo più bello del Cilento, come dimenticare il fiano di San Salvatore con le etichette disegnate da Pino De Nicola di Nju Comunicazione?

fiano tresinus san giovanni

11. Ok, c’è anche il fiano Tresinus di San Giovanni (e sono già due le etichette territoriali da abbinare alla migliore mozzarella di bufala).

panettone crema arancia Macellaro

12. C’è la pasticceria agricola di Pietro Macellaro che fa tante cose buone ma non ti dimentichi lo strepitoso panettone crema e arancia e la fantastica Perla Nera.

Pigna Santomiele Pigna Cilento Santomiele

13. C’è la Pigna di Santomiele che metto ora perché dopo Ferragosto per la serie feste comandate c’è Natale ed è meglio che vi prepariate a sapere cos’è perché è in edizione limitata (poi non dite che non eravate avvertiti – lo stesso vale per il panettone).

gelateria Di Matteo Torchiara

14. C’è il gelato super di Raffaele Del Verme che sta nella Top Ten. Non solo della Campania, ma dell’Italia intera e ci vorrebbe il teletrasporto per averlo anche oltre Torchiara.

babà gelato

15. E poi c’è lo spirito di contaminazione che ha portato un campione della pasticceria napoletana come Sabatino Sirica a farcire i suoi babà con il gelato alla crema e visciole di Cantiano preparato da Enzo Crivella. Un po’ di Napoli, un po’ di Sapri (dove c’è la gelateria di Crivella) e un po’ delle Marche da dove arrivano le ciliegie selvatiche.

preparazione babà babà vassoio

Fusion estiva che fa venire voglia di scodellare subito qualche babà (qui ci sono i video – parte 1 e parte 2 – in cui Sabatino Sirica spiega come fare il suo babà).

bagno babà babà bagno babà strizzatura babà Sabatino Sirica

Proviamo a mettere ordine alla sequenza con la bagna che è un rito goloso.

Enzo Crivella babà Sirica

E poi la farcitura espressa di Crivella.

Voi, intanto, avete qualche altra eccellenza o evento nel Cilento da suggerire ai nostri lettori spiaggiati tra Agropoli, Santa Maria di Castellabate, Acciaroli, Palinuro Marina di Camerota e Scario?

Una nota per rendere indimenticabile le vacanze 2015.

[Immagini: Vincenzo Pagano, Giulia Ubaldi/Facebook, Luigi Savino/Facebook]

5 Commenti

  1. Complimenti alla pigna con fichi TAROCCATI della SANTOMIELE abile IMBONITORE, il quale TRUFFA E SPECULA SULL’ IGNORANZA DEL CONSUMATORE VENDENDO A PESO D’ORO IL FERRO !!

  2. La Santomiele e’ tutto un bluff , trasforma e confeziona fichi di varie provenienze soprattutto turchi spacciandoli per fichi bianchi del cilento.

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