La stella Michelin del Don Geppi brilla intensa con risotto e pasta fresca alla Nerano

Mario Affinita

Per chi ha seguito Scatti di Gusto sa dei valori messi in campo. Don Geppi a Sant’Agnello è il ristorante in Costiera Sorrentina che mi ha conquistato da subito e che ha ricevuto il consenso di molti lettori.

E soprattutto ha conquistato la sua prima stella Michelin con piatti divertenti e molto equilibrati.

Non tutta la critica, a onor del vero, si è accorta del fenomeno Mario Affinita, anzi, del team Mario Affinita – Lucio D’Orsi – Giulia Rossano, ma è probabile che faranno marcia indietro e aggiorneranno velocemente i loro taccuini.

Chi va avanti sparato come un monocarena da competizione è proprio Affinita che, semmai ne avesse avuto bisogno, si è ancor più elettrizzato per la stella Michelin.

Tanto da sorpassare anche se stesso e le sue creazioni preparate in vista della riapertura e che avevo assaggiato sul finire dell’anno scorso.

Tre mesi non sono trascorsi invano. Mario Affinita, come da sua tradizione, è andato a fare uno stage in terra straniera per ampliare il bagaglio di conoscenza. E da Barcellona è tornato con un baule.

Derbusco Cives Franciacorta

La sua cucina è esplosiva e, vedrete, vi sarà difficile stargli dietro. Io ho praticamente deciso di eleggere domicilio estivo al Majestic, l’hotel che accoglie la piccola sala del Don Geppi (consiglio spassionato: prenotate adesso per questa estate) e i suoi ospiti con grazia e garbo.

Il team ha riaperto cucina e sala il 1 aprile dopo l’avvio di Pasqua dell’hotel e ho fatto una veloce capatina spinto dai gridolini di soddisfazione dei commensali che si sono succeduti in queste due settimane.

nuovo menu Don Geppi stella Michelin

La piacevole certezza di ritrovare le cose più care è la nota di fondo. Giulia Rossano, architetto, cambia in misura tranquilla. Un piccolo gesto, come per il layout del nuovo menu.

finto pomodoro

E il finto pomodoro che a occhio e croce vanta già numerosi tentativi di imitazione.

pane burro alici Don Geppi

Come il pane e burro che da dolce con marmellata passa a salato con alici. Croustillant.

brioche croccante genovese

Altra piccola certezza è la brioche croccante alla genovese, il modo diverso per godere del condimento di tradizione partenopea senza dover affondare i rebbi negli ziti per la gioia dei non pastaioli.

pane e burro olio extravergine di oliva e pane

Il “cestino” del pane è anche lui granitico piacere con la baguette dei miracoli, il minicasatiello e l’accompagnamento dei tre burri.

olio Carpellese Madonna dell'Olivo

O dell’olio extravergine di oliva che ha una carta dedicata. Noi ci siamo lasciati tentare da un Carpellese di Madonna dell’Olivo di Serre nel salernitano.

La tecnica per evitare di spazzolare diversi taglieri è conservare il casatiello dopo la piccola pasticceria.

tartare di tonno

Mario Affinita avvia l’antipasto di questa veloce cena con la tartare di tonno con crosta di alghe nori e maionese di olive taggiasche. Un crudo che convincerà anche chi è riluttante davanti al pesce non cotto.

risotto gamberi

E come accenni a questo modo di essere diverso con un piatto della serie “ci vuole solo la materia prima” (e non è vero), ecco il colpo di grazia a tutte le convinzioni della cucina a sud. Il risotto con infuso di gamberi grigliati, spugnole e trombette è un piatto da antologia che azzera i pregiudizi sulla capacità di cottura, sul risotto alla pescatora, sull’idea che a Napoli siano soltanto “maccaronari”. Splendido e da non farsi mancare nel percorso.

tortelli alla Nerano

Non c’è due senza tre. Nel fulmineo capitolo del diversamente piatto, dopo tartare e risotto, arrivano i tortelli alla Nerano. Un altro moloch della tavola del sud è la pasta con le zucchine, appunto alla Nerano, di cui Affinita è cultore e innovatore (una sua ricetta ha generato più di una discussione). Io vi dico solo: assaggiatelo. Di più, venite apposta e fatevene preparare una scafarea.

pollo arrosto Don Geppi

Se siete diversamente orientati in questo tratto di costiera che rifulge di stelle Michelin portando la Campania nell’empireo delle tavole top, un piatto di pollo potrebbe sembravi intonato. Se il pollo alla cacciatora rischiava di diventare il best seller, questo pollo arrosto con cipollotto e polpetta croccante vi piacerà quanto un piccione di scuola francese. Ricordatemi solo chi ha sdoganato con tanta forza il volatile nostrano nell’alta cucina.

schiuma di latte e passion fruit

Percorso breve, come detto, e si arriva al pre dessert. La schiuma di latte ghiacciato e passion fruit resetta per il dolce.

Maremisù

E per chiudere il gioco del diversamente piatto ecco il dolce. Il Maremisù è davanti a te e per un attimo l’immagine è quella che arrivava dalla maschera guardando gli scogli di Marina del Cantone con le “verdure” di mare mosse dalla corrente e dai pinterrè. Il dolce sa di caffè e di callosità. È buono ed è il gioco dell’estate di Mario Affinita.

Provate a indovinare cos’è questo vegetale. Lo troverete alla tavola del Don Geppi che vi fa sentire come a casa vostra.

Spenderete molto bene e non solo il vostro tempo: i menu degustazione vanno dai 65 € della Tradizione ai 100 del percorso di sette portate dello chef. Affidatevi alle sue cure.

Lucio D'Orsi vino Vouvray La Dilettante Domaine Breton

E poi affidatevi alle cure di Lucio D’Orsi anche dopo i vini della cena (vi segnalo solo lo chenin blanc del Domaine Breton). Il suo bar trabocca di tante cose buone con cui prepara il saluto d’eccellenza a base tonic. Questa volta con la vodka toscana VKA.

Buon inizio di bella stagione a tutti.

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Don Geppi. Corso Marion Crawford, 28. Sant’Agnello (Napoli). Tel. +39 081.8072050




- lunedì, 18 aprile 2016 | ore 10:25

4 commenti su “La stella Michelin del Don Geppi brilla intensa con risotto e pasta fresca alla Nerano

  1. Sono dei ladri patentati, il cibo anche se lavorato con arte non può costare 100 euro, è un modo per dire tu non te lo puoi permettere e vattene a mangiare la pizza…..io gli applicherei tasse al 60% perchè guadagnano il 300%.
    Che schifo !!!

  2. Dipende DOVE e da CHI si va a fare una PIZZA.
    Perché anche la pizza si sta trasformando …
    …da CIBO POPOLARE…
    …a CIBO COSTOSO e non accessibile a TUTTI.
    .
    Caro RED, ma questo non interessa a molti.
    .
    Viviamo in un’epoca di sfrenato individualismo
    priva di solidarietà ed etica.

    E’ l’EPOCA dell’ENOGASTROCINISMO.
    .
    Quando leggo la parola ETICA nei food blog
    sento l’odore dell’ipocrisia.
    .
    Gravi responsabilità sono in primis di Slow Food.
    .
    Ma non è emerso ancora il ruolo di questa multinazionale del gastro-marketing..

    • Red e Renato: grandi critici!!!! Impressionate dimestichezza con i piatti!!! Complimenti!!! Farò tesoro delle vostre osservazioni!!! Impeccabili!!! Cultura immensa!!! Dimestichezza col cibo esuberante!!! Basta?

  3. Se ti spieghi meglio, posso replicare meglio 🙂
    PS
    Nell’attesa…
    .
    Cos’è un DIBATTITO ?
    .
    Dovremmo discutere di cosa è un dibattito.Come si dovrebbe svolgere.Quali regole.Quali limiti.Ecc…Staremmo giorni e, probabilmente, 10 persone non troverebbero un accordo su tutto.
    .
    Comunque, per me, un dibattito non può limitarsi a dei like.
    .
    Questa è la fine della libertà di espressione del proprio pensiero.
    .
    E’ l’atrofizzazione del pensiero critico.
    .
    E’ quello che sta avvenendo.

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