osteria Ca' del Vento Venezia

A Venezia conoscete già i migliori bacari di cui via abbiamo fornito una classifica con una Top 12 e una classifica più ampia divisa per sestieri.

Il bacaro è la tavola della tradizione per eccellenza, ma Venezia è luogo di contaminazione e vi voglio parlare di una nuova nuova osteria piena di charme che capovolge il menu dando spazio alle prelibatezze pugliesi e permette “intrusioni” locali.

L’Osteria Ca’ del Vento è gestita da tre soci.

In cucina c’è Antonella Pugliese, pugliese – di nome e di fatto – di Molfetta, ma adottiva veneziana, in cucina da oltre quindici anni che quindi è chef e socia.
Ha fatto della sua passione un mestiere. Cucinava per gli amici a casa poi ha seguito corsi di cucina ed è stata in cucina con Antonio De Rosa e Marco Brink.

Tra le sue specialità è la tagliata di tonno al sesamo e marmellata di cipolla rossa di Tropea e salsa di soia (marmellate, salse e sott’aceti vengono fatti direttamente da Antonella), i ravioli ripieni di burrata e branzino con pomodori confit che vengono caramellati e cotti per lungo tempo a bassa temperatura, dopo esser stati preparati con zucchero, sale, pepe, olio e spezie e cotti in forno e poi cicoria e favetta, cavatelli con cozze, timballo di riso patate e cozze.

Sul fronte veneziano ci sono le tagliatelle alla rapa rossa di Asiago e semi di papavero e l’intramontabile fegato alla veneziana con cannella.

L’osteria si fornisce sia di prodotti locali freschi a km zero come il pesce e le verdure di stagione del mercato di Rialto, che di prelibatezze in arrivo direttamente dalla Puglia come le olive, il pane ed i taralli di Altamura, le burrate di Andria.

La stagionalità è rispettata, quindi se avevate idea di assaggiare le orecchiette con le cime di rape dovrete attendere il momento giusto.

Potete usarlo anche come bacaro per l’aperitivo da consumare ai 6 tavoli esterni che godono di un suggestivo scorcio sul canale della Giudecca e sul Mulino Stucky, accarezzati proprio da quella brezza da cui il ristorante prende il nome, nell’omonima calle del vento. Lo spritz comodamente seduti ed accompagnato da ottima focaccia pugliese vi costa 5 € e su richiesta vengono serviti anche piattini di cicchetti veneziani e pugliesi.

Io ho assaggiato focaccia, cavatelli con cozze e pomodorini (11 €) e mini zeppole pugliesi (che assomigliano a quelle napoletane) e ne sono rimasta estasiata.

La spesa media si attesta sui 45 €.

E ora attendo di conoscere le vostre di preferenze in fatto di commistioni lungo l’Adriatico.

Osteria Ca’ del Vento. Dorsoduro 1518/A. Calle del Vento (San Basilio). Venezia. Tel. +39 041.8501909

10 Commenti

  1. Conosco Molfetta, bella città di mare a Nord di Bari.
    .
    E conosco anche le Fondamenta Zattere (vicinissima al ristorante):
    permettono, secondo me, una delle più belle e…lunghe… passeggiate di Venezia.
    .
    Mi ha fatto piacere questa commistione tra le 2 città dell’Adriatico.
    Ci sono tanti piatti tipici della cucina barese che verranno apprezzati.
    .
    Voi sapete che Bari è famosa , anche, per i polpi.
    Ma c’è una preparazione del polpo tipica di Molfetta:
    polpo patate e bacon.
    Chissà, forse, i Veneziani e i turisti l’apprezzerebbero.
    Auguri.
    PS
    Amo le città di mare, ci ho vissuto.
    Ma a Venezia c’è un modo esclusivo di vivere il mare.
    Stai sul mare, stai nel mare…e con tutto quello che c’è attorno.
    E il solo pensiero mi emoziona.

    • uhm sono di Molfetta e non ho mai sentito la ricetta “polpo patate e bacon” (anche perché penso non ci sia un maiale in tutta molfetta).
      Me la potresti illustrare?

  2. Grazie Antonio per la sua testimonianza. Sono felice che abbia apprezzato l’articolo è onorata che lo stesso l’abbia emozionata. Le zattere è uno dei posti più belli ed emozionanti di venezia e quest’angolo di Puglia nel cuore della città, sono certa, darà grandi soddisfazioni ai tre soci.

  3. Se digiti “Molfetta polpo patate bacon” il motore di ricerche dà quasi 1000 risultati.Addirittura anche del rinomato Istituto Alberghiero di Molfetta
    .
    Ma la tua osservazione è giusta per 2 motivi.
    1 Prima di tutto per il BACON.
    Se fossimo in Calabria 🙂 (che conosco bene) non ci sarebbe nulla di strano.
    2 E’ nemmeno la ricetta fa parte di una tradizione antica di Molfetta.
    .
    La Storia di questa ricetta, per come la conosco, non è innanzitutto una bufala: in centinaia di miei commenti nei food blog ho tentato di dire cose che conoscevo e, quindi, vere…per me.
    Non racconto balle:
    cerco di alterare…il meno possibile…la realtà.
    Certamente ho una mia INTERPRETAZIONE dei fatti.
    Chi…scrive molto e mente…prima o poi si capisce che è una persona non credibile.
    .
    Ebbene, a quanto ne so, è un’invenzione di un ristorante molfettese di qualche anno fa e che, poi, ha avuta un discreto successo locale
    in altri ristoranti innanzitutto e poi, magari, in famiglie molfettesi che l’hanno conosciuta.
    A Bari, che è a pochi km. da Molfetta, non la trovi nei menù.
    .
    Insomma, per fare il paragone, è un fenomeno “simile” alla Pastiera di Annetta del ristorante Al Pescatore (che conosco) di Bari
    descritto qui, su SdG, da Ornella Mirelli 🙂 , presente anche ora sul blog.
    .
    Quindi, per concludere:
    1 mi ha fatto piacere la tua gentile osservazione perché contiene elementi interessanti che
    2 esigevavo un approfondimento.Ho tentato di dare delle spiegazioni…in base alle mie conoscenze…non virtuali: non è una notizia scopiazzata sul web ma ho mangiato davvero quel piatto a Molfetta.
    3 Ma se c’è qualcuno che sappia un’altra verità lo dica.
    Non ho difficoltà a dire: mi sono sbagliato.Ho creduto ad una bufala e ve l’ho raccontata: scusatemi.
    .
    Ti saluto con simpatia sincera

  4. 2 E’ nemmeno la ricetta fa parte di una tradizione antica di Molfetta.
    .
    E
    se trovate altri errori correggeteli.
    Forse, dovremmo arrivare a non sentire più questo bisogno di correggere delle distrazioni…ma anche errori…degli ALTRI.

    • Ciao mi intrometto ad una interessante discussione culinaria.
      Per quanto mi riguarda il piatto molfettese non è altro che una rivisitazione del piatto originario . Ben vengano le novità, anche io ho rivisitato patate riso e cozze con l’utilizzo di erbe aromatiche che farebbero rabbrividire le cuoche baresi ,ma vi assicuro è da provare!
      Ciao Antonella

      • Verrò presto ad assaggiarlo, magari in compagnia del sig. Antonio ?
        Grazie Antonella per il tuo prezioso intervento e per averci chiarito il tutto.

  5. Bellissimo post,dettagliato e divertente da leggere,grazie Silvana ci hai convinti…”toccherà” provrare la nuova cucina pugliese-serenissima!

    • Grazie Marisa, è sempre un piacere andare alla scoperta e recensire nuovi posti, sopratutto qui a Venezia che come sai, essendo una città così turistica, non sempre le aspettative rispecchiano la realtà. Ammetto che Ca’ del Vento mi ha conquistata. Finalmente un posto dove poter mangiare (e far conoscere) anche le zeppole!!!! ?

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