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Astice, non aragosta. Astice, astice, astice: devo ricordarmelo.

Dopo un po’ di self-training, la prima parola che ho pronunciato da Lovster&Co a Milano è stata “aragosta”. Vabbe’.

Lovster&Co è un’arag… un’asticeria (??) aperta già da qualche tempo – no, siamo precisi: da Dicembre 2015 in una traversa di via Vittor Pisani (siamo fra la Stazione Centrale e piazza della Repubblica, per i lettori foresti).

Come suggerisce il nome, l’idea è quella di unire l’amore love per il lobster, l’astice (americano), e il pubblico manducante italico. E l’idea di cui sopra è di Massimo Turturro, che ha ideato questo locale bello, grande, stile mattoni-a-vista / minimal / tante bottiglie in giro / calore e simpatia (e simpatico lo è, Massimo, anche se con una minima punta di troppo di battutine: forse perché mi aveva invitato lui, o forse perché sto diventando un vecchio bisbetico).

Arag-Astici, quindi, che arrivano dal Maine e dal Canada entro 90 ore dalla pesca, e finiscono nel grande acquario, pardon, vivaio professionale, con doppio filtraggio, termoregolazione e così via.  E da lì direttamente o quasi sui tavoli, in una serie di piatti (tutti a 25 €) che contengono ciascuno un intero astice.

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A parte il lobster, anzi, Lovster Roll: un panino con (solo) mezzo astice. Lo avevo mangiato mesi fa, curioso di ripercorrere il lato milanese del lobster tour di Valentina – impresa naufragata di fronte alle migliaia di cose da assaggiare a Milano di questi tempi. Non mi era affatto dispiaciuto – ma mi è sembrato che in realtà nell’insieme mezzo astice fosse un po’ poco.

astice

Invece, l’astice della mia cena era proprio della giusta quantità: intero, con tutte le sue zampe chele o cosa cavolo sono – e ben cotto (la cottura può essere al vapore o alla brace), e ben presentato (contorno e burro chiarificato), e che buono, e ho aperto e…

E ne avrei mangiato un altro, non fosse che prima Massimo mi aveva fatto portare un piattino di ravioli di capesante con riduzione di astice: un piatto robusto e saporito, soddisfacente direi.

Il menu di Lovster&Co a base di astice

piatti-lovsterlovster-roll

Ecco cosa potete scegliere

  1. Linguine Lovster
  2. Catalana
  3. Lovster Tempura (ovvero, un astice alla giapponese)
  4. Surf & Turf (metà astice, metà di filetto irlandese: mi incuriosiva, ma no, meglio l’astice per i fatti suoi – forse)
  5. Lovster Roll, un sandwich con mezzo astice, salsa segreta e bacon croccante
  6. Curry Lovster Indian Style
  7. Yum Kum, una zuppetta thailandese al profumo di cocco
  8. Crab Roll, un panino a base di Blue Crab (mi si dice ce ne siano 180 grammi…).

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Le descrizioni sono invitanti, astici e aragoste mi piacciono moltissimo peraltro; e a 25 € non è per niente male: fra i concorrenti (ma nessuno propone menù di soli astici) il Corallo Lobster Bar propone linguine e lobster roll (con astice e granchio) a 28 €, e l’astice al vapore a peso; mentre il Fishbar de Milan ha in carta un Maine Lobster Roll in una versione forse più gourmet a 27€.

Lobster Rolls Ham Holy Burger

Più economico invece quello proposto da Ham Holy Burger: 18 € (lo abbiamo segnalato anche nella nostra classifica degli hamburger migliori di Milano, anche se non è un hamburger…).

aperitivolovster

Volendo poi prolungare l’esperienza a base di lobster, da un paio di mesi (ok, ok: da ottobre 2016) è possibile anche prendersi anche un aperitivo a base di astice, granchio e crostacei – 10 €.

E il menu di mezzogiorno (anche al sabato e alla domenica sera), con i piatti del menù in versione mezzo astice, viene 13 €.  A ribadire che l’astice è tutto sommato un piatto accessibile.

Giusto per completezza: esiste anche un’altra specie di astice, europea (si trova anche nel Mediterraneo, a est di Creta), molto simile al cugino americano – e a detta di alcuni più saporita. E l’astice e l’aragosta non sono nemmeno lontanamente parenti, appartenendo a due generi e due famiglie (Nefropidi e Palinuridi rispettivamente) diverse – un po’ come Capuleti e Montecchi (ovvero, hanno in comune l’essere comunque crostacei decapodi), o meglio come cane e gatto.

Lovster&Co. Via Caretto, 4. Milano. Tel. +39 0291676747. 

[Immagini: Lovster&Co, Marco Giberti, iPhone Emanuele Bonati]

4 Commenti

    • Gentile (insomma…) Federico
      cosa ti fa pensare che noi non siamo obiettivi? Il fatto che a te possa non essere piaciuto Lovster non vuol dire che noi abbiamo mentito – può essere stato un caso, un cuoco diverso, un prodotto meno buono, un errore in cucina, una giornata storta loro o tua o mia o chissà che altro. Tutte cose irrilevanti.
      Io racconto un locale, dico com’è e cosa ho mangiato, e se mi è piaciuto o meno: ma il dato importante è che c’è questo locale, con queste caratteristiche. Se ti incuriosisce, puoi provarlo ed esprimere, anche qui, le tue opinioni. Che qui non leggo: ovvero, dell’inutilità di un commento.
      Rifare un check? L’articolo è di un anno fa, e certamente potrebbe essere successo di tutto, da un cuoco nuovo a un menù a base di lamprede anziché astici: non abbiamo una struttura in grado di monitorare periodicamente tutti i locali di cui parliamo, purtroppo, a volte torniamo, specie se siamo a conoscenza di qualche novità, a volte no. La nostra è comunque sempre una fotografia, anzi un’istantanea: il punto di vista, la distanza, il gusto sono quelli individuali, non sono un assioma. Certo, il fatto che abbia anche punteggi alti sui vari siti di recensioni e così via, al netto di tutte le riserve possibili, fa pensare che comunque tanto male non sia…

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