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Ha aperto a febbraio al Mercato Centrale “la pizza” di Pier Daniele Seu.

In veste di talent scout è Gabriele Bonci, affermata personalità nell’ambito della panificazione, a consigliare l’entrata del giovane pizzaiolo romano che ha ricevuto la benedizione di Umberto Montano, Presidente di Mercato Centrale.

All’interno del Mercato, dominato da grandi nomi (da Callegari a Glowig), si insedia il pizzaiolo dal volto nuovo e fresco. La giovane scommessa però ha tutte le carte in regola per farsi valere con tanta sostanza.

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Il motto della venue gastronomica italiana è “la bontà è elementare“, massima effettivamente interpretata da Pier Daniele che propone una prodotto semplice e di qualità, a partire dall’impasto, preparato con un blend di farina 00 tagliata con un quarto di tipo 1, resistente ma digeribile.

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La lievitazione poi è lunga e controllata e permette alla pasta una crescita costante evitando che gli alveoli implodano.

Mulino Caputo

Il menù offre tre pizze fisse tutto l’anno (margherita, marinara e capricciosa) a cui sono affiancate due stagionali. I prezzi (pur sfondando la barriera psicologica dei 5 € del prezzo del rinomato disco di pasta) sono accessibili, a partire dai 7 € della Marinara per finire ai 9.50 € del cavallo di battaglia dell’Amatriciana.

Ciò che più colpisce nella cucina de “la pizza” è la meticolosità con cui vengono preparati i piatti. Una precisione che viene ripagata dagli sguardi incuriositi dei passanti davanti al prodotto e più di una volta mi è stato chiesto da dove provenisse la focaccia che stavo gustando.

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Il mio primo assaggio è per l’usuale benchmark di riferimento, la margherita condita con pomodoro San Marzano DOP e mozzarella del Caseificio “il Castello”. Qui c’è lo zampino di Gabriele Bonci che mette a disposizione la sua schiera di fornitori.

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Il caseificio, che non riusciva a sostenere l’attività, ha trovato nei punti vendita del Gigante Panificatore un importante cliente. Lo stesso latticino si trova quindi sia nelle preparazioni di Bonci sia in quelle di Seu, una vera garanzia della genuinità degli ingredienti.

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La pizza è cotta al punto giusto e la preparazione “a bocca di forno” (che gioca brutti scherzi se non tenuta d’occhio) regala una accentuata croccantezza al cornicione.

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Non troppo sapida la margherita è una proposta solida al prezzo di 8 €.

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Non è da meno la pizza fritta, o quella che a Roma viene comunemente chiamato Calzone, farcita con ricotta e mortadella viene spolverata con noce moscata. La temperatura dell’olio è controllata costantemente a riprova della diligenza dello staff.

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Una ricerca della tradizione e dei sapori tipici capitolini che unge le mani e si scioglie in bocca con una bella esplosione di gusto.

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Si attesta sui 9 € e se il prezzo non vi spaventa forse vi è un solo difetto (se tale possiamo considerarlo); è abbastanza carica da soddisfare largamente l’appetito di una persona (anche il mio!) e magari anche due.

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Ciò mi ha impedito di continuare ad assaggiare ma non di osservare lo zelo messo nelle preparazioni della Capricciosa

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e dell’Amatriciana.

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Pier Daniele Seu mi ha convinto con la sua volontà di cambiare nei fatti la scena gastronomica romana e guadagnarsi la fiducia dei clienti.

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