Il nuovo corso della Guida Michelin è iniziato con la bella presentazione di Parma (e non più Milano) e con una ventata di novità come i nuovi premi degli ispettori al migliore giovane chef e al ristorante di qualità nel tempo.

E ora nell’ambito dell’Atelier des Grandes Dames, tributo alle donne dell’alta ristorazione voluto da Veuve Clicquot, Michelin assegna il premio Donna Chef 2017 a Caterina Ceraudo del Ristorante Dattilo, Strongoli, una stella Michelin dal 2012.

Ecco le motivazioni.

Giovane chef calabrese, classe 1987, come la giovane Madame Clicquot Caterina Ceraudo prende in mano le redini della sua “maison” nel 2013 confermando da subito la stella, il ristorante di famiglia al centro di un’azienda agricola biologica dove orti, vigneti e uliveti forniscono i prodotti per la sua cucina del territorio, semplice e ricca di sapore.
Per gli ispettori Michelin, quella di Caterina è “una cucina moderna e allo stesso tempo non complicata, in cui il sapore è spesso bilanciato da giuste dosi di acidità e dolcezza”.

Giovane, creativa, determinata, Caterina rappresenta una bella storia italiana di imprenditoria al femminile.
Il premio speciale Michelin Donna chef 2017 si inserisce tra i premi assegnati da Michelin in occasione della presentazione della 62a edizione della Guida Michelin Italia, lo scorso novembre, quale riconoscimento di storie di italiani che contribuiscono all’eccellenza del patrimonio culturale del Bel Paese: i premi Giovane Chef Michelin Italia 2017 e Qualità nel tempo Michelin Italia 2017, assegnati rispettivamente a Federico Gallo, Locanda del Pilonem, Alba, e al Ristorante San Domenico, Imola.

Che la Calabria sia sugli scudi lo testimonia l’interesse dimostrato per il progetto Cooking Soon che ha messo in evidenza 8 giovani chef tra cui proprio Caterina Ceraudo (oltre a Gennaro Di Pace che ha conquistato subito i palati più giovani).

Un premio che si colora di rosa e che vuole controbilanciare in un certo senso l’assegnazione delle stelle Michelin 2017 andate quest’anno solo ad uomini.

Forse non ha senso parlare di quote rosa anche se Veuve Clicquot, casa produttrice di champagne lanciata da una donna (Barbe Nicole Ponsardin, che la prese in mano a 27 anni, nei primi dell’Ottocento) ha lanciato, l’anno scorso, l’Atelier des Grandes Dames, una rete di cui per ora fanno parte 13 chef (Caterina Ceraudo, Martina Caruso, Maria Cicorella, Tina Cosenza, Michelina Fischetti, Giuliana Germiniasi, Antonia Klugmann, Isa Mazzocchi, Aurora Mazzucchelli, Fabrizia Meroi, Anna Tuti, Marianna Vitale, Mara Zanetti) spinge sull’acceleratore in questa direzione.

Caterina Ceraudo, in una lunga intervista al Corriere della Sera, parla proprio della necessità di guardare al merito e non al genere e di premiare il talento anche se in questa fase è necessario far emergere più donne possibili per consentire alle giovani iscritte agli istituti  o alle scuole di cucina di puntare in alto senza avere paura.

Un messaggio che arriva da lei che ha quando ha capito di voler diventare chef si è gettata a capofitto nell’avventura frequentando la Scuola di alta formazione di Niko Romito per poi gestire sei anni fa il ristorante di famiglia da sola, a 24 anni, con due aiuti e basta.

“Per secoli e ancora oggi, nella maggior parte delle famiglie, a cucinare erano e sono le donne. Il problema subentra quando si passa al livello professionale: tante lasciano perché temono di non riuscire a conciliare la cucina con la vita privata e perché il contesto non le supporta. C’è una specie di pregiudizio negativo sulle donne che si dedicano solo o maggiormente al lavoro”.

Una situazione che deve cambiare e che questo premio al talento di una donna può cambiare.

La strada nella ristorazione è ancora lunga e non è l’unica a dover essere percorsa. Scatti di Gusto ha fatto scoppiare il problema degli stage e dello sfruttamento dei più giovani nelle cucine e in sala. Un tema riproposto e che merita di ricevere ancora più luce.

Basteranno premi e trasmissioni televisive come Report per capovolgere i termini della questione?

Caterina Ceraudo, prima donna a ricevere un premio dalla Michelin, ha dimostrato che si può fare.

[Link: Corriere della Sera, Scatti di Gusto. Immagini: Tessieri, Identità Golose]

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