Carlo Cracco ha vinto. L’attesa in fondo non è stata lunga per l’apertura del nuovo ristorante in Galleria a Milano. Bravo.

Un anno e mezzo, più o meno: tanto c’è voluto al Ristorante Cracco per percorrere i 300 metri che vanno da via Victor Hugo alla Galleria Vittorio Emanuele, fra voci e illazioni, la perdita della stella Michelin, che sarà un bello stimolo per questa ri-apertura (non è un nuovo ristorante, è il “vecchio” che si è spoatato), l’apertura di Garage Italia con Lapo Elkann, il matrimonio (a proposito, auguri!), il finto funerale messo in scena a Masterchef, che non deve essere stato troppo gradito, ma che magari sarà di buon augurio.

E finalmente ci siamo: tutti in fila all’ingresso di via Silvio Pellico 6, quello riservato agli eventi, che si terranno all’ultimo dei 5 piani, per 1118 metri quadri, che Cracco ha pensato e diviso in (dal basso verso l’alto) cantina, bar caffetteria bistrot (piano terra, quello con l’affaccio in Galleria), ristorante, Salone Particolare (per gli eventi), laboratorio di pasticceria, chiuso al pubblico, regno di Luca Sacchi).

Ma non vi vogliamo tenere sulle spine.

Ecco l’antipasto di Scatti di Gusto: la carta del nuovo ristorante con il menu degustazione.

39 Commenti

    • Hai ragione, dei poracci.
      E diciamoglielo: George vi schifa!
      Dove finiremo, Signora Contessa, se anche i povery possono permettersi di criticare il nostro cuoco di casa!

      • In realtà per essere monostellato è sopra la media.
        Diciamo che qui paghi il nome e il luogo, quindi ci sta.
        Io ho già prenotato.

        • Il luogo è pietoso, secondo me ovviamente.
          Io considero quei luoghi una istigazione al suicidio.
          Felicissimo che piacciano a tanta gente, io mi trovo meglio in libertà.
          Ma si sa che marionette e schiavi privi di gusto estetico abbondano a Milano e in altre carceri per bovini ammaestrati.
          Senza offesa, ovviamente, è soltanto una opinione un po’ fuori dal coro.

  1. chiedo scusa.. non è questione d invidia.leggo con curiosità semmai..poi penso che con i miei 1000 euro di stipendio non potrei mai permettermelo e tutto sommato neanche mi spiace piu di tanto..e sinceramente pensando alla caritas e alla sua mensa penso al divario che purtroppo c è ancora tra la gente .. che se non erro.. la gente ..siamo noi. detto ciò,lunga vita a Cracco e alla sua nuova attività..spero in qualcosa di più anche x tutti gli altri/noi. saluti.

  2. L’unica cosa difficile da giustificare con la qualitá mi sembra la frutta a 36 euro… A parte Cracco, che sará sicuramente un’eccellenza, stiamo mica confondendo la qualitá col brand?

  3. Dieci anni fa pagai il menu degustazione in via Hugo 160 €uro, considerando la nuova location avrebbe potuto chiedere di più.

    Noto che per ora manca un degustazione con meno portate intorno a 120 €uro.

  4. Costo materie prime:
    Le materie prime sono solo 1/3 del costo
    Poi se però anziché una materia povera c’è il caviale c’è un + 50 90%

  5. liberi di spendere come credete, ma non capite che si arricchiscono prendendoci per i fondelli? piatti artistici con un cucchiaino di contenuto. però fa molto inn!!!

  6. Nell’ordina si paga: il nome, l’affitto, il personale, la materia prima, gli inviti e i cadeau per gli amici. Inutile prendersela. Ci va chi se lo può permettere e il giudizio sul rapporto qualità prezzo oramai è inutile. Siamo in un mondo a sé. La realtà non è di casa in questo mondo che può.

  7. Ma dopo tutto cio…il bello é che oltretutto magari andate via con la fame!…bello pagare tanto per mangiare poco, ma il mondo è dei furbi Cracco fa bene…
    Io farei uguale … Anzi io metterei il pollo allo spiedo se mi chiamassi Cracco a 180 euro perché di qualità
    Ovvivamente

    • Il tuo punto di partenza, come quello di molti commenti, è sbagliato. Così come non vado in un ristorante di specialità egiziane a chiedere le lasagne e gli arrosticini, allo stesso modo non vado in un ristorante stellato pensando di mangiare tanto quanto in un all you can eat. Oggi, grazie anche a Internet, puoi quasi sempre vedere online com’è un ristorante, com’è il suo menu, chi è lo chef, quante stelle o cappelli ha, il prezzo dei suoi piatti, e vederne le foto (anche qui su Scatti di Gusto, ovviamente). Non esiste che uno passi in Galleria, veda Cracco o Savini, con i menu fuori, e dica chissà che posto è, mi ispira, andiamo a farci du’spaghi e ‘na pajata – perché gli spaghi sono davvero due di numero (*ironico), e la pajata è una spuma, magari. Si tratta di una cucina diversa – e non puoi non saperlo, se decidi di entrare da Cracco, o dalla Mazzucchelli a Bologna, per fare un altro esempio di attualità, e non puoi dire “non pensavo di mangiare così poco, mi hanno derubato” – puoi discettare sulle quantità, al limite (che è comunque un approccio sbagliato al ristorante in cui sei entrato).
      Cracco non è furbo nel senso che intendi tu – è bravo, molto, fa il suo lavoro, e decide quanto farlo pagare. E tu, che conosci Cracco o la sua fama, e hai abbastanza soldi per permettertelo, vai e mangi. E se hai ancora fame – bene su Scatti ti indichiamo un sacco di posti dove andare in zona per placare il tuo eventuale appetito residuo

    • se dici “andate via con la fame” è evidente che non ci sei mai stato… di norma io e mio marito prendiamo un antipasto a testa, un primo-o-secondo a testa e un dessert in due… e tra “benvenuti dalla cucina” e assaggini vari, usciamo letteralmente rotolanti 🙂 Tutto delizioso, e ti assicuro che di fame te ne resta poca pure per il giorno dopo!

  8. Riferendomi a commenti riguardanti prezzi e quantità, non è questo il punto rilevante della questione. Mangiare da Cracco è un’esperienza, non vai per riempirti la pancia, ma per assaporare degli abbinamenti e dei sapori che solo Cracco propone. Per quanto riguarda il lato economico, invece, penso che chi non ha le possibilità economiche (come me) per andare a mangiare da Cracco abbia altri problemi per la testa a cui pensare, di sicura maggior rilevanza. In ogni caso, Carlo Cracco non ha mai obbligato nessuno ad entrare nel suo ristorante, quindi non so nemmeno fino a che punto lamentarsi in anticipo od indignarsi per ciò che offre…

  9. Ci vado ogni anno per natale, da anni e anni e anni (ovviamente quest’anno sarà il primo nel nuovo locale) e la qualità, la quantità, la varietà, l’esperienza sono impagabili. Probabilmente non potrei permettermelo più di una volta all’anno, ma dei soldi che ci lascio annualmente non ho mai rimpianto un solo centesimo. E’ un piacere assoluto, ne esco entusiasta ogni volta.

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