Carlo Cracco con il suo Cracco in Galleria è partito per la ri-conquista della seconda stella Michelin, persa quest’anno.

Lascia pochi dubbi l’intervista all’Huffington Post.

Carlo Cracco e la stella Michelin persa

Che sia “graniticamente” già pronto a tornare in alto è testimoniato dalle sue parole in proposito alle sensazioni provate sulla stella Michelin persa:

Non so come sia da fuori, ma dentro di me non è cambiato nulla. Continuo a lavorare per fare cose belle e per realizzare progetti che possano lasciare un segno, che possano dare e restituire qualcosa alla città che mi ha accolto, e che possano fare felici i miei clienti, che sono sempre il centro del mio lavoro e quelli da cui arrivano le soddisfazioni migliori

Anche se non è riuscito a comprendere il significato della perdita di una stella Michelin in termini pratici:

Non te lo so dire. A me è capitato in un momento di cambiamento importante per cui non l’ho vissuta come una catastrofe, ma come un passaggio necessario. Penso che d’ora in poi si possa solo migliorare.

E se tanti cambiamenti gli hanno “alleggerito” i termini pratici, la sua chiosa finale fuga ogni dubbio, si parte verso la riconquista della seconda stella.

Cracco in Galleria è il suo “vero” primo ristorante

Insomma con quello che chiama il suo “vero” primo ristorante si parte per nuove sfide, puntando a nuovi traguardi, a fare meglio quello che si è sempre fatto bene:

Il ristorante in via Victor Hugo me lo sono ritrovato in un certo senso già fatto. Ma allora andava benissimo così, il mio obiettivo principale era quello di venire a Milano dopo quasi quattro anni trascorsi in Piemonte vicino ad Alba. Per me era un grande obiettivo arrivare qui e poter confrontarmi con la realtà milanese, sono grato alla famiglia Stoppani del Peck per avermi dato questa opportunità. Però allo stesso tempo sono uno che ha continuamente bisogno di stimoli e di sfide, per cui nel 2007 ho rilevato il ristorante e dieci anni dopo eccomi qui in Galleria. Questo è il mio primo vero progetto, il ristorante che ho sempre voluto.

Cracco in Galleria una pazzia e tanto coraggio per Marchesi

Un progetto che colpì anche il vecchio maestro, il compianto Gualtiero Marchesi:

Quando ho parlato con Marchesi del mio progetto mi ha dato sì del pazzo, ma mi ha fatto i complimenti per il coraggio e per essere riuscito a conquistarmi uno spazio qui, nel salotto di Milano. Penso sarebbe fiero. Il primo giorno di apertura, già alle 8 del mattino su Instagram c’erano tantissime fotografie a testimoniare la sua presenza in Galleria.

E proprio al vecchio Maestro, grande appassionato d’arte, sarebbero piaciuti molto alcuni acquisti, acquisti indicatori di una nuova maturità, testimoni di una visione ormai a 360º, con  la consapevolezza di essere pronto per nuove sfide e di voler puntare fortemente verso l’alto:

È un manifesto originale del 1927 di una vecchia azienda vinicola di Alba, la Mirafiore, che ho acquistato da un negozio specializzato in poster e manifesti d’epoca, L’Image. L’autore è Leonetto Cappiello e mi piaceva l’idea che fosse raffigurata una rosa, è un omaggio a mia moglie. Anche nel fumoir ho inserito una stampa d’epoca. In questo caso, visto l’ambiente, ho scelto un manifesto dei Fiammiferi senza fosforo, realizzata nel 1900 circa da Adolf Hohenstein. Mi sono appassionato ai manifesti d’epoca, ho scoperto delle stampe bellissime che raccontano la nostra società nel corso di questi anni, le sue trasformazioni e le sue tradizioni. È un mondo interessante.

Cracco in Galleria, ma anche in Segheria e in Garage

Dal progetto si è poi giunti all’apertura, con un brusco ritorno alla realtà:

Dopo mesi e mesi di lavori, il giorno dell’apertura è stato emozionante. Un misto tra paura, ansia e gioia immensa, un po’ come capita quando ti nasce un figlio. Te lo ritrovi improvvisamente in braccio e realizzi che è tutto vero… e che bisogna correre!!
Oggi l’impegno più grande è quello di seguire le mie attività. La Galleria, ovviamente, che è il mio progetto più ambizioso, ma anche Segheria e Garage Italia che seguo con grande passione e che stanno funzionando benissimo. La tv l’ho per il momento abbandonata perché tutte le energie e il mio tempo le investo qui, anche se mi è servita tantissimo per arrivare dove sono.

Cracco in Galleria e non in televisione

Non rinnegando il “tubo catodico”, che gli ha permesso di realizzare i suoi vari progetti, ribadisce di volerne stare lontano, almeno per un po’ (anche perché gli hanno fatto i funerali):

Come dicevo prima, la tv è stata importante per me per arrivare a realizzare tutto quello che sto facendo oggi. Sono da solo, ricordiamolo, non ho soci né finanziatori e tutto quello che sto investendo l’ho guadagnato in questi anni con il mio lavoro. Però ho sempre vissuto la tv non come un obiettivo ma come un mezzo; non ho mai avuto l’ambizione di fare lo showman, ma il cuoco. Ed ora che ho realizzato uno dei miei sogni, a livello professionale, devo dedicarmi completamente a questo.

Tre locali, tre stelle del cielo gastronomico milanese. Ma di brillare nessuno si stanca mai, giusto?

[Link: Huffington Post. Immagini: Matteo Cherubino, Identità Golose]