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Salvatore Lioniello aprirà la sua nuova pizzeria a maggio in quel di Succivo a un tiro di schioppo da Orta di Atella dove funziona a pieno regime la pizzeria d’asporto.

Il pizzaiolo con il cappello ha cercato un nuovo concept per il locale che oltre a una generosa metratura, dispone anche di un ampio spazio esterno che permetterà di cambiare il volto della pizzeria durante la bella stagione.

Qui ci va il disclaimer perché le mani in pasta le ho messe un po’ anche io incuriosito dalla nouvelle vague dei pizzaioli che cercano nuove modalità espressive per la pizza nella tripartizione impasto-farcitura-cottura, nella comunicazione e, finalmente è arrivato il momento, nel contenitore, il locale che deve supportare il messaggio gastronomico di una pizza nuova che affonda le radici nella grande tradizione napoletana.

Schemi di flusso dei commensali e degli uomini e donne di sale, aree di fruizione differenziate per dare spazio alla possibilità di degustazioni multiple, convivialità, area gluten free, cucine attrezzate, vino, birra, spazi esterni.

Ingredienti che sono stati miscelati da uno degli architetti in grado di leggere il territorio, le eccellenze e restituire un’immagine nuova ed evocativa. L’autore del progetto che vedete è Diego Granese, architetto salernitano e designer di valore che ha al suo arco frecce di modernità funzionale come la sedia Onda – finita in ennemila film e ambientazioni – la chaise longue Ippocampo che troneggia sul terrazzo della mia casa cilentana (l’ho detto che c’è il conflitto di interessi), la realizzazione della sala di degustazione dell’azienda di pomodoro Così Com’è e la nuova Fattoria, la ristrutturazione di ristoranti e locali, uno per tutti le Tre Sorelle a Positano.

La sua interpretazione di pizzeria del futuro contemporaneo la leggete nel mosaico a pavimento che va oltre le riggiole campane per assumere il carattere di linea guida di un ambiente sobrio e raffinato in cui i corridoi sono elementi di invito a una dinamica dei flussi da e per la cucina e l’area lavoro.

La necessità di incrociare le tensioni contemporanee di una pizza in divenire con il richiamo agli stilemi del passato e della tradizione si palesa proprio nel cuore pulsante della pizzeria: i forni a legna con il cappello – simbolo identificativo del personaggio Lioniello – si specchiano nel nuovo Neapolis, il forno elettrico per la cottura della pizza napoletana, che ha visto partecipare il pizzaiolo Lioniello allo sviluppo. Più indietro, la cucina con abbattitori, friggitrici, bollitori a chiudere l’area tecnica.

A marcare il progetto di una new pizzeria che si pone l’obiettivo di coccolare con sobrietà i clienti sono questi e altri canoni stilistici dell’illuminazione e di suddivisione degli spazi tra aree destinate alla degustazione e contrassegnate dai tavoli rotondi, la cantina che Lioniello annuncia rifornitissima, il desk di accoglienza, il giardino galleria che durante la bella stagione accoglierà artigiani del gusto.

Lo farà anche con un sistema di gestione video che funzionerà come il terminale nervoso del ponte di comando del bancone che è il motore parzialmente nascosto di questa macchina. Se ne intravede la potenza e chi vuole potrà guardarlo da vicino passando o sedendosi ai tavoli di degustazione serviti direttamente da Salvatore Lioniello.

Ma la sala ritorna ad avere una sua priorità di soddisfazione con i clienti concentrati sul prodotto del lavoro intenso della pizzeria: la pizza che è nel piatto, il termometro del successo di qualsiasi pizzaiolo da nord a sud della Penisola.

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