La pizza cinese è alla griglia ed è ripiena di verdure fermentate e carne. Dimenticate quindi la classica pizza tonda, napoletana o romana che sia, per conoscere quella del ristorante Dao (6 €), uno degli indirizzi di cucina della Cina a Roma che dopo lo scintillio degli anni passati aveva conosciuto un periodo di appannamento.

Si cambia passo ma al ristorante si continua a battere la strada della cultura culinaria cinese più autentica secondo la filosofia di Jianguo Shu: “ Ancora oggi la cucina orientale è sinonimo di basso livello. Con Dao voglio dare risalto alla cucina cinese degna della sua antichissima cultura”, spiega il proprietario di Dao.

La novità è la brand extension rappresentata dal nuovo Dim Sum Bar, che propone ben 35 tipologie diverse di dim sum tra piccoli fagotti ripieni, cotti al vapore o fritti, serviti in cestini di bambù o piccoli piatti. Un’antologia da aperitivo che è la ragion d’essere del nuovo spazio.

Qui si possono assaggiare involtini, baozi e ravioli– grandi protagonisti del dim sum – ripieni di carne, verdure e pesce – che ogni giorno vengono fatti a mano da Wang Pingjiao, nel pieno rispetto della tradizione cinese.

L’antologia comprende gli Jiaozi, ravioli tradizionali originari di Pechino e della Cina del Nord. Principalmente a base di carne di maiale (3,5 €) e gamberi (4 €), con perle d’astice (5 €), branzino e impasto al nero di seppia (4 €).sono considerati di buon auspicio perché la loro forma assomiglia a un tael d’oro, la moneta tradizionale.

Più simili ai nostri ravioli sono i Wonton, ravioli antichissimi provenienti dalla regione nordoccidentale del Xinjiang che sono preparati con una sfoglia molto sottile di farina, uova, acqua e sale, disponibili nella versione fritta e al vapore simili ai ravioli nostrani (4,5 €).

Gli Xiao Mai sono involtini di farina di grano aperti sulla sommità di solito guarniti con un tocco di colore dato dai piselli o dalle uova di pesce (4,5 €), introdotti nella cultura gastronomica cinese dalla dinastia Qing.

I Baozi tradizionalmente si presentano come panini ripieni cotti al vapore con diverse farciture a seconda della regione, ma oggi si trovano anche semplici e pronti da intingere (3,5 €).

Gli involtini venivano originariamente consumati durante la festa di primavera come inno alle materie prime fresche dopo i rigori dell’inverno. I più costosi sono al salmone (5,5 €).

Per completare il momento aperitivo c’è una lista di cocktail che comprende il Sunset Mule fatto con il Moutai, succo di lime, succo di fragola e ginger beer, il Bocciolo di Rosa con spumante, acqua di rose e lychee e tanti altri drink oriental inspired (7 €).

Per assaggiare la pizza alla griglia (6 €), invece, dovete prenotare un tavolo al ristorante aperto sia a pranzo che a cena.

Ma probabilmente sarete più interessati ad altre proposte dello chef Lan Haijie a partire da Jaozi, Wonton, ravioli e involtini del bar che figurano in carta a un prezzo più alto, ovviamente.

Nella lunga carta potrete scegliere tra i primi il Riso di Yang Zou altato con piselli, carote, uova, funghi cinesi, prosciutto e gamberi (7 €) e gli Spaghetti di farina di soia con i gamberi (8 €), con le verdure (7 €) o con il manzo (8 €).

Ineludibile tra i secondi il pollo (croccante a 10 €, al curry a 12 €, con arachidi a 11 €)

Il Gu Iao Rou, l’arista di suino con fagioli rossi, pachino e cipolla, viene via a 12,5 €.

Uno dei capisaldi della cucina cinese, l’Anatra alla pechinese in salsa di frutti di mare con carote, cipolle e cetrioli costa 80 €.

E poi Pancetta di Maiale piccante (12,5 €) con fughi cinesi, peperoni, cipolle e cipolline, Branzino croccante con pinoli in salsa agrodolce (18 €) e Nido di Gamberi con Verdure completo di anacardi, carote, peperoni, cipolla e bambù (13,5 €).

Alla voce dolci, Bonbon di riso, palline di riso tradizionali al sesamo o con frutta secca (6 €) e il Dolce di soia, tipico dessert cinese con marmellata di fagioli rossi e sesamo (6,5 €).

La nuova apertura ha dato la stura anche al rinnovamento del locale che può ospitare fino a 120 persone e della comunicazione. Dao, che letteralmente significa “via” o “sentiero, ora ha anche il pay off “Lieto Stare” ispirato alla poesia romantica di Li Bai, poeta taoista cinese dell’ottavo secolo.

A voi stabilire se Dao è anche luogo di Lieto Mangiare.

Dao. Viale Jonio, 328/330. Roma. Tel. +39 06 8719 7573

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