Giuseppe Pignalosa ritorna a casa, nella sua pizzeria Le Parùle ad Ercolano, da dove è partito per firmare il successo della pizzeria Pignalosa a Salerno.

Ve lo avevamo anticipato che la zona sud est di Napoli è in fermento e la ristrutturazione della pizzeria dei fratelli Salvo lo aveva confermato.

Pizzeria Le Parùle Ercolano nuova apertura menu e prezzi

Ora arriva Giuseppe Pignalosa con la nuova Le Parùle, Pizzeria & Orto, che promette di bissare il successo dell’altro golfo.

Lo fa insieme ai soci della pizzeria di Salerno, i fratelli Esposito e Guariglia, riconfermando fiducia all’architetto Marco Falconio (autore tra l’altro della pizzeria di San Giorgio a Cremano oltre che dei ristoranti Pescheria e It a Milano, per citare).

Una nuova anima verde è il concetto della rinnovata Le Parùle, irriconoscibile per quanti l’hanno frequentata prima dei lavori di trasformazione.

Verde come l’orto verticale che si apre sulla parete all’ingresso e fa da sfondo alla nuova coppia di forni ad alte prestazioni del mago Roberto Fazzone, autore dei propulsori di pizzerie di successo come I Masanielli di Francesco Martucci a Caserta (a proposito, avete ascoltato l’endorsement per Pignalosa in radio) e, ovviamente, Pignalosa a Salerno.

Due oggetti bellissimi da vedere e, a quanto dicono i primi test della nuova brigata paruliana, molto efficienti grazie al sistema di tiraggio all in one che fanno assomigliare le canne fumarie a due scarichi di Formula Uno.

Il verde dell’orto verticale lega ancora di più la pizzeria con l’appezzamento di terreno coltivato ai piedi del Vesuvio che domina questo tratto del Golfo di Napoli e spiega in maniera visiva il nome Le Parùle, cioè l’orto dei Borbone.

Una quinta di verde, sostenibile si direbbe ora, che aprirà la discussione tra gli appassionati sul tema della valorizzazione del territorio e dei pochi chilometri che separano luoghi di produzione e di coltivazione e luogo di trasformazione e vendita come la pizzeria.

Che è bella, elegante, al limite del raffinato con la sequenza dei grigliati in legno disposti sui lati: uno stratagemma per creare il cannocchiale sul Golfo di Napoli, filtrare la luce e attutire il riverbero delle onde sonore.

A intervenire sulle parti costruttive in legno, in ferro e in marmo, Marco Falconio ha chiamato Smaf, l’azienda di Nola che si è affacciata nel mondo pizzeria con questa realizzazione che fa onore al nome del suo proprietario, Salvatore Pizza: quando si dice nomen omen.

I due hanno curato aspetti a volte trascurati come la facciata che lascia filtrare le luci interne o la tenda all’ingresso in grado di accogliere con maggiore comodità gli avventori (che hanno a disposizione un comodo parcheggio, merce rara quando si va in pizzeria).

Oggi è il giorno dell’apertura e una visita di rapina nella serata antecedente in cui tutti si danno da fare come matti per arrivare puntuali all’appuntamento ci sta tutta.

Eccovi allora le prime immagini in fase di allestimento con l’assaggio di un paio di pizze appena sfornate.

Un paio perché qui, tra tanta bellezza, si corre il rischio di dimenticare la novità più eclatante della nuova Le Parùle: Giuseppe Pignalosa ha messo a punto due impasti per due pizze che, se vogliamo, rappresentano lo stato dell’arte della pizza napoletana.

Nel nuovissimo menu, infatti, c’è una divisione tra pizza tradizionale, quella quasi a ruota di carro dei quartieri del ventre di Napoli, e la pizza contemporanea, cioè la pizza canotto con il cornicione pronunciato e alveolato che ha segnato un nuovo capitolo del piatto più amato al mondo.

Non è una disfida canotto vs tradizione, ma poco ci manca.

Il buono della faccenda è che per la prima volta i commensali potranno sedersi in una pizzeria e scegliere tra due pizze diverse eppure figlie della stessa mano e della stessa filosofia napoletana. Tra parentesi, senza nessun obbligo per lo stesso tavolo di aderire a una filosofia o all’altra.

Massima libertà racchiusa in due elenchi con 20 pizze equamente divise tra pizza tradizionale e pizza contemporanea.

Ma attenzione, non si tratta di un semplice diversificazione dei topping. Qui alle Parùle si fa sul serio. Due forni e due impasti diversi per dare sostanza alla tripartizione della pizza perfetta impasto-farcitura-cottura.

Giuseppe Pignalosa resta affezionato ad alcuni prodotti che ha utilizzato nella pizzeria di famiglia come in quella di Salerno. Le farine sono del Mulino Caputo con una percentuale preponderante di Nuvola per la contemporanea. La pizza tradizionale, invece, si affida a un blend in cui la parte del leone la recita la Blu, il classico per antonomasia.

L’olio extravergine di oliva arriva dal Golfo di Salerno, dal Cilento, ed è prodotto da Maria Paragano.

Dal Golfo di Napoli e dal Vesuvio arriva il Fiordilatte di Napoli di Latteria Sorrentina insieme all’inarrivabile Fuscella di Napoli.

Se sulla pizza ci va solo il Fiordilatte, come recita lo slogan del caseificio, non manca la mozzarella di bufala campana Dop, questa volta da Salerno con il caseificio di Raffaele Barlotti di Paestum.

I pomodori sono La Fiammante e D’Auria, i würstel sono dello specialista Sabatino Cillo, la salsiccia è vesuviana così come i prodotti dell’orto. La lista è lunga ed è riportata nella pagina conclusiva del menu che sottolinea l’appartenenza della pizzeria all’Arca di Slow Food.

Bella e buona verrebbe da dire questa nuova pizzeria Le Parùle che consacra Giuseppe Pignalosa effettivo Pizzaiolo dei Due Golfi (in carta c’è anche una pizza dei Due Golfi) molto legato al territorio e alle ragioni di una pizza sostenibile (a ricordarlo anche i due catalizzatori sulle canne fumarie).

Ci sarà da assaggiare pizze e abbinamenti con vini e birre in carta.

Per il momento la pizza margherita sfornata sia in versione Tradizionale che Contemporanea dice che la differenza tra le due c’è e si sente. Consistenze diverse, giusta cedevolezza, velo di crunch per la canotto come a Salerno e necessaria piegatura a libretto per la tradizionale.

Resta da accennare al capitolo prezzi. Con questo po’ po’ di premesse e un ingresso da ristorante di lignaggio si potrebbe pensare al classico locale esclusivo.

Invece, Le Parùle resta una pizzeria pop con la pizza margherita che viene via a q-u-a-t-t-r-o-e-u-r-o-e-c-i-n-q-u-a-n-t-a (4,50 €) quasi incredibili per un locale del genere e una lista di ingredienti di qualità.

“Siamo e restiamo una pizzeria”, spiega Pignalosa che ringraziamo per essersi prestato a qualche foto mentre mi avrebbe volentieri accompagnato all’uscio considerata la frenesia della sistemazione.

Di più non sappiamo e anche noi come voi attendiamo di effettuare una prova tavola per verificare quanto di buono, oltre che di bello, c’è in questa nuova pizzeria di Ercolano.

PS. Ovviamente ci sono anche i fritti sempre proposti a prezzi popolari.

PS 2. Giuseppe Pignalosa sarà anche a Salerno per la felicità delle casse dell’autostrada Napoli – Salerno. E dei Salernitani.

Le Parùle. Pizzerie & Orto. Via Benedetto Cozzolino, 71. Ercolano (NA). Tel. +390817396494

1 commento

  1. Locale raffinato, sì. Un nuovo concept, sì. Però il pizzaiolo è sempre con la classica maglietta bianca da scappato di casa. Avanti così

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