La notizia è ufficiale, anche se circolava già da qualche tempo: Carlo Cracco prende in gestione Il Pitosforo, storico ristorante di Portofino, affacciato sul porto e sul borgo.

Il ristorante è chiuso dall’ottobre del 2018 – il 2 ottobre, per l’esattezza, con una serata per oltre 170 ospiti provenienti da tutto il mondo.

Aperto nel 1951 da Marco Vinelli, sceso dal Rex (sì, il transatlantico di Amarcord di Fellini), Il Pitosforo diventa rapidamente il punto d’incontro del bel mondo, il jet-set, ovvero i ricchi e famosi che si spostavano continuamente in aereo.

Prima della “movida” dei giorni nostri, si potevano incontrare a Portofino, e ai tavoli del Pitosforo, Clark Gable, Rita Hayworth, Linda Christian, Tyrone Power, Marcello Mastroianni, Jackie Onassis, Liz Taylor, Richard Burton, Catherine Deneuve, Roger Moore, i sovrani e i principi di Svezia, Belgio e Danimarca, e poi gli Agusta, i Robilant, Michelangelo Antonioni e Wim Wenders, e ancora Rod Stewart, Sophie Marceau, Silvio (e Pier Silvio) Berlusconi, Denzel Washington, Naomi Campbell, Andrea Bocelli, Carla Sozzani, Sting, Bono degli U2.

Lo immagino: molti di voi non hanno la benché minima idea di chi siano molti di questi vip: per darvi un’idea, sono il corrispondente d’antan (certo, su un altro livello) delle varie Kardashian o di Fabrizio Corona, che pure frequentano Portofino.

Negli anni Novanta il ristorante (la proprietà è sempre della famiglia Vinelli) passa a “Carmelo” (rigorosamente senza cognome) Galluzzo, che lo chiude appunto nell’ottobre dell’anno scorso: l’età, la fatica (gestisce anche Il Delfino, un altro ristorante nella famosa piazzetta di Portofino), e soprattutto i figli, che decidono di aprire un ristorante (che sembra andare bene) a Capetown, in Sudafrica.

E così, Il Pitosforo rimane affacciato su Portofino, in pieno centro ma appartato, in cima al muraglione (nella bella stagione ricoperto dal verde) che occupa il lato sinistro del porto. Una posizione invidiabile, con uno dei punti di vista più belli su uno dei paesaggi più incantevoli del Tigullio, della Riviera di Levante, e d’Italia. Sì, avere la casa a Rapallo da quasi cinquant’anni – e l’essere stato a Portofino ennemila volte – ottunde un poco il mio pensiero.

Mai stato al Pitosforo, però – il suo essere meta di teste coronate, attori e cantanti, ce lo faceva sembrare inaccessibile, anche se poi c’era sempre qualcuno di “normale”, benestante, che andava. Non ricordo, forse ci sono stati anche i miei, o i miei zii. Ma il resoconto della serata, più che sulla cucina, verteva sul “c’era questo, c’era quello”.

Ora con l’arrivo di Carlo Cracco, chef famoso, sia per la cucina (già; ancora per quest’anno con una sola stella Michelin) che per le apparizioni televisive, oltre che per i suoi piatti iconici (già: preparerà anche qui la famosa pizza? magari invece della margherita potrebbe pensare a una marinara…) potrebbe davvero essere un’occasione di rilancio, oltre che per il locale, anche per Portofino e la Riviera, che si è ripresa dalla mareggiata dell’anno scorso, certo, ma non ancora completamente. Un grande segnale è stato il ripristino della strada di collegamento fra Santa Margherita, Paraggi e Portofino, compreso il camminamento pedonale. E segnaliamo che anche il Covo di Nord-Est, altro locale simbolo della Riviera, ha riaperto ed è perfettamente funzionante.

In questo senso registriamo l’mmediata, e naturalmente più che positiva, reazione del sindaco di Portofino, Matteo Viacava.

“Desidero rivolgere il più sentito benvenuto, da parte di tutta l’amministrazione comunale, a Chef Carlo Cracco. Buon vento per questa nuova avventura tutta portofinese. L’arrivo di una figura come quella di Carlo Cracco non può fare altro che portare prestigio ulteriore al nostro Borgo. Desidero ringraziare la proprietà, la famiglia Vinelli, per quanto fatto fino a questo momento”.

E facciamo nostro il suo augurio: buon vento, a Cracco, al Pitosforo (conserverà il vecchio nome, spero), e a Portofino.

[Link: Levante News, Pitosforo, Il Nuovo Levante]

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