Pizza pandoro. Com’è la pizzeria di Cassino che ha sfornato la pandopizza

Il Natale del 2019 verrà ricordato per il colpo di coda del food porn a base di pandoro che ha invaso il web.

Ha iniziato il Caseificio Antico Casale con il pandozzarella, il pandoro di mozzarella di bufala, diventato in poco tempo l’oggetto del desiderio della tavola natalizia per i cultori delle novità (qui tutta la storia con le diverse attribuzioni di paternità). Subito sold out. Solo oggi riprenderanno le prenotazioni per il Capodanno nel caseificio di Mondragone.

Poi è stata la volta di Paolo Nardone della pizzeria Mamma Mia di Cassino che ha sfornato una pandopizza, un pandoro a forma di pizza esaltato e beatificato in televisione come la promessa di una nuova era della pizza.

Sbam, effetto social senza precedenti.

E noi che siamo curiosi siamo andati a vedere la pizzeria a Cassino per capire come fosse nata questa idea che ha portato definitivamente il pandoro a vincere la sfida sul panettone. Almeno in ambito social e food porn.

Paolo Nardone è affetto da ritrosia nel parlare della pizza pandoro. Fatto abbastanza raro per quanti hanno avuto un successo social che li porta finanche a straparlare della loro invenzione.

Invece Nardone si rifà a quanto è stato immesso in rete e diffuso in tv per spiegare la cronologia di quanto accaduto. Dalla foto della pandopizza nata per scherzo è passato a costruire la vera pizza a forma di pandoro.

Il successo lo ha sorpreso tant’è che nella sua pizzeria la pandopizza non è disponibile anche se, assicura, qualcuno l’ha assaggiata.

Peccato, avremmo volentieri cercato di capire qual è l’effetto di una frittatina di pasta racchiusa in una crosta di pane raffermo alla cacio e pepe e l’involucro di pizza.

Ma Paolo Nardone è giustamente più settato sulla quotidianità della sua pizzeria anche in un giorno di festa.

E quindi non c’è che da soddisfare la voglia di assaggiare la pizza “normale” di Mama Mia.

E poiché siamo a Cassino, cioè a metà strada tra Roma e Napoli, la pizzeria si “dilania” nel dubbio esistenziale tra pizza napoletana e pizza romana.

E lo risolve preparando entrambe.

Mamma Mia è infatti, come recita il sottotitolo, un fast good. Qui si compra la pizza in teglia romana cotta nel forno elettrico.

O la pizza tonda napoletana cotta nel forno a legna quasi napoletano.

Prezzi popolari, tavolini per mangiare in loco le pizze appena sfornate o riscaldate, ampia scelta, pizza da asporto.

Noi abbiamo assaggiato le slice di pizza ripiena alle verdure e ai salumi.

E un trittico di pizze ripiene in teglia: una romanissima cacio e pepe, una vegetariana cicoria selvatica e una mortadella.

Artigianale, come recita un cartello.

E lo chiediamo chi sia l’artigiano locale a produrla.

Ma la ritrosia è una caratteristica di Nardone che spiega trattasi di una macelleria che dichiara di produrla artigianalmente.

Gli scappa un “stiamo verificando”.

Piedi di piombo, insomma, come non ti aspetteresti da un socializer che si è inventato la pandopizza che ha sbancato il web.

Tant’è che mentre assaggiamo la pizza dall’impasto un po’ tenace, gentilmente offertaci da Nardone (pare che la mia fama fame mi abbia preceduto), mi viene il dubbio che l’idea della pizza pandoro sia di qualche agenzia specializzata nel social marketing.

Anche se Nardone, quasi leggesse nel pensiero, annuncia che ora penserà alla pizza di Pasqua.

Tanto le classifiche delle pizze di Natale le ha vinte lui con la pizza probabilmente meno assaggiata del momento.

Beh, buona fortuna per la pizza di Pasqua.

PS. Se state pensando alla colombazza, siete fuori strada. Mamma Mia non sfornerà una pizza a forma di colomba, assicura Nardone: “troppo banale”!

Pizzeria Mamma Mia. Via Gabriele D’Annunzio, 43. Cassino (FR). Tel. +390776311904

1 commento

  1. Parlare di nuova era della pizza mi pare esagerato, anche perchè in quella roba mi pare che la pasta sia molta di più rispetto a una pizza standard, o sbaglio? La vedo dura finirla.
    Pare più un’americanata, senza alcun senso.

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