Coronavirus a Roma. La pizza margherita è vietata

Lo so, penserete che siamo su Lercio e invece no.

Qui la faccenda è serissima.

In questi giorni di quarantena a casa ho provato a imparare a impastare per prepararmi la mia dose quotidiana di Trapizzino.

Il mio mantra è la ricetta con il pollo alla cacciatora che Scatti di Gusto ha pubblicato quando Stefano Callegari si è esibito in un affollatissimo show. Altri tempi, si stava addossati gli uni agli altri per acchiappare al volo il triangolo più godurioso che esista.

Eccovi la ricetta.

Ho provato ma quel croccante morbido me lo sogno e il pollo alla cacciatora mi è venuto un po’ brodoso.

Ho capito che sono donna da delivery, da consegna a domicilio. Al massimo da asporto andando qui vicino.

Non ho il trapizzino, ma almeno un bel trancio di margherita perché no? Non siamo ancora a DEFCON Napoli dove si sono inventati la razione K della pizza e quindi un panificio munito di slerpa se pò ffà.

Ho pensato subito alla scrocchiarella di Antonio Spanò a via Flaminia, ma sarà chiuso perché è pizzeria. Non ci vado da un tot. Ci vuole un panificio e quindi ho googlato pizza margherita roma nord no divieto sperando in un rapido elenco di margherite a domicilio.

Mi è uscito un articolo di Affari Italiani con un titolo che mi ha fatto spalancare gli occhi.

Coronavirus: Roma vieta la pizza margherita. Dal fornaio solo bianca e rossa

Devo essermi persa qualcosa in questa lavatrice di permessi e divieti che io voglio osservare con tutta me stessa e non solo sono tappata in casa ma ringrazio di avere un gatto e non un cane.

Apro e leggo.

Regà, è proprio vietata la pizza margherita e pure quella con le patate. Via libera con la rossa e anche quella condita con olio e rosmarino.

Non è un’invenzione di Affari Italiani, ma l’interpretazione che ne fa la Polizia di Roma Capitale, i Vigili Urbani avremmo detto una volta.

Sarà un articolo scherzoso, suvvia. Invece a fondo pagina c’è il link al testo della circolare.

Per gli amanti della burocrazia è la N. 2020/0000047 – Prot. n. RH/2020/0062944 del 13/03/2020 a firma del Vice Comandate Massimo Lancellotti ed avente ad oggetto il DPCM 11 MARZO 2020 recante ulteriori disposizioni attuative del decreto legge 23 febbraio 2020, n. 6. Emergenza epidemiologica da COVID 19 – Precisazioni che al punto 1.4 recita (copio e incollo)

1.4 Laboratorio di panificazione
Si conferma che l’attività di laboratorio di panificazione può essere esercitata. Tale attività comprende oltre alla preparazione di vari tipi di pane e grissini, anche la preparazione di pizza e focacce tipiche di panificazione sia bianche (semplici o condite con olio e rosmarino) sia rosse (condite al pomodoro ed olio) e di pasticceria secca. Non si deve considerare compresa la pizza condita e farcita diversamente.
Si ribadisce che nello svolgimento dell’attività non può essere mai consentito il consumo sul posto, né, ovviamente, alcuna altra forma di somministrazione.

Sono sicura che sia una bozza, un fake, un meme lunghissimo.

Altrimenti perché mai la Municipale ce l’avrebbe con il fiordilatte, le patate e la mortazza?

Illuminatemi, vi prego!

1 commento

  1. Infatti stamane al Mercato Trionfale (apertissimo, nonostante tutte le dicerie, e senza fila all’ingresso: solo che lo stanno facendo morire e ogni giorno c’è qualche altro banco chiuso) i panettieri riferivano che qualcuno era passato ieri pomeriggio a notificare questa circolare chiusa nel cassetto dal 13. Possibile che sia stata davvero provocata dalle pizzerie al taglio, costrette a rimanere chiuse?

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