Stando a casa come prescritto, ma usando un metaforico cannocchiale, teniamo d’occhio quello che succede nel mondo della mixology: sono sconfinamenti interessanti.

Ne annotiamo due: i drink con olio di Lucas Kelm e gli spiriti selvatici, di nome e di fatto, di SelvatiQ.

Drink EVOluti. Con una ricetta da provare

Diavolo d’una edizione di Olio Officina 2020. Ed è lì che, grazie alla classe di mixology organizzata dal Frantoio S. Agata di Oneglia con i propri prodotti, ho visto come l’olio EVO (aka Extra Vergine di Oliva), sia in purezza sia franto con frutti, erbe o spezie, può entrare nel bere miscelato. Se me lo lasciano dire, lo dico: nasce la mixOLIOgy.

Lo ha dimostrato Lucas Kelm nel suo ruolo di bartender presso il Fondaco dei Tedeschi a Venezia. Ed è partito interrogandosi sul comportamento dell’olio in una bevanda: che cosa fa, come si miscela, quando e come e con cosa si separa? Come sfruttare la sua viscosità? Come creare vere e proprie bolle di gusto?

Ne sono usciti nuovi e sorprendenti cocktail.

Maionese Cocktail, con olio EVO aromatizzato allo zenzero, succo di bergamotto, lime, albume, Italicus e polvere di olive taggiasche. L’effetto-nuvola sul bicchiere è l’albume montato.

Martini Pane e Olio, ispirato al Vodka Martini e quindi vodka, vermouth extra dry al lievito madre, spray di pane tostato (dal profumo veramente illusorio e irresistibile) e olio EVO al limone. Bello di una bellezza grafica, con le gocce d’olio in sospensione sulla superficie opaline dell’alcolico.

Oli Mary, dove si rilegge il Bloody quasi omonimo sfruttando olio ligure aromatizzato nel classico cocktail al gin e succo di pomodoro, che potete provare a rifare.

La ricetta dell’Oli Mary

Ingredienti

  • Gin Mare
  • succo di pomodoro, ottenuto da pomodorini datterini frullati
  • dressing a base di sale, pepe, salsa di soia e olio EVO al basilico, dalla texture cremosa grazie al basilico franto insieme alle olive
  • drop olio EVO al peperoncino, per un accento piccante
  • drop olio EVO al coriandolo
  • carbone vegetale, che fa aderire l’olio alla propria superficie e dà l’effetto visivo-gustativo della goccia con micropolvere nera

Procedimento

Frullare i pomodorini, condire, unire il Gin. Shakerare e versare nei bicchieri. Decorare con drop di olio aromatizzato, puro e unito al carbone vegetale per ottenere gocce dorate o nere.

Anche in un piccolo campione d’assaggio del drink è evidente il comportamento fisico degli ingredienti.

SelvatiQ: progetto selvatico, nomade, radicale, etico

Spiriti selvatici. Natura e rispetto. Da un progetto di foraging sostenibile e conservativo, ecco SelvatiQ, nuove bevande – un gin, un vermouth, un bitter – create con botaniche invasive locali, ricercate e raccolte accuratamente. Wild Nomadic Spirits, così si autodefiniscono queste bevande. Contengono già in sé l’idea di “mai uguali”.

Botaniche invasive, avete letto bene. È la trasformazione di un problema in una novità e in una risorsa, con attenzione per la natura e la sua biodiversità, il territorio e le persone che lo abitano, facendo sistema e appoggiandosi a distillerie locali. 

Il progetto, 100% sostenibile, di incredibile attualità, nasce dalla complicità tra due spiriti (in senso spirituale) affini: “Charles Lanthier, imprenditore con un consolidato background manageriale e una pluriennale esperienza in ambito Spirits e Valeria Margherita Mosca, Master Forager antesignana della disciplina del Foraging, fondatrice di Wood*Ing Lab, il laboratorio di ricerca e sperimentazione specializzato nell’indagine e nell’impiego del cibo selvatico come risorsa alimentare e culturale.”

Un approccio estremo eppure condivisibile

Piacerà questo estremismo? Ha sicuramente colpito. E molto probabilmente conquisterà un pubblico che condivide gli stessi valori in generale e nei dettagli – come il packaging sostenibile in vetro riciclato con tappo in sughero naturale e una striscia rossa, come quella che segnala i sentieri di montagna.

Nelle bottiglie c’è l’idea che siano “oltre”, innanzitutto. Infatti tutte e tre i prodotti hanno Beyond nel nome. “Beyond Gin con intensi sentori di fiori di Tilia, Beyond Vermouth in cui prevalgono i freschi sapori di gemme di Pinus sylvestris, Beyond Bitter caratterizzato dalla forte aromaticità dell’’Agropyron repens.”

E se la prima tornata di creazioni SelvatiQ è nata da una spedizione estiva in Valtellina, la prossima potrebbe essere una spedizione lungo il Mincio, vera esperienza sul campo, immersiva, responsabilizzante.

Intanto, per settembre è previsto il lancio di un analcolico, nato dagli scarti delle foreste. Ma per provare gli spiriti già disponibili, li trovate su www.selvatiq.com – e in ristoranti, enoteche ed enogastronomie selezionate.

[Immagini: iPhone di Daniela; Spoongroup per Selvatiq]

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