José Andrés ha vinto un meritatissimo Basque Culinary Award 2020

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José Andrés ha vinto il Basque Culinary World Prize 2020. Lo chef spagnolo ha ricevuto il premio per il progetto “World Central Kitchen” (WCK). Una risposta internazionale e collaborativa alla sfida più impegnativa di questi giorni: il COVID-19.

Nella motivazione della giuria si legge che José Andrés incarna gli sforzi degli chef di tutto il mondo per organizzare una risposta alle sfide messe in campo dalla crisi. Nessuno come lui, peraltro, ha impersonato lo spirito collaborativo necessario in tempi di crisi.

Chi è José Andrés

Efficienza e rapidità sono le armi dimostrate da Andrés. Lo chef spagnolo ha ispirato molti colleghi a promuovere iniziative a livello locale. Del suo progetto, ”World Central Kitchen”, sono piaciuti l’accesso al cibo in zone di scarsità, la gestione delle mense di solidarietà in contesti complessi, il ripristino delle catene di fornitura per i piccoli produttori.

Andrés ha anche fornito sostegno diretto al personale dei ristoranti mentre la forza lavoro del settore stava (e sta ancora) combattendo con le conseguenze delle chiusure di bar e esercizi.

Quella dello chef spagnolo è una autorevole nel dibattito sull’immigrazione che si è sviluppato negli Stati Uniti, in un contesto non facile come quello di Donald Trump, dimostrando i benefici che gli immigrati apportano al paese.

Altri chef segnalati

Oltre al lavoro di Andrés, la giuria del BCWP ha segnalato le iniziative di altri 10 chef, con speciali menzioni per:

Mariana Aleixo, per il suo lavoro nelle favelas di Rio de Janeiro con Maré de Sabores;

Elijah Amoo Addo, per progetti quale Food for All Africa e Chefs on Wheels in Ghana;

Greg Baxtrom, per le importanti iniziative di benficienza a New York in occasione della pandemia;

Simon Boyle, per gli aiuti a persone disagiate con il suo Brigade a Londra;

Tracy Chang, per Off Their Plate e Project Restore Us a Cambridge, Massachusetts;

David Hertz di Gastromotiva per l’istituzione di banchi alimentari e altre iniziative in Brasile e Messico;

Ed Lee, per il suo lavoro a favore dei dipendenti dei ristoranti in tutti gli Stati Uniti;

Juan Llorca, in Spagna, per l’aiuto dato ai genitori durante il lockdown fornendo ricette semplici e sane per i ragazzi;

Nicole Pisani, di Chefs in Schools nel Regno Unito, per avere fornito cibo a giovani disagiati durante la chiusura delle mense scolastiche.

Purtroppo non c’è stata nessuna menzione speciale per gli chef italiani, meno attivi dei colleghi internazionali sul fronte delle iniziative per combattere il COVID-19.

José Andrés, chef con la doppia cittadinanza spagnola e americana, è proprietario negli Stati Uniti della catena ThinkFoodGroup, con oltre 30 ristoranti diversi uno dall’altro. Dieci anni fa ha fondato WCK mettendo insieme chef di tutto il mondo con la missione di fornire una risposta globale e cooperativa a situazioni di emergenza. Come quella del COVID-19.

Il Basque Culinary World Prize riconosce 100.000 euro agli chef che riescono a trasformare la società attraverso la gastronomia. E’ assegnato dal Basque Culinary Centre e dal Governo Basco.

Questa volta il vincitore è stato scelto da una giuria che annovera i principali chef e giornalisti gastronomici.

La giuria

Presieduta da Joan Roca (El Celler de Can Roca), comprende Ferrán Adrià (El Bulli Foundation), Mauro Colagreco (Mirazur), Gastón Acurio (Acurio Restaurants), Manu Buffara (Manu), Dan Barber (Blue Hill Farm), Eneko Atxa (Azurmendi), Dominique Crenn (Atelier Crenn), Andoni Luis Aduriz (Mugaritz), Enrique Olvera (Pujol), Trine Hahnemann (Hahnemanns Køkken) e Yoshihiro Narisawa (Les Créations de Narisawa).

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