Enotica, ovvero il trionfo della sinestesia. Chiamasi sinestesia (Baudelaire l’ha messa in poesia quasi 170 anni orsono) la percezione simultanea attraverso più sensi di un medesimo stimolo sensoriale.

In senso lato è il rimando e il rinforzo di più esperienze sensoriali tra loro. Come il vino e il sesso, per esempio, come il cibo e il sesso, anche.

Per il primo di questo genere di incontri c’è Enotica, il festival del vino e dell’Eros al via domani, 16 marzo, al Forte Prenestino, a Roma, e in programma fino a domenica 18. Tre giorni di degustazioni, mostre, concerti, cabaret e cibi afrodisiaci per non dover dire, un giorno, che non abbiamo saputo raccogliere l’invito di quel poeta antico, Alceo: “Beviam, perché aspettare le lucerne? Il giorno è lungo un dito”.

E’ il secondo anno che l’evento, nato dall’esperienza dell’Enoteca Forte Prenestino, sottolinea questo connubio eterno tra il vino e l’amore e ripropone quell’audace idea di contrastare le catene di distribuzione e di ritrovare il vino nella sua sensorialità e territorialità, nello spirito che fu di Terra e libertà/critical wine, il progetto nato nel 2004 con la collaborazione di Luigi Veronelli.

Protagonista il “vino critico”, quello che rispetta l’ambiente, non specula sul prezzo e non è, come si legge nella presentazione dell’evento, “deviato dalla produzoione industriale di massa”.

Il programma prevede degustazioni di vini biologici e biodinamici nelle 100 celle sotterranee e negli altri spazi del Forte Prenestino, in tutti e tre i giorni a partire dalle 15 (40 i “vignaioli critici” provenienti da tutta Italia). Ma anche la mostra di opere di fotografiche, di pittori e fumettisti, spettacoli di burlesque e concerti, djset, cocktail afrodisiaci, proiezioni e dibattiti.

 

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