Il Friuli Venezia Giulia è una terra ricca di vini tra cui spiccano i bianchi considerati tra i migliori al mondo: Friulano, Malvasia, Ribolla Gialla e Vitovska.

E noi abbiamo pensato di disegnare per voi  una mappa con 5 osterie di Udine, cioè 5 tappe per celebrare il sacro rito del tajut.

Seguiteci.

Cos’è il Tajut?

In lingua friulana tajut è il calice di vino, ma l’origine del suo significato rimane ancor oggi un mistero.

Alcuni storici ritengono che il tajut fosse l’unità di misura usata dall’oste per indicare la quantità di vino massima da versare in un bicchiere. Un’altra teoria sostiene, invece, che il termine sia nato per indicare la fase di mescolamento di diverse tipologie di vini. Un’altra ipotesi sosterrebbe che il Tajut derivi da “tagliato” e si utilizzava per contraddistinguere un modo particolare di annacquare il vino con l’acqua.

Quello del tajut è un rito storico, mantenuto in vita dai friulani che abitualmente si incontrano nelle osterie prima di pranzo o prima di cena. All’interno di questi luoghi, oggi come ieri, le persone si ritrovano per “fare quattro chiacchiere” in compagnia di buoni calici di vino della casa o possono assaggiare proposte vitivinicole più ricercate, provenienti dalle otto zone DOC per un totale di 1500 aziende che producono 80 milioni di bottiglie l’anno, con etichette rinomate.

Friuli-Aquileia, Carso, Collio, Friuli Colli Orientali, Friuli Grave, Friuli Latisana, Friuli-Isonzo, Friuli Annia sono le zone DOC vocate alla produzione di vino sin dai tempi dei Romani. Le tre zone DOCG sono i Colli Orientali del Friuli Picolit, Ramandolo e Rosazzo.

Infine, esistono 3 DOC interregionali: Prosecco, delle Venezie e Lison Pramaggiore.

Il controllo della qualità affidata a ispettori. Nel 1500

A Udine le osterie sono un condensato di qualità gastronomiche, provenienti delle diverse aree della regione (mare, pianura, montagna, carso). Testi storici testimoniano che già nel 1500 il Consiglio Comunale di Udine curava la qualità del cibo e del vino destinato ai luoghi di ristoro, eleggendo otto consiglieri specializzati nell’assaggio dei prodotti destinati ai punti di ristoro per assicurarsi che fossero veramente buoni.

Naturalmente oggi le cose sono un bel po’ cambiante. Nelle osterie infatti è l’oste stesso che apre le porte all’eccellenza e la promuove attraverso l’organizzazione di eventi, assaggi e degustazioni in compagnia dei produttori vitivinicoli per creare percorsi conoscitivi alla scoperta del terroir e della materia prima. L’oste spesso diventa un confidente, con cui scambiare “quattro battute” e con cui confrontarsi a livelli enogastronomico. Soprattutto, se entrambi siete appassionati di vino e cibo di qualità!

La mappa di Udine in 5 osterie imperdibili

Molti sono i posti degni di nota nel centro cittadino. Tra tutti abbiamo selezionato 5 osterie, dove abbiamo degustato bianchi tipici del territorio. Durante il percorso ci siamo anche persi tra le viuzze cittadine e abbiamo scoperto la bellezza di di alcuni luoghi simbolo di Udine, come Il Castello, Piazza Libertà, la Loggia del Lionello, Via Mercato Vecchio e Piazza San Giacomo o Piazza delle Erbe.

Ecco 5 assaggi di etichette, ognuna delle quali è una brillante rappresentante dei vitigni autoctoni del Friuli Venezia Giulia, terra conosciuta da sempre come scrigno di una tradizione vitivinicola antica riconosciuta in tutto il mondo.

1. Angolo del Gusto

Le origini dell’Angolo del Gusto risalgono ai favolosi anni ’60. E’ il racconto di una storia familiare tramandata da padre a figlio. Dapprima, il locale è nato come osteria per poi trasformarsi in una bottega del gusto “Da Luciano” nel 1983 e poi nel 2007 è nata anche l’enoteca. La sua evoluzione è andata di pari passo con il susseguirsi delle generazioni, mantenendo però sempre intatta la forte passione per le produzioni di nicchia. Oggi, l’Angolo del Gusto è un luogo della perdizione, in cui si può assaporare il gusto autentico della tradizione made in Friuli Venezia Giulia.

Al timone c’è Marco, oste esperto, cresciuto dietro il banco della gastronomia di famiglia e divenuto sul campo un colto e raffinato conoscitore del settore enogastronomico. L’Angolo del Gusto è un’osteria moderna, caratterizzata da un ambiente al passo con i tempi, dove però si percepisce a chiare lettere la profonda cultura nel settore vitivinicolo e la curiosità nello scoprire realtà emergenti di livello superiore.

Da qui, iniziamo il rito del tajut, accompagnati da un calice di Vitovska. Per chi non la conoscesse è un vino bianco tipico del Carso Triestino. Un tempo usata per tagliare altri vini, come la Malvasia Istriana, ora è diventata un bianco veramente rappresentativo del territorio. Tra tutte le etichette, Marco consiglia una piccola azienda: la Vitovska Majnik della cantina triestina Bajta Salež (3,50 € il calice). Iniziamo la degustazione e subito siamo ammaliati dal profumo del calice: delicato e floreale, con note di pera William matura (tipiche del vitigno). In bocca il sapore è fresco, delicato, armonico e aggraziato. Un vino adatto a conquistare anche i palati meno allenati ai bianchi raffinati. In accompagnamento ci viene proposto un grissinone con prosciutto crudo di San Daniele che si scioglie in bocca come burro. Pura libidine per il palato!

Must to TASTE!”

Angolo del Gusto. Via Tiberio Deciani, 86. Udine. Tel. +39 0432 504823

2. Enoteca Da Michele

Anche se si chiama Enoteca, Da Michele è un’osteria elegante, molto curata, caratterizzata da pareti e da volte realizzate con mattoni a vista. Agganciati ai vecchi chiodi di questo storico edificio del centro, sono appesi in bella mostra prosciutti di San Daniele e speck di Sauris. L’ambiente è molto caloroso ed accogliente. Si può scegliere di stuzzicare qualcosa al bancone oppure più comodamente seduti sui tavoli. Alla guida di questa nicchia dei sapori c’è Michele, un ragazzo volenteroso ed appassionato del proprio lavoro, tanto da rendere la sua enoteca una meta obbligatoria in città per tutti gli amanti dell’eccellenza gastronomica. Anche qui, è un piacere poter parlare con l’oste, scoprire le novità in mescita e confrontarsi sugli assaggi delle bottiglie.

Questa volta, il rito del Tajut è battezzato da un altro tipico bianco: la Malvasia. In questo caso, è prodotta da una coppia di ragazzi molto rispettosi dei metodi di produzione naturali, tanto da arare i loro sei ettari di terra, sui Colli Orientali del Friuli, ancora con l’aiuto dei cavalli. Nel calice va in scena la Malvasia di Vignai da Duline, nata da una vigna non cimata, i cui frutti sono vinificati e maturati in barrique (5 € il calice). Al naso si percepiscono interessanti sentori di agrumi e di erbe aromatiche con alcune sfumature di spezia. In bocca riecheggia l’aromaticità erbacea e poi si libera la freschezza dell’agrume. L’assaggio si conclude con un finale salino che stimola a riassaggiare questo delizioso nettare.

Non rimane altro che brindare: “SALÛT!” Anche qui consigliamo di provare il prosciutto crudo di San Daniele tagliato con la Berkel. Altrimenti, per chi volesse uscire con l’assaggio fuori regione, consigliamo la tartina con burrata e alici del Mar Cantabrico o una battuta di Fassona piemontese tagliata abilmente al coltello.

Enoteca Da Michele.Via Paolo Sarpi, 18/a. Udine. Tel. +39 391 394 4100

3. Leon d’Oro

L’insegna dice già tutto: “Mescita e ristoro”. Questa storica osteria è da sempre conosciuta per essere un luogo conviviale dove il vino e il cibo della tradizione si incontrano in uno splendido sodalizio dei sensi! Da qualche anno il Leon d’Oro è gestito da 4 ragazzi giovani, molto uniti ed appassionati del loro lavoro. In prima fila c’è Martin, conoscitore sul campo degli storici e dei nuovi interpreti del settore vitivinicolo. Con questa nuova squadra, il locale ha avuto una rivitalizzazione. All’interno non si trovano solo i tajut della casa, ma anche chicche da provare e riprovare. L’ambiente è semplice, ma molto curato, caratterizzato dagli immancabili tavoli in legno, che donano un tocco di friulanità, tipica delle case di “una volta”. Al Leon d’Oro si respira aria di casa circondati da casse di buon vino per solleticare i palati più sensibili a provare ogni volta qualcosa di diverso.

Il rito del tajut continua con uno spumante millesimato prodotto con metodo classico: il Piè di Mont dell’azienda agricola Rizzi (4 € il calice). Il vino nasce a Piedimonte, nel cuore del Collio Goriziano. All’olfatto questo calice di vino è interessantissimo. Le note sono morbide e si sentono sfumature di vegetazione mediterranea con alcune tendenze minerali. Il palato è avvolto dalle bollicine e da una base di frutta, che a fine sorso lascia sorprendentemente spazio alla freschezza. In abbinamento consigliamo di assaggiare le buonissime patate al forno, il frico, le magnifiche polpettine della casa o un crostino con prosciutto cotto e cren.

Leon d’OroVia dei Rizzani, 2. Udine. Tel. +39 0432 508778

4. Trattoria Ai Frati

La Trattoria Ai Frati è uno dei locali più suggestivi di Udine, collocato nel cuore cittadino, vicino alla Roggia, un tipico canale di acqua dolce, proveniente dal fiume Torre che scorre in diversi punti della città per poi proseguire verso sud, attraversando tutta la bassa friulana. D’estate l’osteria è un luogo molto romantico, consigliato per cene all’aperto nell’esclusivo angolo estivo al piano terra oppure nella curatissima terrazza esterna, collocata al secondo piano dell’edificio. Nei mesi più freddi dell’anno, si può assaporare il calore degli ambienti interni in tipico stile friulano, caratterizzati da bellissime travi a vista d’epoca e dal Fogolâr Furlan, il focolare domestico usato in passato nelle case per cucinare i pasti. Ai Frati si possono fare sfiziosi aperitivi, guidati dai suggerimenti della titolare, la signora Rosina, sempre molto indaffarata ed attenta a gestire il suo locale e ad offrire giusti consigli beverini ai commensali.

Il quarto tajut è il Friulano delle Terre di Faet, un vino del Collio (3,50 € il calice). Dal primo approccio olfattivo dimostra finezza, ma con una mineralità rocciosa messa in primo piano. Poi si inizia a sentire la frutta bianca: pesca, mela ma anche tratti più esotici di ananas. Il sorso è malizioso. Nel palato riecheggia la frutta bianca e anche la nota tipicamente mandorlata dell’uva di Tocai Friulano. Un appagante crostino caldo con il cotto e cren, grattugiato fresco al momento, rende questo momento perfetto!

Trattoria Ai FratiPiazzetta Antonini, 5. Udine. Tel. +39 0432 506926

5. Osteria Al Cappello

Vicina a Piazza delle Erbe, la piazza in cui una volta si svolgeva il mercato della frutta e della verdura, si trova l’Osteria Al Cappello, una tappa da dover assolutamente fare prima di salutare Udine. L’esterno è bello, con molti posti a sedere, super affollati nelle calde sere d’estate, ma l’interno è una vera sciccheria in furlan style. Il legno avvolge l’ambiente caldo e accogliente, caratterizzato dal tipico brusio delle tante voci dei fedelissimi amanti di questa storica locanda, collocata in un antico edificio, risalente al 1500. Sul soffitto (e da qui si può capire l’origine del nome) sono appesi tanti, tantissimi cappelli di epoche e provenienze diverse, alternati da lampadari ottenuti da bottigliette di gingerino, da teiere e naturalmente da bottiglie di vino. Alla guida c’è Monica, figlia di osti da generazioni. Con spirito sicuro e tenace porta avanti con successo la sua attività, diventata ormai famosa per le ottime tartine fatte in casa di tantissimi tipi e gusti.

Concludiamo il rito del tajut con un friulano, per non dire Il Friulano, un nettare divino prodotto da Doro Princic (5 € il calice). Il vino bianco friulano, che rappresenta alla perfezione il vitigno da cui nasce. La vinificazione avviene esclusivamente in acciaio, ed emana sentori complessi di erbe aromatiche, agrumi, note officinali e balsamiche. Al sorso sconvolge di piacere per la sua appagante avvolgenza, anche se è fresco e con una resistenza prolungata. Il miglior modo per concludere il rito del Tajut in città.

“MANDI! Alla prossima tappa”!

Osteria Al Cappello. Via Paolo Sarpi, 5. Udine. Tel. +39 0432 299327

Ricordate che in accompagnamento sono disponibili sempre tartine il cui prezzo parte da 1,50 €.

Siete pronti per unirvi al rito del tajut?