Carmela e i suoi fratelli aka lo Sgonfiotto. Lo street food in piazza Medaglie d’Oro a Napoli è cresciuta.

Qui all’Arenella (ma ormai la 10a municipalità ha accorpato anche il Vomero) è una delle migliori pizzerie di quartiere.

E l’aspetto che più colpisce è il pizzaiolo: deve ancora compiere 18 anni.

Carmela è la sorella che è in sala (ma stasera è di riposo) e i fratelli, Alessandro il pizzaiolo, Enzo il cuoco e Giuseppe il friggitore insieme a mamma e papà Esposito conducono il banco delle delizie che attirano gli appetiti dei più giovani e ora la pizzeria con pochi posti a sedere.

Il forno occhieggia in sala dalla porta di comunicazione tra i due ambienti che mantengono separate le destinazioni: da una parte la sala della pizzeria, dall’altro il banco dell’asporto nella più classica delle accezioni dello street food che qui in collina era strettamente legato ai nomi di Imperatore e della Villa di Lucullo. Nella vetrina occhieggiano i panini napoletani, vero e proprio inno al colesterolo di goduria, che vengono via a 2,50 €.

E poi c’è il classico, lo sgonfiotto che è il nome con cui l’esercizio è conosciuto da prima che la famiglia Esposito aprisse la pizzeria con i tavoli. E qui ci vanno un paio di precisazioni. La prima è che si tratta di un #diversamente sgonfiotto: non è il dolce toscano con la confettura. La seconda è che c’è un’evoluzione di qualità. Storicamente lo sgonfiotto di piazza Medaglie d’Oro è con farcito con prosciutto e (orrore) sottilette.

Ora il nuovo corso della pizzeria con i tavoli ha portato in carta un tris di sgonfiotti come antipasto (7 €) che abbiamo assaggiato in apertura (meglio andarci piano per arrivare alla pizza e condividere al tavolo). Buone le interpretazioni invernali con le scarole e la salsiccia e friarielli (destinate a cedere il passo a ingredienti primaverili) e l’evergreen ricotta e cicoli.

Per i più tradizionalisti ci sono anche le normali montanarine (tris a 5 €), ma se vai allo Sgonfiotto ci vuole questa palletta morbida con il velo croccante.

Buona la frittura, buono l’impasto. Il più giovane dei fratelli, Alessandro, è attento osservatore delle nuove tendenze e la sua pizza è figlia degli insegnamenti di uno dei pizzaioli più in forma del momento: Salvatore Lioniello. A ricordare il percorso, la targa del corso in bella mostra.

Una pizza canotto “borghese” (cioè, non esagerata) che il giovanissimo pizzaiolo sta evolvendo e che già ha una buona scioglievolezza costruita con prefermento e chiusura a lunga lievitazione: “Farina rossa e poi blu del Mulino Caputo”, spiega il giovanissimo Alessandro. Un classico rivisitato, se vogliamo.

La pizza margherita (5 €) è di buona esecuzione e si avvantaggia dei pomodori de La Rosina e del Fiordilatte dei Monti di Latteria Sorrentina. Qualche incertezza nella cottura che si spinge un po’ oltre il limite nel forno a gas.

Pizzeria borghese che ha anche una parte trattoria proprio come si usava una volta. Ed ecco la genovese (6,50 €!) e la tagliata di scottona (17 €) curata da Enzo che sta muovendo i primi passi anche con la pizza in teglia.

Ci fermiamo qui anche per ritornarci e assaggiare le versioni primaverili di sgonfiotti e pizze.

E vedere se Carmela e i suoi fratelli ci regaleranno qualche altra buona sorpresa.

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Carmela e i suoi fratelli. Piazza Medaglie d’Oro, 24. Napoli. Tel. +39 081 1936 3658

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Vincenzo Pagano

Vincenzo Pagano

Fulminato sulla strada dei ristoranti, delle pizze, dei gelati, degli hamburger, apre Scatti di Gusto e da allora non ha mai smesso di curiosare tra cucine, forni e tavole.

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