Il foto racconto della Scorticata 2012, la sagra d’estate più bella che c’è

Scorticata 2012 qualche foto perché vi fissiate in mente il possibile appuntamento di apertura dell’estate, quella calda del mare e del solleone ma in versione gastronomica. Se non siete venuti, fateci un pensierino. L’organizzazione di Fausto Fratti è valida con il mix tra la sagra, la musica e i ristoranti. Tutti in piazza, tutti di qualità. A Torriana si gioca serio, nulla a che vedere con le feste del cibo mediocre in gran quantità a prezzi di saldo.

Aprirei subito c0n il padrone di casa, lo chef resident Pier Giorgio Parini che si è trasferito in strada per preparare una pasta ortolana bella colorata e buona.

Seguita da un coniglio tonnato che bocconcino dopo bocconcino ti saresti mangiato tutto l’animale. Avvertenza da programma per coloro che non hanno mai partecipato alla Scorticata, la Collina dei Piaceri. Qui rispettano gli orari e se si arriva tardi dei piatti degli chef resta solo il ricordo.

L’ospite della seconda serata è stata la simpatica Aurora Mazzucchelli del ristorante Marconi di Sasso Marconi. Come detto, chi tardi arriva male alloggia e i ravioli di parmigiano al profumo di lavanda posso solo immaginarli.

Per fortuna c’era il piano B, anzi T, tortellini. Un confort food che in una sagra non dovrebbe mancare per legge.

Albicocche. E’ stagione e la loro dolcezza sta benissimo con il manzo caramellato della chef bolognese. Morbidissima, la carne era in realtà lingua che ha mangiato anche chi sta lontanissima dal quinto quarto.

La Scorticata è occasione di scambi cultural-gastronomici. Guardate loro due felicissimi. E ti credo, fetta di cassata di Corrado Assenza con ricotta “arrendevole”. Direttamente dalla Sicilia con tutto il pasticciere a prepararle ogni mattina. Nemmeno se fossimo tutti al Caffè Sicilia a Noto (Siracusa).

La Tana di Alessandro Del Degan è più vicina a Torriana, ma assaggiare le proposte di uno dei giovani del calendario che spadella sotto i gazebo dell’area ristoranti fa piacere.

Buono l’orzo al pino mugo mantecato con l’Asiago. Non pervenuto il maiale nel senso che le porzioni preventivare sono finite in un amen. Bisognerà andare ad Asiago per assaggiarlo.

Tra i produttori, very strong i formaggi di capra delle Ramate, nati da una fuga dalla città dei due proprietari sui monti sopra Acqui Terme.

Mi ha completamente convinto sulla destagionalizzazione del cotechino, il profeta Diego Sorba del Tabarro. Siamo finiti a mariola che del cotechino è la versione della Bassa Parmense molto ricercata e non diffusissima.A luglio potrebbe sembrare un azzardo, ma a tarda sera, anzi notte, al fresco di Torriana è finita in un battibaleno. La teoria della mariola elaborata alla Scorticata è che occorre gustarla nel pane, due fette a mo’ di panino.

C’è anche musica alla Collina dei Piaceri di Torriana. Io vi segnalo Gloria Turrini con una voce portentosa che ci ha tenuti incollati alle sedie per l’intera serata.

Per l’ultima giornata, il piano di battaglia ha previsto in anticipo l’arrivo in piazza dal vicino Pomo Reale (crostate al mattino da annotare) e un attacco alla postazione di Antonia Klugmann de L’Argine che ha sfornato come richiede l’organizzazione due piatti.

Divertente il riso, alici e caffè preparato alla maniera orientale e con i funghi porcini croccanti.

E poi la pancia di maiale cotta a bassa temperatura con pane e mela agostana.

Per la sezione emergenti, Christian Milone della trattoria Zappatori di Pinerolo (Corso Torino, 34 Torino. Tel. 0121 374158) ha preparato gli agnolotti del plin olio e grana.

Buoni, molto buoni.

E poi un altro grande classico tra i piatti freddi, validissimo per una serata all’aperto. Vitello tonnato alla loro maniera.

Lo chef resident Pier Giorgio Parini si è superato con una quaglia al forno, patate schiacciate e (ovvio) erbe aromatiche.

E poi si è inventato giusto la mattina il piatto della serata.

Crocchette di fave, crema di melanzane e menta. Uno street food che ha riscosso molto successo ma che potrebbe sedere alla tavola stellata del Povero Diavolo senza alcun timore.

Lato Sud, Accursio Craparo della Gazza Ladra ha fatto sentire le note dalla Sicilia.

Un cremoso di caprino con grano cotto e ortaggi che ho lasciato sfilare sotto i miei occhi per abuso di stand di produttori ma che ha deliziato i commensali in attesa del piatto che volevo assaggiare.

Spaghetto all’acciuga, peperoncino, cipollotto, pane abbrustolito che ho mandato in confronto mentale con la ricetta di Corrado Assenza. Voto la mandorla a tutte le ore.

Poi ci sarebbe da dire dei fuori orario, delle invenzioni notturne di Fausto Fratti, dei produttori che portano fin qui i loro tesori, dei tanti che lavorano dietro le quinte.

E che si divertono a tutte le ore. Ecco, questa in breve la Scorticata, sottotitolo La Collina dei Piaceri. Noi ne abbiamo trovati abbastanza per inerpicarsi su fino a Torriana. Oltre al fatto che qui c’è l’Osteria del Povero Diavolo, stella Michelin che, fate attenzione, durante la festa è chiusa. Ora sono riuscito a spiegare quanto è importante questa sagra dell’eccellenza?



5 commenti su “Il foto racconto della Scorticata 2012, la sagra d’estate più bella che c’è

  1. Odio Scatti di gusto. Anche gli Scatti fotografici, ovvio. Odio Vincenzo Pagano. Odio i suoi reportage con foto e racconto di tutto. Odio l’idea che lui i sia mangiato (quasi) tutto quanto. Odio le foto da mangiare con gli ochhi. Odio la Scorticata.
    Amo Scatti di gusto. E le sue foto. Amo Vincenzo Pagano, ma scusa Vince’ – amo ancor di più Aurora Mazzucchelli, anche solo per la foto meravigliosa, che ti fa sorridere il cuore. Amo i suoi ravioli al parmigiano lavanda. Ok, fra Aurore e la mariola è un bel match – da bravo emiliano, amo tutte e due incondizionatamente. E amo Christian Milone – avevo mangiato agli Zappatori qualche anno fa, ed ero rimasto moolto colpito. Dovrò tornarci, ora, da blogger.
    No no – scattidigustio la odio.- anche Vincenzo. Anzi lo amo, un po’ e lo odio, un po’ e tanto.
    Devo prenotare la Scorticata 2013.

  2. Eh Eh Vincenzo! Proprio perchè il filo d’arianna del tuo racconto è “chi tardi arriva male mangia…o meglio non trova nulla”, nel tuo articolo hai recensito solo piatti facenti parte della seconda e terza serata (perchè il ritardatario della prima eri tu ah ah). Quello che ho letto e soprattutto visto nelle foto del tuo “spaccato di scorticata” è allettante, ma l’obbiettività e la pienezza sarebbe stata nel poter raccontare anche la prima di serata, dove ahimè mancava il BIG che tutti aspettavano e la qualità culinaria beh…..diciamo che altre sagre quest’anno hanno superato di gran lunga una rupe spenta e poco colorata. Forse il faro faceva poca luce!!!

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