Roma. La Luce delle stelle Michelin brilla intensa al Pagliaccio

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Il ventesimo anniversario del vino Luce, frutto dell’amicizia di due grandi interpreti della storia enologica contemporanea, Vittorio Frescobaldi e Robert Mondavi, è stato celebrato insieme all’inaugurazione della cantina Luce de Il Pagliaccio, il ristorante di Anthony Genovese, 2 stelle Michelin a Roma.

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La collaborazione tra due grandi famiglie del vino ha portato al un blend inedito di Sangiovese e Merlot: Luce appunto. E’ stata Margareth Mondavi a idearlo per ricordare un raggio di sole su Montalcino dopo un forte temporale, ma soprattutto in omaggio al fiorire di una nuova vita.

Terminata la partnership nel 2004, l’amicizia e il legame hanno fatto sì che Lamberto Frescobaldi e Tim Mondovi utilizzassero la splendida etichetta, tutta oro e sole, della ventesima vendemmia.

Ecco la cantina, luogo emozionante, curato nei minimi dettagli, dai colori rosso e oro, con un grande tavolo al centro e la Stella di Luce incastonata, sarà aperta ai clienti per visite e degustazioni. E finalmente lo chef Anthony è riuscito ad emozionarmi con  le sue creazioni che ha abbinato alle annate più significative di Luce. Ammiro da sempre la sua tecnica, sapienza e gusto, ma non era mai scoccata quella scintilla che ti fa innamorare di un piatto, di un colore, di una cucina. Fino a ieri.

Ora vi racconto cosa ha preparato Anthony Genovese e mi darete sicuramente ragione.

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Manzo d’autunno … funghi e radici. Piatto di impatto cromatico ma sobrio con il gioco di consistenze, texture e sapori tra fettine di carne tenerissima, insalatine, frutti di bosco, gelato di senape. Armonioso e delicato, è stato abbinato a Luce 2012, equilibrato, fine e complesso, dai sentori di ribes rosso, tabacco e spezie.

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Tortelli di maiale, pecorino e broccoletti. Adoro la consistenza di questa pasta, un po’ spessa e leggermente croccante, ben insaporita tra il ripieno e il condimento. Il broccoletto appena scottato è amarognolo, ed è difficile mangiarlo così “nature” in un ristorante stellato, dove i sapori sono spesso patinati. Il piatto abbinato a Luce 2006, porpora intenso, dai sentori di frutta a bacca rossa, con le note balsamiche e l’amarognolo della liquirizia, era perfetto.

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Coda di bue, topinambur, cavoletti di Bruxelles. Molto tenera, la carne spolpata è servita in due quenelle con verdure croccanti e una spolverata di un finissimo crumble, combinazione perfetta per Luce 2001, un vino “dai profumi scuri” come lo ha descritto poeticamente un’amica sommelier. In effetti, cuoio, tabacco, cioccolato escono fuori prepotentemente, ma armoniosamente, svelando il mistero di un vino perfetto.

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Barretta cremosa alla birra Kriek, crumble di ovomaltine e ciliegie. Insolito il dessert, non è esageratamente dolce, temevo di sentire troppo la birra, ma niente, ogni molecola di odori e sapori era calcolata. Abbinato al Castello di Pomino Vinsanto 2007 era una degna conclusione di un pranzo raffinato.

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Le “solite” frivolezze per accompagnare il caffè davvero deliziose.

Insomma, ho visto brillare molto intensa la Luce delle stelle di Anthony. 

Ristorante Il Pagliaccio. Via dei Banchi Vecchi, 129/a. Roma. Tel. +39 06 6880 9595



giovedì, 19 novembre 2015 | ore 15:26

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