Tempo di Salone del Mobile a Milano. Tempo di riflessione sull’arredamento e sull’architettura. Quanto deve la cucina all’architettura e al design? Molto, moltissimo. La ricerca e l’innovazione non riguardano solo il contenuto, ma anche il contenitore. Sbrigativamente si cerca di far passare come inesistente il credito che la cucina deve agli architetti e ai designer. Ma non è così. Si può restare perplessi su alcune ibridazioni che vedono gli chef trasformarsi in designer (Alberto Alessi in questo senso ha espresso un niet molto duro), ma il fatto stesso che Moreno Cedroni e Davide Scabin, tanto per citare, abbiano seguito e seguano con successo questa strada qualcosa vorrà pur dire. E vorrà dire qualcosa se il concept delle Calandre sia stato studiato da Massimiliano Alajmo in funzione di esaltazione scenografica del cibo fino a proporre il set da tavola per la Rosenthal. Forma come funzione è il banale ma mai sorpassato approccio alla progettazione di elementi che accompagnano il preparare e il consumare cibo. Around Food, in onda oggi pomeriggio nella sede di Via Monterosa del Sole 24 Ore (altro tempio della nuova architettura meneghina), indagherà il rapporto tra materiali da costruzione e cibo e la relazione che verrà a crearsi tra tre protagonisti del Food: Paolo Parisi con le sue celeberrime uova, Davide Scabin, tra i primi a credere nelle composizioni architettoniche nel e con il piatto, Oliviero Toscani, da sempre punto di unione tra fotografia, comunicazione e cibo/vino. I 24 assaggiatori che saranno costretti ad assaggiare i piatti senza utilizzare il déjà-vu piatto percorreranno di fatto nuove strade per far arrivare il cibo alla bocca. E la domanda è: questa nuova strada peggiorerà la qualità del cibo proposto? Potrà il diverso sistema di assunzione avere lo stesso impatto di una tavola senza tovaglia quasi che l’assenza di una nappa possa inficiare il giudizio del critico-gastrofanatico alle prese con la nuova carta? La sociologia dei comportamenti a tavola ha una vasta letteratura e anche su queste pagine abbiamo riportato le impressioni di un team francese. Certo, derubricare a ininfluente il rapporto complesso che si crea tra una forchetta e un cibo è troppo frettoloso. Altrimenti saremo ancora ad utilizzare le mani e a privarci del piacere di una ricetta più complessa di un pezzo di carne messo sul girarrosto del paleolitico.

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Proviamo, quindi, a esplorare qualche creazione che riguardi il mondo della cucina e partiamo non dagli oggetti quanto dall’involucro. Lo facciamo in compagnia dell’architetto fiorentino Claudio Nardi. Una delle sue realizzazioni riguarda il Riva Lofts di Firenze, un piccolo borgo industriale artigianale dell’800 che era stato ristrutturato alla fine degli anni ’90 per creare la propria casa-studio. Poi, nel 2004 il progetto con la collaborazione di Patrizia Masetti per un cambiamento di destinazione: da residenza privata a dimora per gli ospiti con la creazione di 9 appartamenti. Ognuno dotato di cucina. Ed è questo l’elemento caratterizzante del progetto ai nostri occhi. L’idea di Alice Nardi, la figlia dell’architetto, era quella di offrire un’ospitalità non di tipo strettamente alberghiero ma piuttosto residenziale: un soggiornare a Firenze come un fiorentino. Nulla di particolare considerato che di strutture con la medesima filosofia, gli “apartahotel” sono ben diffusi. Il Riva Lofts ha dalla sua la progettazione di tutte le cucine e non il semplice inserimento di un modello della grande industria nello spazio dedicato. E questo fa la differenza. Claudio Nardi ha quindi progettato ogni cucina. Per tutti c’è la ovvia possibilità di confrontare la propria cucina con quelle del Riva Lofts in un soggiorno fiorentino che ha anche il pregio di offrire diverse ampiezze di sistemazione grazie agli appartamenti concepiti con il sistema degli studio francesi.

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In 35 metri quadri, ecco la design kitchenette che potrebbe risolvere il problema di arredo della seconda casa in montagna. Grande comodità di uso con la porta scorrevole del mobile contenitore e astuto risparmio di spazio grazie al rubinetto a parete. Ingresso dal giardino. (Soggiorno per una notte 210 €).

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Vi sentite ancora più minimalisti? Allora la cucina del Deluxe Studio 7 fa al vostro caso con la lama del lavello agganciata a parete e nessun mobile a ingombrare la vista. Il “tappo” che chiude la vasca vi permette di avere un piano senza soluzione di continuità anche se si hanno a disposizione pochi metri quadrati. (Soggiorno per una notte 240 €).

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E la luce? Avendo una bella porta finestra sul giardino come al Riva Lofts, anche i meno pratici riusciranno a scattare foto dei cibi senza alcun problema. La cucina è meglio non averla cieca e non solo per questione di areazione. Di sera, però, vorrete vedere cosa c’è nel piatto! A me sono piaciute le fonti di illuminazione dei due Superior Deluxe Studio 5 e 6 rispettivamente di 40 e 45 metri quadri. (Soggiorno per una notte 280 €).

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Se avete pensato al sottoscala come ad un luogo per scope e strofinacci, vuol dire che non siete andati oltre la porta delle cantinole e annessi nei film (di paura) dell’America di provincia. Lasciate perdere trini e fiorellini e guardate la sapiente disposizione del Superior Deluxe Studio 9. Claudio Nardi incassa sotto le pedate di una scala aerea un blocco elegante e sobrio che unisce legno, corian e acciaio dando movimento alla prima pedata che si trasforma in appoggio per il benvenuto della casa, una scatola con la pasta per avere l’indispensabile a portata di fornello. (Soggiorno per una notte 280 €).

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E per gli spazi più ampi? Ecco l’ampio open space del Loft Studio n 8 di 100 metri quadri con la cucina chiusa da una quinta di design che la divide dalla zona letto con il matrimoniale dominato dallo scenografico baldacchino. L’area pranzo fronteggia la zona conversazione e solo un cactus divide idealmente le aree conviviali da quelle del riposo. (Soggiorno per una notte 550 €).

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Vi ha stufato il bianco dei piani? Allora per voi potrebbe andare meglio i toni scuri della cucina che arreda il Loft Studio 4, 75 metri quadri su tre piani con bellissime viste sull’Arno e struggente quadro dal letto sull’acqua che scorre. Una scelta da cucina-salotto che potrebbe rendere più eleganti le vostre portate. (Soggiorno per una notte 550 €).

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Io la cucina del Riva Lofts l’ho trovata strabiliante anche perchè l’ho conosciuta con i piatti di pesce di Luciano Zazzeri. Insomma, Zazzeri più Nardi, cucina più architettura per una prova di interazione che ha dato ottimi risultati. E la vostra cucina com’è? Di buona architettura?

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Riva Lofts Florence. Via Baccio Bandinelli 98, 50142 Firenze. Tel. +39.055.7130272. www.rivalofts.com

Foto: Francesco Arena

1 commento

  1. Gran bel posto, tutto sommato conveniente considerato lo spazio a disposizione e l’eleganza degli ambienti! Grazie per la segnalazione

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