La gricia della Strana Coppia con i paccheri e le verdure

Tempo di lettura: 3 minuti

Il piatto è lucido, quasi ci si può specchiare dentro, l’ultima goccia del sughetto della vignarola è stato scientificamente pulito dal piatto grazie ad un uso quasi chirurgico del buon pane casereccio che Alessandro, gourmet d’antan, si era premurato di comprare da Pomarius.
Il giradischi suona un brano magico 2HB –To Humphrey Bogart!– dei Roxy Music, il glam rock ragazzi! Ispirati dalla voce ipnotica di Bryan Ferry io ed Alessandro ci lanciamo uno sguardo d’intesa: che Gricia con le fave sia, ma che sia glam!

Senza dirci nulla assaltiamo la cucina: quando alzo gli occhi dopo il taglio del guanciale, Alessandro ha già messo il pentolone dell’acqua a bollire e la padella di ferro a prender calore, un po’ di strutto per dare l’avvio ed il guanciale è già li a sfrigolare e ad emanare quel profumo intenso che solo chi passa per Roma conosce e adora.

Ecco allora che il rock si materializza in questo piatto tipico della cucina capitolina: uno splendido cipollotto fresco occhieggia dalla busta delle verdure ancora posata sul tavolo della cucina; non curante del rigore per la tradizione lo prendo e nel verso della lunghezza lo taglio a julienne facendo ben attenzione a mantenerne la parte verde fresca e profumata. Il risultato è perfetto, un taglio quasi giapponese per un piatto profondamente romanesco, Bryan Ferry ha funzionato.

Il guanciale è ormai croccante fuori e fondente dentro, Alessandro come sempre è stato perfetto in questa operazione, è arrivato il momento di toglierlo dal fuoco e disporlo sulla carta assorbente ad aspettare di nuovo il suo turno.
Nel prezioso intingolo lasciato in eredità nella padella, tuffiamo il cipolotto e le fave anche questa volta svestite della loro buccia, vogliamo solo la nota fresca del vegetale, la nostra pasta deve urlare primavera!

Mentre la padella stufa dolcemente il tesoro che contiene, butto nell’acqua bollente dei bellissimi paccheri di Geppino Afeltra (amico di Vincenzo) e poi mi avvicino al giradischi per metter su un altro pezzo: Make Up di Lou Reed il cui ritmo cadenzato sembra quasi raccontare una ricetta con tutti i suoi passaggi.
Grattuggio il pecorino di Gregorio, il suo profumo intenso si spande nella cucina miscelandosi a tutti gli altri profumi creando un mix esplosivo per la nostra salivazione. Alessandro mi guarda sorridente. Il pacchero è pronto, la cottura è perfetta e l’acqua di cottura è limpida segno che ha rilasciato poco amido: non resta che finire il piatto e preparare le mascelle già in agguato come tigri.
Alessandro fa saltare energicamente la pasta nella bastardella di acciaio, lasciandole incorporare tutti i sapori ed aiutandola a vestirsi di una intrigante salsa lievemente mantecate, il guanciale quando urta le pareti di acciaio sembra quasi seguire la batteria di Ziggy Stardust, un goccio di olio buono a crudo e ci siamo, non resta che impiattare!

Le porzioni vengono preparate dal padrone di casa, mentre la forchetta nella mia mano quasi brucia dalla voglia di provare questa meraviglia; anche Vincenzo evidentemente freme impiegando pochi secondi a fare le fotografie del caso al piatto finito.

Mi preparo un boccone perfetto, portandolo alla bocca il naso urla di gioia, ma come inizio la masticazione ed inizio ad assaporare le consistenze ed i sapori mi rendo conto che grande cosa è la cucina romana quando sposa la primavera e… caspita se è glam!
Uno sguardo ad Alessandro mi fa capire che anche lui sta condividendo con me questo momento di estasi, mentre Vincenzo se ne sta pacioso e sorridente con il piatto vuoto posato sul tavolo… non manca nulla, anzi no, manca un buon bicchiere di vino, ma come per incanto un bicchiere di Lambrusco di Sorbara si materializza tra le mie mani ed allora la magia è compiuta.

Ingredienti per 4 persone
½ kg di paccheri Afeltra
300 g di guanciale
200 g di fave
1 cipolloto fresco
250 g di pecorino riserva di Gregorio Rotolo
sale q.b.
pepe q.b.
strutto
olio extra vergine di oliva

(cliccando sull’icona si apre la galleria con le foto ingrandite. Sulla destra della prima foto appare la freccia per scorrere tutte le immagini)

32 Commenti

  1. bravo andrè, non solo stai diventà bravo a cucinare e a fotografare… ma anche a scrive! Me debbo preoccupà del nome in ditta 😉

  2. Alessa’, ma non è che avete lasciato il guanciale due secondi in più in padella?…lascia stare, e’ solo invidia. Complimenti per la mantecatura e per la colonna sonora.

    E bravo Andrea per la penna.

    Lo so, lo so che erano paccheri…dicevo la penna che scrive non quella che ingrassa : )

  3. Me ne mangerei una cofana solo per Ziggy.
    Dove compro Afeltre e il pecorino di Gregorio????
    A Roma ovviamente. Considerando che siamo a casa Bocchetti mi sorprende il piatto. Un poco geometrico e barocco per il gusto puro degli Alessandr al 2

  4. ha risposto a mantaray: Non so perchè… ma preferisco la penna edibile, l’inchiostro (specialmente a cena) mi risulta un pò indigesto!
    grazie…

  5. ha risposto a Manu: mha… la foto con le fauci ben aperte è un pò inquietante 😉 hai presente le foto degli ippopotami nei safari?!

  6. ha risposto a jovica todorovic (teo): Afeltra a Roma non ti saprei dire (Vincenzo magari è preparato).
    Per quanto riguarda Gregorio lui viene spesso ai farmer market romani (per esempio a quello della città dell’altra economia).

  7. sono di Gragnano e qui il pastificio afeltra non c’e piu da tantissimi anni, i paccheri piu’ buoni in assoluto fatti con la semola italiane e trafilati come si faceva una volta li fa solo la cooperativa pastai gragnanesi

    provate per credere http://www.pastaigragnanesi.it

  8. ha risposto a Antonio: Cerco di chiarire. Il marchio Giuseppe Afeltra è di Geppino Afeltra. E’ un marchio di famiglia che sta “riattivando” con una produzione di pasta che per il momento viene fatta in un altro stabilimento. Noi l’abbiamo assaggiata e pur essendo prevenuti (io conosco Geppino e la sua attività è sempre stata altra, ma probabilmente la pasta l’ha nel DNA) l’abbiamo trovata molto buona.

    Si tratta di un esperimento (l’imballaggio ad esempio è cambiato rispetto a quello che vedete in foto) che seguiremo.

    Qui il sito di lancio con il video
    http://www.pastificiogiuseppeafeltra.it/

  9. ha risposto a Vincenzo Pagano:
    caro Vincenzo la storia è come Gerardo di Nola non si sa dove la fabbrica si sta solo speculando sul nome.
    Ma la pasta di Gragnano non deve essere prodotta a gragnano e non avere come Geppino Afeltra una sede fittizzia a via roma 28 a fianco al vero Pastificio Afeltra del Sig. Farinetti? e la sede a salerno….si è solo registrato un etichetta
    In questo caso è COMMERCIANTE DI PASTA!

  10. ha risposto a MARIO: Boh, non so chi sia geppino alfetra, però i due formati che ho cucinato (spaghetto e pacchero… Erano proprio buoni! Cmq dire che la sola pasta di gragnano sia quella dei produttori mi sembra una forzatura… E faella, i campi ecc?

  11. ha risposto a Alessandro Bocchetti: La Pasta di Gragnano viene prodotta e confezionata a Gragnano,Faella i Campi sono di Gragnano ed hanno veramente uno stabilimento.Non “imbustano” .Lo sai che per un prodotto IGP come la pasta di Gragnano non avere lo stabilimento o produttori comi li chiami è UNA TRUFFA.

  12. ha risposto a MARIO: Diciamo che se la fa produrre con delle indicazioni che derivano dai consigli di un noto (e anziano) maestro pastaio. Quindi non è nemmeno un commerciante (che avrebbe più marchi probabilmente)

    L’ho specificato: eravamo prevenuti. Non ci interessavano molto le storie da tribunale, nè tantomeno se il vero marchio Afeltra era di Olimpio ora acquistato da Oscar Farinetti (che dice di chiamarsi così perché la sua famiglia è sempre stata legata al grano mentre i suoi detrattori affermano che è un’invenzione di marketing) ma il risultato.

  13. ha risposto a MARIO: Quindi, secondo te, se io vado in uno stabilimento di Gragnano e chiedo di fare la pasta a marchio scattidigusto metto tutte le indicazioni in etichetta faccio una truffa?

  14. ha risposto a Vincenzo Pagano:
    No questo no molti non mettono dove è prodotta.
    Pero’ non ti fai pubblicita dicendo che sei un vecchio produttore da generazioni dal 1895….
    Chi gliela produce a Gragano visto che sei cosi informato?

  15. ha risposto a MARIO: Nessun problema.

    Ho chiamato ora Geppino Afeltra per farmi confermare una notizia che mi aveva dato.

    Ha comprato il 65% delle Antiche Tradizioni di Gragnano che ha il suo plesso a Gragnano. Inoltre, stanno cercando un altro sito di produzione sempre a Gragnano.

    Antiche tradizioni sarà il marchio da GDO, mentre Giuseppe Afeltra sarà dedicato ai gourmet.

    Chiedo scusa per il mastro pastaio anziano, avevo confuso il nonno di Geppino con Antonio Cesarano 🙂

    Qualche altra info riguarda il nuovo impianto di essiccazione.

    A Roma la pasta Giuseppe Afeltra si trova alla Peonia a Via delle Carrozze (a un prezzo secondo me altini, 7,50 € al kg).

    A settembre faremo una comparativa (Geppino è impegnato nel lancio negli States) dei prodotti e guarderemo con attenzione anche alle nuove semole. Mi dice che il prodotto è migliorato dopo la fase di avvio. Vedremo.

    Intanto, e chiudo, voci gragnanesi dicono che il pastificio Afeltra di Oscar Farinetti sia in vendita. Prezzo richiesto, 10 milioni di euro. Non so quanto sia fondata la voce e quindi la dç con tutto il beneficio dell’inventario per sottolineare che il mondo della pasta è in grande fermento come l’uscita di Garofalo dal Consorzio di Gragnano aveva già lasciato intendere.

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