Dove mangiare bene a Roma. Pizza, seduti o da asporto, e ristoranti. Se lo sono chiesti al Guardian e hanno pubblicato due liste con 10 nomi per la pizza e 10 per i ristoranti. La prima compilata da Katie Parla, la seconda da Diane Seed. Blogger ed esperta di cibo e viaggi la prima, autrice e insegnante che ha vissuto a Roma per 30 anni la seconda.

Due liste che potremmo definire diametralmente opposte quanto a ispirazione.

Katie Parla ha selezionato per la pizza

  1. Antico Forno Roscioli (la pizza bianca preferita da scolaresche, giovani, turisti e anziani, praticamente tutti, da mangiare camminando)
  2. Forno Campo de’ Fiori (il competitore di Roscioli che è in lizza per il primato della pizza romana, è citato per la prosciutto e fichi di stagione)
  3. La Gatta Mangiona (Giancarlo Casa ha fatto breccia con la scozzese con salmone e i supplì con ragù bianco, mentre in foto c’è la Igles dedicata a Corelli)
  4. Sforno (la pizza elastica è simile a quella napoletana e c’è la cacio e pepe)
  5. Da Remo (qui la scrocchiarella la fa da padrona)
  6. La Fucina ( la formula degustazione e gli abbinamenti con il vino sono imprendibili)
  7. Life Pizzeria Bio (una delle ultime aperture in città è segnalata per l’offerta vegetariana)
  8. Li Rioni (croccante romana da gustare all’aperto e comunque la migliore al centro di Roma)
  9. Pizzarium (Gabriele Bonci ha battaglioni di fan e Katie Parla è stabilmente nelle sue file grazie ai prodotti biologici a partire dalla farina)
  10. 00100 (il “triangolar pocket” cioè il trapizzino con gli ingredienti della cucina tipica romana sono un altro richiamo per gli stranieri)

E fin qui potremmo sposare anche buona parte della lista proposta da Katie Parla. Forse levare qualcuno per aggiungere anche la recentissima apertura di Lievito Madre, sempre a Roma a via Lemonia, che è una propaggine dello stellato Giuda Ballerino.

Ma quanti potrebbero dirsi d’accordo con i ristoranti scelti da Diane Seed?

  1. Ditirambo (specialità cacio e pepe e patate con formaggio fonduta oltre a specialità di altre regioni italiane)
  2. Fortunato al Pantheon (frequentato da politici e da ricordare per le polpette con i carciofi oltre che gli immancabili spaghetti con le vongole)
  3. Il Convivio Troiani (il neo stellato romano è un sapiente mix tra vecchio e nuovo)
  4. La Tavernaccia (conduzione familiare, prosciutto, paste tradizionali e un paio di dolci per un alto ristorante con tavoli estivi)
  5. L’Archeologia (l’antica stazione di posta sull’Appia Antica con tanto di giardino glicinato è un’attrattiva irresistibile. Ottima la carne alla griglia)
  6. Roma Sparita (Trastevere dimenticata rappresenta un’oasi in un deserto di cibo cattivo. Anche qui cacio e pepe servita su uno scenografico guscio croccante di Parmigiano(!) per stupire)
  7. Toscano (serve una delle migliori carni della città ovviamente accompagnate dai fagioli al fiasco. Immancabili i tavoli all’aperto)
  8. Vascello (a Monteverde con i ravioli di grandi dimensioni e gli spaghetti con la bottarga)
  9. Il Tempio di Iside (il ristorante attira i romani che amano il buon pesce e merita il massimo riconoscimento di conoscenza del mare. Tra i piatti, spaghetti con la granseola)
  10. Cecilia Metella (la splendida tomba sull’Appia ha ispirato Scrigno, specialità di pasta cotta e servita in ciotole di terracotta. Altrimenti, ziti al prosciutto, peccaminosi nella loro burrosità).

Ora, senza fare troppi giri di parole, non vi sembra che manchi qualche nome a questa lista per far assaggiare una cacio e pepe, una carbonara, un po’ di trippa. Sento già qualcuno che potrebbe chiedersi questi 30 anni vissuti (pericolosamente) a Roma in che secolo si collocano. Che più che uno scrigno pensate a una tomba per la pasta o in alternativa agli gnocchi alla sorrentina. Che non ve ne frega niente di pergole, glicini e pecore al pascolo nemmeno fosse un quadro del Grand Tour.

Ma noi possiamo dare qualche indicazione da romani “based” ma soprattutto magnanti nella Capitale a Diane Seed (e spiegare a Katie che anche per lei la pizza sta diventando più importante dei suoi amati (e untuosi) burger)?

33 Commenti

  1. rido sull’elenco…
    pensavo che alcumi di questi posti fossero chiusi… Poi ho capito, la chiave è L’Archeologia, non solo un ristorante… ma una dichiarazione d’intenti… 😀

  2. Il Vascello dai Sardi????? Santa pace, sono 12 anni che passo davanti a quel vicoletto e ogni volta mi chiedo “Ma ‘sto posto quando si decidono a dargli una ripulita?” Ha un’aria anni ’70…come dire…alluminiamente anodizzata. 😀
    Diane Seed avrà pure vissuto 30 anni a Roma, ma bisognerebbe capire da quando a quando.

  3. Basta se movere e li trovi vicino. Ennamo

    Ditirambo → La Tartaruga

    Fortunato al Pantheon → Armando al Pantheon (c’erano andati vicino)

    Il Convivio Troiani → Il Convivio Troiani (Un po’ di storia)

    La Tavernaccia → Osteria Fernanda

    L’Archeologia → Da Priscilla

    Roma Sparita → e meno male

    Toscano → La piccola Toscana (ma gliedevidì di nun fà casino)

    Vascello → affonnato ai tempi de mi nonno

    Il Tempio di Iside → Pascucci

    Cecilia Metella → il cesto del picnic

  4. ha risposto a Katie Parla: Sì Katie, anche se la distinzione tra le due categorie mi sembra un po’ confusa (rustic, casual and economical alternative to the classic restaurant) e trovare l’articolo è meno immediato di quelli della pizza e dei ristoranti.
    Ecco la lista di Katie

    Armando al Pantheon
    Cantina Cantarini
    L’Asino D’Oro
    I Porchettoni
    Il Quagliaro
    Agustarello
    Da Danilo
    Flavio al Velavevodetto
    Settimio al Pellegrino
    La Campana

  5. ha risposto a Vincenzo Pagano: non so cosa significa immediato in quel contesto (scusami ma mi sono appena svegliata ed il cervello mi funciona poco)… ma sto avendo una crisi a leggere commenti sull’articolo della pizza. i lettori segnalano Forumla Uno e Dar Poeta. Aiuto! Forse ho sbagliato io approccio. l’ho scritto quel pezzo come giornalista gastronomica, mentre ci voleva un travel writer.

  6. ha risposto a Vincenzo Pagano: ora ho capito. aspetto che fra poco prendo un cafe e saro’ al 100%:) si hai assolutamente ragione. anche quello dei bar/pasticcerie/gelaterie e’ nascosto. ma comunque la categoria delle trattorie e’ un po confondente nel senso che fra gli italiani c’e’ una chiara idea di cosa si tratta mentre per gli anglofoni e’ diversa…vabbe’ vado a fare colazione;)

  7. Io non sono molto sorpresa di questo divario tra l’opinione di Seed e la nostra. Seguo attentamente blog stranieri e mi e’capitato di avere una discussione proprio su questo tema su chowhound con due dei mostri sacri di quel forum. I ristoranti o pizzerie indicati su quel forum sono alla maggior parte di noi sconosciuti oppure valutati negativamente. La spiegazione, sebbene semplice, purtroppo ci incatena ad uno stile dolcevitiano da cui stentiamo a liberarci. Purtroppo e’ cosi’ che in una zona come Trastevere tanti posti a cui appiccherei volentieri fuoco restano a galla e godono anche di ottima fama. Infatti, a volte, si spera di non essere in determinate liste che non al contrario!!! Cristina

    • Cristina io invece sono sorpreso dal divario tra le vedute sullo stesso media! I due articoli dono usciti sul Guardian (tra l’altro mica pizza e fichi). Immagina se un lettore segue i consigli e va in due pizzerie e in due ristoranti. Secondo te che idea di fa? Io posso pensare che il gusto delle 2 autrici è molto diverso, oppure credere che la Seed manchi da Roma da 20 anni anche perché Katie la vedo in città:-)

  8. ha risposto a Vincenzo Pagano: Ciao Vincenzo, il punto fatto e’ molto interessante cosi’ come il post. Le persone con cui ho avuto la conversazione sono ambedue quotate e addirittura una delle due e’ una rinomata autrice di un libro proprio su Roma. La parte interessante e’ proprio il fatto che si continui, all’estero, a perpetrare un’immagine della cucina italiana fuori dal tempo. Il che, come ho avuto occasione di dire, da una parte fa proliferare ristora tacci con le tovaglie a quadretti e olio di palma a profusione, dall’altra da occasione a ristoratori di aprire ristoranti dello stesso genere all’estero. Ti spieghi allora le tovaglie a quadretti e gli spaghetti con le vongole (e roux x addensare) a Miami. Preciso che non e’ sempre così ma spesso e’ così.

  9. ha risposto a Anonimo: cristina hai ragione da vendere, è proprio quello il problema: la narrazione che viene fatta della cucina italian fuori dal belpaese, basta guardare Eat, Pray and Love per capirlo. Ma la colpa è nostra, della narrazione italiana della gastronomia, basti pensare a come il settore viene raccontato dalla stampa e tv generalista, da come gli stessi cuochi si pongono nella comunicazione, siamo sempre tra Mengacci e il commissario bassettoni 😉

  10. … ma la pizzeria La Pratolina, no?
    ok, ultimamente sono ridondante su Prati…ma ne vale la pena!!

    E a proposito di ridondanze: mettere al primo posto l’Antico Forno Roscioli e al secondo il Forno di Campo de’ Fiori, che è sempre di Roscioli…nun vale! A sto punto perchè non c’è bir&Fud se c’è Pizzarium?

  11. ha risposto a Michelangelo F.: sulla Pratolina sono d’accordo con te… spesso l’ho detto che mi piace quella pizzeria (anche se la Gatta e Sforno giocano un altro campionato).
    Altra pizzera, roman style ma super digeribile, che secondo merita anche in relazione ai prezzi è il Grottino di Via Orvieto (interessanti anche gli antipasti ed i dolci e bellissima selelzione di birre belghe)

  12. ha risposto a Michelangelo F.: La Pratolina non l’ho mai provato ma ho sentito delle buone cose…sicuramente è da provare. Grazie di avermelo ricordato! Per quanto riguarda Bir e Fud, quel posto è valido solo per the bir nella mia opinione:) Poi per l’ordine è completamente random. Non è una vera classifica.

  13. ha risposto a Katie Parla: in parte condivido su bir&fud, ultimamente purtroppo ha perso qualche colpo (non fa più nemmeno la degustazione delle birre 🙁 )

    Non sono tanto convinto neache su Li Rioni. Allora perchè no Le Carrette a Via Cavour?

  14. ha risposto a Michelangelo F.: Manco le degustazioni? Peccato! Li Rioni xche la zona è comoda, l’atmosfera è carina per i turisti e mancava una pizzeria stile romana al centro. Alle carrette le pizze fanno troppo piccole ed i turisti si lamentano. Comunque questo formatto top 10 è na stupidaggine e non ha senso. Io avrei fermato a 8-9 ma poi al editore che gli dico? 🙂

  15. Buona la lista di Katie Parla, intruso testaccino a parte e “Li Rioni”, mai provato. L’altra lista è risibile, ma che ne parlamo a fa’.
    A Katie ricorderei la pizzeria al taglio “La Boccaccia” a Trastevere, via di Santa Dorotea.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui