Carnevale. La ricetta migliore per il sanguinaccio napoletano e veloce

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il sanguinaccio

Ok, ci siamo mangiati una grande lasagna, ma che un dolcino come il sanguinaccio non ce lo mettiamo? E’ Carnevale, per dindirindina!, ogni abboffata vale!

Sono ancora Alessandro Teo e Francesco Errico, direttamente dalle cucine di Umberto, ad ospitarci e coccolarci con un gran bel sanguinaccio (per la ricetta del sanguinaccio… con il sangue leggete qui).

Diversamente dalla lasagna qui la situazione è più rapida, quindi partiamo subito, che in una mezz’oretta già possiamo avere un bel sanguinaccio ready to eat!

ingredienti sanguinaccio napoletano

Ingredienti

Un  litro di latte intero fresco
500 g di zucchero
200 g di cacao amaro
80 g di farina
100 g di cioccolato extrafondente di qualità
Una stecca di vaniglia incisa e cannella
Canditi e/o gocce di cioccolato
Un bicchierino di liquore Strega (se non ci sono bimbi)

Preparazione

Versa in un pentolino il latte, aggiungi la stecca di vaniglia incisa e la cannella. Lascia intiepidire a fuoco dolce, per pochi minuti.

Mescola in un pentolino d’acciaio il cacao amaro, lo zucchero e la farina. Versa il latte nel composto ottenuto, filtrandolo per evitare che la vaniglia e la cannella cadano nel composto.

Poni il tutto sul fuoco a fiamma bassa, mescolando continuamente. Al primo bollore, aggiungi il cioccolato extrafondente tagliato in precedenza a pezzetti e fallo sciogliere, sempre mescolando. Aggiungi un bicchierino di liquore Strega e fai addensare ancora un po’.

Quando la crema sarà tiepida aggiungi a piacere scorzette di arancia caramellata, uva passa o gocce di cioccolata fondente.

Servi con biscotti secchi o meglio ancora savoiardi.

ricetta del sanguinaccio napoletano 07

Uh, Marò, e chesta è poesia!

Foto: Renato Bevilacqua

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- martedì, 21 febbraio 2012 | ore 7:30

27 commenti su “Carnevale. La ricetta migliore per il sanguinaccio napoletano e veloce

  1. mi spiace, ma ci sono un mucchio di errori: niente uva passa!………..Non c’entra. Non si mette. I profumi (cannella e vainiglia) vanno aggiunti solo quando la crema è ASSOLUTAMENTE fredda. Niente Strega (liquore): è un’erasia!Si possono aggiungere a cubetti solo cedro e cocozzata (niente scorze d’arancia!) oppure gocce di cioccolata. Per la cottura: quasi esatta. Ciao.

    • Scusa Mariacristina, tu per la cottura che metodo utilizzi?
      Comunque sono d’accordo per l’aggiunta degli aromi solamente alla fine per evitare che si disperdano durante la fase di cottura.
      Io adopero una maggiore dose di fondente al 70% o 74%
      Nella ricetta non trovo menzionato l’uva passa perchè lo rimproveri? 🙂

      • qualcuno ne ha parlato (di uva passa……). La cottura è a fuoco dolcissimo………..oppure nel microonde che ti affranca dal doverlo girare a lungo mentre si addensa…………..

        • Signora credo che errori non c’è ne siano. Nella nostra amata Lucania il vero sanguinaccio con il sangue di maiAle si fa con sangue cacao cioccolato cannella scorzetta d’arancio cotta precedentemente uva passa e qualche aroma di liquote. .Non trovo giusto parlare di errore quando non si sa..Ed io sono una chef legata alle tradizioni..saluti

    • Gentile signora,credo che non ci sia nessun errore nella nostra bellissima Lucania nel sanguinaccio originale con sangue di maiAle ci va l’uva passa i liquori,cacao cannella..Non trovo giusto dire che ci sono errori quando non si sa…saluti

    • il sangue di maiale, che dava al sanguinaccio “vero” un sapore squisito e irripetibile, non si trova più. E’ vietatissimo. E se non hai parenti in campagna che uccidono maiali, te lo sogni, quello “vero”. Mia madre lo faceva con il sangue e, per quanto possa fare impressione a chi non lo ha mai assaggiato, credetemi: era insuperabile.

  2. Io so che é vietato perché era fatto con sangue di maiale, ma quando sono andata a Napoli ho assagiato questa nuova versione senza sangue ed é comunque troppo buon, qui in Venezuela i dolci sebbene sono buoni sono diversi dai vostri, il sanguinaccio mi é piaciuto assai, anche mi mancano altri sapori napoletani. Vorrei imparare la cucina napoletana per far assagiare ai miei qui in Venezuela tutto ció che assagiai io quando sono stata li. Vi amo a tutti voi napoletani

  3. Che p****! Ci deve sempre essere qualcuno che commenta in negativo ed inutilmente. Godetevi la ricetta e basta. Non vi piace? Non seguitela. Come mai avete sentito l’irrefrenabile bisogno di correggere una ricetta che è chiaramente una rivisitazione personale di un classico della nostra pasticceria?

    • ma che è? Non si è liberi di esprimersi o dissentire? e perché? Se leggo una ricetta che con la tradizione ha poco a che vedere, come cuoca, pasticciera e, soprattutto napoletana, io la correggo. A beneficio di chi legge. Poi ognuno è libero di seguire le “libere interpretazioni” o di seguire le ricette classiche e originali. però, che lo strega, l’uvetta e la scorza di arancia non si mettono, io lo DEVO PROPRIO DIRE…..

  4. Ringraziamo tutti la fondamentalista napoletana per averci detto cosa fare e cosa non fare.
    De Crescenzo raccontava, in un famoso film, come il ragù potesse cambiare ricetta da quartiere a quartiere. Qui uno non è libero di presentare sul proprio blog la sua ricetta, che deve venire uno (a cui è evidentemente scoppiata l’orticaria a leggere l’orrore) a sindacare sugli ingredienti ed a ringraziare anche i convenuti dispensato anche ulteriori consigli. Ma mi domando e dico (Cit.): ‘Non è più semplice andare altrove e scrivere un proprio blog, invece di entrare nelle cucine degli altri a fare gli esperti?’
    È il bisogno di criticare gli altri, sempre e comunque, che non ho mai capito. Cosa non si fa pur di attirare l’attenzione…
    Ricetta buonissima!

    ps: un pasticcere che consiglia di utilizzare il microonde non l’ho mai sentito.

    • Vorrei spezzare una lancia a favore di Mariacristina Gentile.
      Gentile Peppe, chi apre un blog non deve risentirsi dei commenti se non sono di suo gradimento. Nessuno entra nella cucina degli altri a fare l’esperto, ma è chi apre un blog a mettere la sua cucina in piazza e quindi si confronta con chi ovviamente commenta. Non è chi critica la ricetta a dover andare a scrivere altrove se al proprietario del blog non piacciono gli interventi, ma bensì il proprietario del blog a rinunciare ad avere un blog se non ama essere commentato.
      Detto ciò, è vero che il ragù può essere diverso da quartiere a quartiere, ma le differenze, non sono sostanziali. Un ragù, può essere anche rivisitato e all’interno ci puoi mettere anche le noci di cocco macinate, se ti piacciono, ma non puoi chiamarlo Ragù Napoletano. Devi chiamarlo ragù a modo mio, altrimenti chi non sa come si fa un ragù napoletano, leggendo, crede che normalmente esso contenga delle noci di cocco.
      La ricetta in questione, è denominata Sanguinaccio napoletano e non sanguinaccio rivisitato.
      Nel sanguinaccio, quello tradizionale, non va aggiunta l’uva passa, inoltre per la buona riuscita dello stesso, non vi si aggiunge la farina per addensare, in quanto essa sporca la bocca e non rende piacevolmente fluido il sanguinaccio, in quanto resta in sospensione e non si scioglie. Si utilizza l’amido di riso. Esso, non solo addensa la salsa al cioccolato, ma la rende anche piacevolmente lucida (l’occhio vuole la sua parte).
      Un consiglio: Il cioccolato fondente, è meglio aggiungerlo alla fine, tanto si scioglie facilmente, e non si rischia di farlo attaccare al fondo e di conseguenza bruciarlo.

  5. sono tre anni che seguo questa ricetta….e il risultato e’ ottimo…ricevo i complimenti da tutti..inoltre e’ semplice e veloce….grazie!!!!!!!

  6. E’ una semplice questione semantica,nelle pasticcerie napoletane viene venduto comme doppia crema cioccolato o con altre definizioni più o meno simili,solo le persone di una certà età hanno assaggiato”il vero sanguinaccio”.

  7. Io ho mangiato il sanguinaccio di una volta e la cannella gli dà un po’ di quel sapore, ma sinceramente preferisco questa mousse.

  8. Ma x favore cambiate titolo, nel sanguinaccio quello vero e non ste bufale, si usa il sangue di maiale. Vergognatevi a infangare la tradizione altrui.

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