“Sofia! Dove sei?”
Sento in lontananza rilassanti musiche indiane e strani sciabordii d’acqua.
“Eh Ciuciù, che ne vuoi sapere… sto in una spa, mi sto facendo i trattamenti, sai il benessere interiore, l’armonia, i chakra, ste cose qui…”
“Oddio, non ti facevo tipo da filosofie orientali…”
“Ma infatti, ti pare mai, Ciuciù, io qua ho a cuore solo l’armonia delle mie forme, mi sto facendo un bel massaggio drenante, e se proprio lo vuoi sapere sta musichetta rilassante mi fa pure innervusì!”

Ora riconosco la pizzaiola più scatenata del web!

“Senti Sofia, mi rendo conto che tu pensi alla forma fisica ed io ti propongo di andare a mangiare fuori, ma che ne diresti stasera di una pizza?”
“Ciuciù, e io i massaggi me li faccio apposta! Così poi posso scofanarmi quello che voglio, o no signurì?!”

Dal silenzio carico di significato che segue alla domanda di Sofia, temo proprio che la povera massaggiatrice sia svenuta, ma del resto pochi sono abituati alle intemperanze della nostra cara amica. Io, chiaramente, non faccio più un plissé, qualsiasi cosa accada.

La nostra meta è quindi una pizzeria e le nostre peregrinazioni culinarie, questa volta, ci portano nel cuore del quartiere di Fuorigrotta, a Via Giulio Cesare, dove, da quasi sessant’anni c’è la pizzeria Cafasso.

L’ambiente è molto semplice e diviso in due salette, quella vicina all’ingresso un po’ più grande, la seconda, laterale, per altri sei o sette tavoli; alle pareti le foto dei vari personaggi che negli anni sono venuti da Cafasso: la pizzeria è piuttosto “nominata”, come diciamo a Napoli.

“Ciuciù, io ho fatto il massaggio e ti dirò di più, sono anche venuta a piedi da Viale Augusto, secondo me una bella fritturina me la sono guadagnata!”

Farle notare che Viale Augusto è a pochi metri non mi sembra cortese, ed in ogni caso è meglio non contraddire mai Sofia quando è affamata: andiamo di fritto all’italiana. La varietà non è male ci sono la mozzarella impanata, la polenta fritta, i crocché di patate, le zucchine fritte, gli arancini ed anche il calzoncino ripieno, direi che ci si può accontentare. Ma nonostante sia fatta sicuramente artigianalmente la frittura risulta un po’ troppo oleosa, tanto da essere quasi morbida.

Nell’attesa delle pizze e sempre in omaggio agli sforzi “estetici” compiuti oggi da Sofia, ci concediamo anche una provoletta affumicata passata alla piastra e riempita di prosciutto accompagnata da focaccia e fette di prosciutto crudo.

La focaccia è buona e croccante, anche la provoletta non sarebbe stata male se non fosse stata ripassata (sic!) in un forno a microonde che, peraltro, si trova proprio dietro al nostro tavolo. Sofia è piuttosto contrariata. Speriamo di avere maggior fortuna con le pizze.

Per testare la pizzeria più scrupolosamente ci diamo a due classici: una margherita e un ripieno con scarole.

La margherita ha il placet di Sofia: è piccola, la pasta è tirata sottile ma risulta giustamente elastica, la salsa di pomodoro è buona e dolce.

Le dolenti note, però, ritornano con il ripieno: la pasta forse è stata tirata troppo, oppure il calzone è rimasto qualche secondo in più nel forno. Il risultato? Di sicuro non è bruciato, ma forse un po’ troppo croccante. Il ripieno di scarola è un po’ eccessivo e così il gusto risulta molto amarostico senza essere bilanciato dal tocco più delicato della mozzarella.

Un’insoddisfattissima Sofia ricorda evidentemente il programma costume perché mi fa definitiva: “Ciuciù, io devo stare attenta alla linea, il dolce non lo prenderei…”

Questo slancio improvviso, però, mi lascia perplessa: la verità è che Sofia è delusa. Stasera qualcosa non ha funzionato per il verso giusto. Non sempre la fama corrisponde al gusto, potremmo chiudere amaramente. “Ma quale chiudere amaramente! A casa tengo un paio di fette di torta Pistocchi che ci aspettano!”

Lo dicevo io: Sofia e la dieta sono due rette parallele che non si incontrano mai, il problema è che sta traviando anche me.

Quest’estate sarà meglio optare per la montagna!

Pizzeria Cafasso. Via Giulio Cesare, 74  80125 Napoli. Tel. +39 081.2395281

Tag consigliato: L’oro di Napoli

[Foto: Renato Bevilacqua]
 (Big Picture: le foto possono essere ingrandite cliccando sull’immagine)