Napoli e la pizza sono un binomio indissolubile.

Su una mappa basta digitare “pizza” o “pizzeria” per vedere spuntare innumerevoli segnalini.

In pratica, è l’unica città che ha la sua pizzeria di quartiere che a volte si tramanda di generazione in generazione. E, ovviamente, ci sono le aree tipiche che hanno dato vita a vere e proprie scuole di “pensiero” in fatto di pizza. La più importante è quella di via Tribunali.

Ma ci sono altre zone di Napoli che hanno i propri campioni e che per i turisti sono una vera e propria manna dal cielo. È il caso di Piazza Garibaldi e della stazione ferroviaria.

Cosa ci può essere di meglio che mangiare una pizza appena messo piede sul suolo napoletano?

La pizza vicino alla stazione di Napoli

Carmnella

Carmela Russo è la pizzaiola “Carmnella” di terza generazione. Oggi è nume tutelare della trattoria che funziona solo di giorno, nel rione delle “case nuove”, costruzioni popolari realizzate dopo il risanamento nella zona industriale di Napoli. Sposò nel 1967, Salvatore Esposito, padre di Vincenzo e pizzaiolo della famosa Pizzeria Trianon per 50 anni. Quindi parliamo di tradizione pura.

Vincenzo Esposito Carmnella

Vincenzo ha imparato ad impastare e fare le pizze da quando era un ragazzino e gironzolava al Trianon per “rubare” il mestiere. Oggi fa pizze da trent’anni e dobbiamo dire che l’impresa gli è decisamente riuscita. L’arma vincente è la passione e la voglia di apprendere e innovare che non lo lascia mai.

Il locale è storico, nasce nel 1892. La pizzeria lavora senza sosta a pranzo e a cena, praticamente Vincenzo non lascia quasi mai il suo bancone di fianco al vecchio forno a legna di mattonelline rosse. La carta delle pizze è molto ampia, ci sono persino quelle “fuori carta” nate dall’inventiva estemporanea di Vincenzo, qualche volta con l’aiuto di qualche cliente gourmet. Il locale è frequentato da una clientela quanto mai varia, dalla gente del quartiere ma, soprattutto dalla Napoli “bene” perché Vincenzo è riuscito a farsi un nome in città.

Dal febbraio di quest’anno è anche entrato a far parte dell’ AVPN con il numero 473.

L’impasto è tradizionale, farina gialla del nostro sponsor Caputo, lievito di birra e almeno 18 ore di lievitazione.

pizza margherita dopfritti

Partiamo dalle pizze classiche: margherita, marinara, margherita con bufala, rispettivamente a 3,50 – 3,00 e 5,50 euro. La carta elenca ben 54 tipi di pizze e i classici fritti, arancini, crocchè a 1 euro e mozzarella in carrozza a 1,50. Il prezzo delle altre pizze varia fino a 7,50 euro escluse un paio di pizze “bomba” da mangiare in più persone che costano 15 euro.

Noi abbiamo assaggiato la margherita con la bufala, con pomodoro San Marzano, mozzarella di bufala, olio extravergine d’oliva e basilico. Profumatissima. Ci siamo fatti tentare anche tentare dalla pizza al pesto, ideata dalla creatività Vincenzo negli ultimi mesi: pesto di basilico, bufala, ciuffi di ricotta e fettine sottili di salsiccia. Una goduria. Prezzo 5,50 euro.

pizza margherita carmnella cotturapizza alveolatura

Ecco in breve Carmnella.

  • Aspetto visivo. Tradizionale con cornicione alto e soffice, al taglio s’intravede l’alveolatura. Quantità d’olio giusta per entrambe le pizze.
  • Profumo. La nota maggiore arriva dall’impasto e dal pomodoro nella margherita e dal pesto e la salsiccia in quella bianca al pesto.
  • Cottura. Corretta, senza bruciature, tempi canonici, scarsi 90 secondi a 400 gradi.
  • Sapore. La margherita è un’esplosione si gusto mediterraneo con una lunga persistenza al palato. La pizza al pesto è una piacevole novità, saporita, aromatica, invitante. Entrambe decisamente digeribili
  • Leggerezza. È la caratteristica che appare più evidente anche grazie all’alveolatura prorompente.
  • Prezzi. Margherita, 5,50 €. Al pesto bianca 5,50 €.
  • Voto finale. 82/100

Ristorante Pizzeria da Carmnella. Via Cristoforo Marino, 22-23 (zona Galileo Ferraris). Napoli. Tel. +39 081.553 7425

La pizza vicino al Porto di Napoli

pizzeria del popolo napoli

Gianni Breglia e il suo socio Francesco Pierno sono nel cuore di Piazza Mercato, una volta il centro commerciale all’ingrosso della città. Oggi le attività rimaste sono poche, quindi clientela di passaggio, gente del quartiere e vecchi amici dell’ “Epoca Di Matteo”. Sì perché Gianni e Francesco prima di aprire la Pizzeria del Popolo, circa 10 anni fa, hanno lavorato e fatto gavetta per ben 16 anni da Di Matteo. Come dire, università e master in Via Tribunali.

Francesco ha cominciato 20 anni fa, Gianni 25. I due pizzaioli hanno quindi ricevuto un’impostazione diciamo “ortodossa”, poche tipologie : Margherita, Marinara, Capricciosa, Calzone con ricotta e salame, pizza fritta, la famosa “pizza a libretto”. E poi i mitici fritti, arancini crocchè e frittatine.

Da Di Matteo hanno ereditato anche l’impostazione estremamente semplice del locale e del servizio: qualità e low cost ma, fuori dai circuiti delle pizzerie “blasonate”. Il nome della pizzeria è indicativo. Le materie prime sono di buona qualità: farina Caputo rossa, pomodori di buona qualità, sia pelati, che freschi, olio extra vergine, mozzarella di bufala, provola e fiordilatte dal caseificio Iovine di Frattamaggiore.

L’impasto, opera di Francesco, lievita circa 6 – 7 ore. Noi abbiamo assaggiato la Bufala doc, impasto abbastanza soffice, un po’ meno nella parte del cornicione, in compenso giusta quantità di olio e abbondante condimento di pomodorini freschi e mozzarella; ci è passato sotto il naso un profumo intenso di provola e non abbiamo resistito alla Sorrentina, pomodori pelati, provola, olio extra vergine,basilico e parmigiano; stesse considerazioni per l’impasto, più dolce il pomodoro. Entrambe le pizze sono di dimensioni super.

pizza del popolo

  • Aspetto visivo. Tradizionale con cornicione alto e soffic , al taglio s’intravede l’alveolatura. Quantità d’olio giusta per entrambe le pizze.
  • Profumo. La nota maggiore arriva dalla mozzarella di bufala nella doc, e dal pomodoro e provola nella Sorrentina.
  • Cottura. Corretta, qualche lieve bruciatura, che comunque non ha inficiato il gusto della pizza
  • Sapore. La doc è saporita, e si avverte la buona qualità della mozzarella; la Sorrentina intriga per il deciso gusto affumicato e la dolcezza del pomodoro. Entrambe molto digeribili, nessun problema di sete notturna.
  • Leggerezza. L’impasto è mediamente leggero, forse a causa della lievitazione non troppo prolungata
  • Prezzi. Margherita Doc 6,00 €. Sorrentina 4,50 €. La Margherita base costa 3,50 € e la marinara 3,00 €.
  • Voto finale. 76/100

Un buon rifugio popolare per una pizza classica al volo, ad esempio se dovete imbarcarvi dal porto di Napoli: 2 pizze e 2 birre € 15,00

Pizzeria del Popolo. Piazza Mercato 44. Napoli. Tel. +39 081.5634029

Due pizzerie che non si trovano nell’incrocio “classico” di Napoli, ma si nutrono di tradizione popolare. Voi le avete già assaggiate?

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