Habemus pajata. Non vorrete accusarci di sacrilegio, ma lo scippo di uno dei piatti tradizionali della cucina romana con il divieto di consumarla per far fronte all’emergenza mucca pazza, non era andato mai stato digerito.

Dal 2001, la restrizione sanitaria aveva di fatto impedito il “legale” consumo della prima parte dell’intestino tenue del vitello che, per far fronte comunque alle richieste, era stato sostituito dall’intestino di agnello.

Un ritorno per il quale ha combattuto una lunga battaglia la Coldiretti che, nel dare l’annuncio della vittoria a Bruxelles nella votazione del comitato permanente vegetali, animali, derrate alimentari e mangimi dell’Unione Europea, ha allestito un mega banchetto a Palazzo Rospigliosi.

L’epoca del proibizionismo della pajata è finito e ci si potrà concedere un autentico piatto di rigatoni. O uno spiedino alla brace.

In 15-20 giorni, assicurano dalla Coldiretti, il nuovo regolamento di esecuzione sarà pubblicato in tutte le lingue per essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Intanto voi mettete gli indirizzi dove andare di corsa a ri – mangiare un piatto di pajata.

1. Da Anna Dente all’Osteria San Cesario, ad esempio.

2. Oppure da Armando al Pantheon, al centro di Roma, che immaginiamo ritornerà al vitello.

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3. O all’Osteria Tutto Qua.

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Altri suggerimenti?

[Link: Repubblica]

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